L’Orso, il rugbista fanfarone.
Inizio i miei racconti con il racconto dell’Orso. L’Orso è un ragazzo di bell’aspetto, alto, vichingo, barbuto, tatuato, batterista e rugbista. La descrizione potrebbe bastare per far capire quanto io potessi essere sensibile al suo fascino da ‘’orso ‘’ per l’appunto. Ci conosciamo quasi per caso, un tempo avevo chiesto a lui per dei libri universitari, poi lui mollò l’università e non lo vidi più. Un giorno, dopo più di un anno, lui mi scrive un messaggio sbagliando destinatario. TAN TAN TAN... avete presente l’effetto farfalla? Da una parte del mondo il batter d’ali di una farfalla scatena un avvenimento eccezionale dall’altra? ECCO. Maledette farfalle.
Iniziamo a parlare ininterrottamente, nonostante lui fosse a Boston per lavoro, nemmeno il fuso orario riusciva a staccarci da quei maledetti schermi,continuavamo a smanettare con quei telefoni nemmeno fossimo Chiara Ferragni. Dopo settimane di messaggi sdolcinati, che nemmeno romanzi rosa che vendono negli ospedali, decidiamo di vederci. L’appuntamento avviene in un locale molto carino, dove offrono the particolari e torte eccezionali. Come due piccioncini ci sediamo ad un tavolo, sorseggiando the alla vaniglia e imboccandoci l’un l’altro pezzi di cheesecake. Lui racconta dei suoi mille viaggi per il mondo, del suo gruppo musicale ( a me e a tutti i maggiori di 18 anni sconosciuto) che a quanto pare ha proprio un fanclub( ragazzine esaltate che appena l’hanno riconosciuto per strada gli hanno chiesto l’autografo). Inizia prendendomi la manina, facendomi complimenti , addirittura quando usciamo per fumarci una sigaretta , mi poggia il suo cappotto sulle spalle, paga lui il conto nonostante le mie proteste.Io dentro di me penso ( eh, guarda che gentiluomo, come è premuroso, è ancora più gigante di quanto ricordassi)
Inizia a piovere, le vie di Bolo per fortuna sono piene di portici, quindi camminiamo insieme sotto i portici, guardandoci ogni tanto, cercandoci le mani e parlando come se ci conoscessimo da sempre. Da bravi abitanti di Bolo, all’ora dell’aperitivo andiamo dal Bangladino a prendere birra( la 3 Luppoli a 2 euro) e patatine. Ma mentre cerco di prendere il pacchetto di patatine in alto ecco, che la nuvoletta di fantozzi che mi accompagna si fa viva, mi sporgo troppo sulle punte, cado miseramente a terra e mi cadono addosso tutti i pacchi di patatine stile cascata del Niagara. ( Brava Ciots, un’altra figura di merda) Lui mi guarda sorridendo, mi aiuta ad alzarmi e mi dice che proprio per questo motivo uno alto come lui adora le ragazze basse come me. Restiamo fuori dal Bangladino,fuori continua a piovere, io ho la sua giacca sulle spalle, fa un buon odore sa di uomo adulto, così come il suo orologio e la sua lunga barba. Inizio a guardarlo fissa,le sue lentiggini buffe si avvicinano sempre di più al mio viso, mi prende fra le braccia, mi sento davvero minuscola, le sue mani sono grandi e callose, le sue lentiggini sul naso sono sempre più vicine e cosi mi bacia sotto la pioggia, davanti al negozio del Bangladino, in mezzo ai punkabestia bolognesi, e non riesco a trattenermi dal gettare il pacco di patatine a terra non appena la sua mano cerca la mia schiena.
Sono stordita, confusa, nonostante il mio cuore sia seppellito e non basta questo a riesumarlo , ho sentito come un soffio, un sussulto, ho sentito il sapore della sua torta al cioccolato , misto alla birra e alla sigaretta. Continuiamo a cercare le nostre labbra per ore, incuranti del tempo che passa e della pioggia. Ma lui deve prendere un treno e tornare a casa.
Da quel primo appuntamento perfetto, ci vediamo un paio di volte, prima a cena e poi in stazione di corsa, fra un treno e un altro, lui mette subito in chiaro che ha delle intenzioni serie con me, che non vorrebbe perdermi. Nonostante io sia molto restia ai rapporti sentimentali e nonostante sia consapevole di aver seppellito il mio cuore, sono piacevolmente sorpresa della situazione. La mia sorpresa diventa ancora più piacevole, quando lui mi manda una canzone che ha scritto per me e che diventerà un singolo del suo gruppo per ragazzine. Una canzone che parla di tutte quelle conversazioni Boston-Bologna, di tutte le nostre parole e i nostri desideri.
POI ARRIVA HALLOWEEN. L’Orso decide di andare ad una festa con degli amici, nel locale dove lavora la sua ex( con la quale aveva rotto anni prima a causa di una volontà di lei di renderlo ‘’ cervo’’ anziché Orso). Io vado ad un’altra festa con dei miei amici.. rifiuto le attenzioni di alcuni, pensando a quanto stesse diventando ‘’ seria’’ la cosa con lui. Ma la nuvoletta di Fantozzi deve farsi viva e quindi mi rubano il telefono. Non riesco a sentirlo fino al giorno dopo, giorno in cui lui mi chiama dicendomi’’ Ehi, mi sono divertito ieri , ho detto alla mia ex che mi vedo con una ragazza speciale, adesso con lei siamo amici, vieni a stare da me domani notte? ‘’ prendo i biglietti del treno tutta contenta, emozionata, avremmo passato la nostra prima notte insieme e avrei visto casa sua. Passa un giorno, e causa telefono rotto, non riuscivo a sentirlo sempre come prima, mi arriva un messaggio su fb ‘’ C dobbiamo parlare’’ all’improvviso sbianco, le mie amiche mi guardano per capire, ricevo una chiamata che fa più o meno così ‘’ ehi, ciao, scusami c, mi dispiace tanto ma... sai ho deciso di riprovarci con la mia ex, si è mollata con il fidanzato e dopo due anni vogliamo riprovarci, mi dispiace eh.. tu meriti di meglio’’
Iniziano a venirmi le vene sul collo, ma cerco di mantenere una finta FINTISSIMA calma apparente, non voglio dargli la soddisfazione di capire quanto fastidio e rabbia era riuscito a suscitare in me, quindi rispondo con un ‘’ bene, ti auguro tutto il bene del mondo. ciao’’ Mi sento una donna con la D maiuscola, una donna matura, potente e superiore, una donna dalla mentalità aperta... magari morirò dentro, ma lui saprà che io sono migliore di lui. Matura e migliore fin quando qualche giorno dopo , me lo ritrovo davanti l’università, con il suo fottutissimo cappellino di lana, le sue spalle giganti , la sua camicia da ‘’ sono un vero phigo’’ e tutti i suoi amichetti, si avvicina per dirmi che voleva vedermi , per capire, per SCEGLIERE fra me o lei, per FARE UNA PROVA CON ENTRAMBE. Potete capire che li la mia calma e il mio autocontrollo cedono, e fuoriesce l’animo siciliano, il furore dell’Etna. Nel momento in cui lui di abbassa e prova a baciarmi , mi scanso, gli tiro una sberla in pieno volto e con eleganza e classe ( che mi contraddistingue ) sillabo un ‘’ VAFFANCULO’’, gli volto le spalle e proseguo per quel mercato di casi umani che è Piazza Verdi..
Conclusione? sono una vera sfigata che attira gli Orsi fanfaroni e poligami.