Il tuo compleanno (parte 1)
Ti sei vestita elegante per l’occasione, una camicetta azzurra e una lunga gonna nera. Ti avvii verso lo stanzino, io dietro di te. Una volta aperta la porta ti ritrovi davanti al mio regalo. Vedi diversi tipi di macchine da cui partono diversi tipi di cavi. Alcune le conosci bene, di altre non hai la minima idea. Le macchine circondano una sedia in metallo, il tuo trono. Decine di pensieri ti passano per la testa riguardo a quello che potrei farti qui e il tuo battito aumenta di conseguenza.
Ti siedi, ansiosa di provare tutto ciò. Mi avvicino e ti sbottono la camica. La apro fino a scoprire persino le tue spalle e osservo il tuo seno esposto, una leggera pelle d’oca sul tuo corpo e il tuo cuore che batte così intensamente da spingere la pelle che lo ricopre, rendendolo visibile, quasi volesse uscire da lì. Accendo l’elettrocardiogramma e posiziono due elettrodi fra il tuo collo e le tue spalle, mentre uno lo metto nella parte bassa-sinistra della tua pancia. La senzazione dei sottili e freddi cavi che sfiorano il tuo corpo di fa venire qualche brivido. Dal monitor esce un suono alto e costante che registra i battiti del tuo cuore. Ti giri e osservi lo schermo: 100 bpm. Prendo uno stetoscopio, fisso la testina sul tuo cuore con un po’ di nastro e ti faccio indossare l’archetto auricolare. “Ora sei pronta” dico dandoti le spalle. Per qualche secondo cerchi di capire cosa stia facendo ma non appena mi giro il riflesso del tuo viso nelle piastre metalliche che ho nelle mani ti chiarisce le idee. Immediatamente la tua fronte comincia a sudare. Il tuo battito aumenta fino a 130 bpm e ne senti l’intesità grazie allo stetoscopio. Allarghi le braccia fino a posizionarle sui braccioli della sedia. La presa che hai su di essi è salda ma tremolante per un misto di eccitazione e paura. Posiziono le piastre del defibrillatore: la prima sul tuo seno destro e la seconda appena sotto il tuo seno sinistro. Giro il potenziometro sulla posizione “100j” e un intenso suono crescente riempie la stanza. Più il suono cresce più il tuo petto fa avanti e indietro a causa del respiro estremamente affannoso tanto che riesco solo applicando tanta forza a mantenere le piastre ferme. Il tuo corpo è così tanto sudato che le goccie riflettono la luce. Il defibrillatore completa la sua carica ed emette un suono intermittente e veloce. Ci guardiamo negli occhi. “Fallo” mi dici fra un respiro affannoso e l’altro. “Libera” dico ad alta voce e premo i bottoni rossi per avviare la scarica elettrica. I tuoi occhi si spalancano, la tua bocca si apre, il tuo sterno viene in avanti lasciando indietro la pancia e rimane in questa posizione per almeno due secondi. I muscoli in tensione ti impediscono qualsiasi tipo di movimento. Una volta passata la scarica, torni indietro con lo sterno e Il battito del tuo cuore aumenta molto velocemente fino a 180 bpm. Ti lascio godere del suono del tuo cuore man mano che rallenta fino a raggiungere gli 80 bpm. I tuoi capezzoli si induriscono e la pelle d’oca pervade il tuo corpo rendendolo quasi ruvido. Le piastre ancora posizionate.
“Ancora, ti prego” mi preghi di darti un’altra scarica e decido di aumentarne la potenza. Giro il piccolo potenziometro fino a “200j”. Il suono di ricarica parte, questa volta più lungo. Ancora durante la carica respiri sempre più affannosamente. Quando il defibrillatore è carico, premo i bottoni. “Libera!” La potenza della scarica fa nuovamente venire in avanti il tuo sterno ma questa volta il tuo corpo rimane in totale tensione per almeno 3 secondi. Le ossa della gabbia toracica spingono sulla pelle rendendo le costole visibili e la pelle stessa si ritira leggermente sui tuoi muscoli mostrandone un po’ la forma. Questa volta non riesci nemmeno ad aprire la bocca ma i tuoi occhi spalancati rimangono a fissare i miei. Non appena la scarica è completata il tuo corpo si riposiziona sulla sedia ma la tua testa rimane in tensione e cominci ad avere delle convulsioni. Il monitor segnala una fibrillazione ventricolare e così decido di utilizzare il defibrillatore per l’ennesima volta. Giro il potenziometro sulla posizione “300j”. Il defibrillatore si ricarica. “Libera!”. La scarica ti attraversa e il tuo corpo va in tensione. Quando ritorna la tua testa cade all’ingù. I tuoi occhi si chiudono. I tuoi capelli vanno sopra le mie mani. Il tuo cuore si è fermato e il monitor emette un suono continuo quasi assordante. Sullo schermo una linea piatta. Devo eseguire il massaggio cardiaco.
(continua: https://gurballad.tumblr.com/post/680562861693616128/il-tuo-compleanno-parte-2 )
Rimetto le piastre del defibrillatore al loro posto. Ti prendo in braccio e ti appoggio a terra facendo attenzione a non staccare gli elettr









