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Risvegli... così è se vi pare... buongiorno audaci 💋
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Risvegli... così è se vi pare... buongiorno audaci 💋
🤔
¡Dos lunas sangrientas han pasado desde que mi paladar renegó de la sal maldita, esa bruja blanca que esclaviza lenguas! ¡He descubierto el secreto prohibido: a la sopa se le puede lanzar el cadáver desmembrado del cilantro. ! ¡Que no os tiemble el pulso por el sodio, perros del mar! ¡El verdadero enemigo es la sal de mesa. ! ¡El apio y su tripulación verde llena de sodio son mis aliados, no mis verdugos!
¡Y he hecho caminar por la plancha a la cebolla cabezona, esa reina gorda que tanto adoraba devorar junto al engreído limón, ese cítrico presumido que se cree rey de los cítricos! ¡Lo he desterrado al fondo del océano sin piedad!
¡ Mi bandera ondea con el olor a hierbas salvajes! ¡Que rujan las tormentas! ¡Que tiemble Poseidón! ¡Este pirata no necesita sal para tener sabor... tiene fuego en las venas y pólvora en el alma!
"Camina, Guerrero, camina, por el sendero del dolor, y la alegría"
this lyric actually made me cry a couple times
(Walk, warrior, walk, on the path of pain and joy)
Caparezza - El Sendero
Qua l'unica Strada che insegna qualcosa è la figlia di Gino
Camina, guerrero, camina Por el sendero del dolor Y la alegría Camina, guerrero, camina Por el sendero del dolor Y la alegría Camina (Camina)
Good morning to you all, amazing souls! 🌞🖤
Esercizio: scrivi di ciò che conosci e insegnalo
Tutto tranquillo.
Aveva raggiunto il supermercato vicino casa. Le piaceva stare lì, conosceva dove trovare i suoi prodotti e tutte le commesse e gli addetti, un saluto per ognuno e nessuna difficoltà. Era piuttosto fiera di sé: quella mattina era uscita di casa senza i soliti drammi interiori, aveva guidato quei pochi chilometri senza ansia ed era entrata nel negozio sentendosi assolutamente normale. Canticchiava persino. Aveva anche preso il carrello: di solito preferiva riempire la sua sportina personale piuttosto che toccare una cosa condivisa da così tante persone, ma ormai la pandemia aveva lasciato il segno e un favoloso kit per disinfettare era a disposizione all’entrata. Si servì di abbondante spray e gel per fare un lavoro almeno accettabile, e poi comunque infilò i guanti, soddisfatta. Sì, brava.
Proseguì nelle corsie per fare la solita spesa: acquistava sempre le stesse cose, la rassicurava seguire un certo ordine nei suoi metodici menù settimanali, pesce un paio di pasti alla settimana, carne per quattro volte, uova per due, verdure e frutta tutti i giorni… tutto bilanciato e regolato, il benessere da sempre legato al controllo dei dettagli.
Alcune cose sfuggivano, ma ormai aveva abbastanza esperienza di sé: sapeva che poteva gestire gli imprevisti peggiori senza perdere la testa, e aveva capito, dopo tantissime prove, che quando davvero era sotto pressione sapeva essere coraggiosa, forte e determinata.
Eppure talvolta c’erano degli intoppi, e quando meno se l’aspettava, per piccoli inutili eventi, perdeva tutto. Anche l’aria. Succedeva sempre meno, eppure la paura che accadesse di nuovo generava un circolo vizioso da cui faticava a liberarsi. Ma ci stava riuscendo, vero?
Era distratta da questi pensieri nella corsia dei prodotti per l’igiene personale: lo shampoo, preso. Il dentifricio, fatto. Gli assorbenti… Prendeva sempre l’articolo dietro agli altri, in fondo allo scaffale, convinta che fosse stato toccato da meno persone: lo trovava rassicurante. Ne tirò fuori una confezione, ma si accorse che era stata aperta. Ne mancavano un po’ e per nascondere quel piccolo furto “di necessità” qualcuno l’aveva riempita di fazzoletti di carta. Provò un disgusto profondissimo. Respirò forte per bloccare un conato. Accidenti. “Coraggio” si disse “non devi comprare quella confezione, trovane una integra… Dai, è tutto ok.” Ma non era affatto ok.
Non se lo aspettava, non era preparata e adesso, sentiva che ne sarebbe morta.
Non c’era più aria nei suoi polmoni. Cercava di introdurre aria ma non ce n’era abbastanza intorno a lei, naso e bocca inspiravano ma niente, proprio non respirava più, come se fosse sott’acqua, come se intorno a lei una porzione di vuoto cosmico le impedisse di avere ossigeno, e vita, per superare questo stupidissimo contrattempo.
Era cosciente che non le mancava davvero l’aria, doveva solo calmarsi per poterne godere di nuovo. Questa consapevolezza l’aiutava sempre, le ricordava che era preparata, aveva imparato ad aggrapparsi alla realtà per uscirne, aveva tanti trucchetti che funzionavano, doveva solo intervenire e bloccare il panico.
Teneva gli occhi chiusi, si era accosciata accanto al suo carrello e si stringeva attorno le braccia per raccogliersi il più possibile. Cercò freneticamente cinque suoni reali per tornare alla realtà e li elencò: la radio del supermercato, lo scorrere delle rotelle di plastica di un carrello, una suoneria di cellulare, un “arrivederci e grazie” dalle casse, dei tacchi lontano che picchiavano sul pavimento. Bene, almeno non boccheggiava più. Si alzò in piedi, ma di spostarsi non se ne parlava: aveva paura di muoversi troppo, ma almeno aprì gli occhi e tenne lo sguardo fisso in basso. Adesso doveva sforzarsi di elencare quattro cose che vedeva: una piccola crepa nella piastrella, una scatola pronta da svuotare lì accanto, bottiglie di bagnoschiuma di un azzurro luminoso al suo interno e quel maledetto pacchetto di assorbenti aperto caduto in terra. Sì, adesso la paura era passata, stava facendo finalmente un bel respiro, ma per sicurezza elencò tre cose da toccare: il metallo del carrello a cui si stava appoggiando, la pelle della sua borsetta, la sciarpa morbida intorno al collo. Sì, passato. E senza nemmeno arrivare a odorato e gusto. Una piccola vittoria. Anche perché nessuno se n’era accorto.
La corsia era ancora libera, e lei si stava tranquillizzando: respirò e respirò ancora come se fosse appena emersa dal mare… che bello respirare!
Finalmente pronta si forzò a proseguire verso la cassa poco più in là. Gli assorbenti li avrebbe comprati un’altra volta. O da un’altra parte.
Sospirò.
Si posizionò in coda e mentre aspettava il suo turno caricando la spesa sul nastro ebbe un moto di stizza. Gli attacchi di panico non dovevano interferire così, non era giusto! Lasciò la commessa a prepararle il conto e corse nella corsia del misfatto: afferrò al volo la prima (la prima!) confezione sullo scaffale e si affrettò a tornare per pagare. Esultante.
Tutto tranquillo. Tutto normale.
Sì. Proprio brava!
"Arte mi devi guidare, fa' uno sforzo Di' alla natura di vegliare il mio percorso Dalla borsa tiro fuori un grande corno Per soffiare via il mio panico dal corpo
Col coraggio in tasca la mia vita passa Camminando e basta, lascio la mia traccia Capirà soltanto chi vedrà dall'alto Tipo ragno a Nazca
Camina, guerrero, camina Por el sendero del dolor Y la alegría"
G.
25/01/2023 12:03
"El Sendero" Composición Orquestal B.S.O. Mako Ray Jr 🎶🥁🎻