A giorni è proprio una condanna. Un macigno sul petto che opprime, toglie il respiro, impasta bocca e occhi come fanghiglia. A giorni invece sembra brillare, quasi vibra di colore immersa nell’aria fresca della mattina, un vero e proprio privilegio, un’esplosione di luce e di senso. A volte invece lo è entrambe, una condanna e un privilegio, quasi contemporaneamente, un inestricabile miscuglio di consapevolezza e verità, una sferzata di realtà che ti brucia la faccia e che ti fa aprire meglio gli occhi e vedere le cose in tutta la loro bruciante bellezza. Una condanna o un privilegio essere qui con voi.
Eppure è solo un caso, una coincidenza essere qui con voi. Non so se siano i vostri sorrisi, o se siano gli occhi che brillano, o forse le espressioni colme di imbarazzo, o la sfrontatezza che vi fa arrossire le guance. Forse sono i vostri lineamenti buffi, o l’ingenuità delle vostre parole, o la spavalderia del vostro portamento.
Eppure affiora un grazie, un grazie perchè tutto quello che ho perso, tutto quello che ho imparato, tutto ciò che ho pianto, tutta la bellezza che ho assaporato hanno più senso adesso. Il cammino fatto fino a ieri diventa un regalo per qualcuno che non sa di averne bisogno, uno sguardo verso un’andatura incerta, un contraccambio da restituire all’universo porgendolo a volti nuovi. Un regalo nascosto come un anello in un cesto di lenticchie.
Anche se tante volte nessuno lo vede, anche se è cosi poco appariscente, anche se sparisce nel frastuono della vita e delle risate. Un grazie per quelle volte in cui qualcuno lo sente, quelle volte in cui non serve dirlo, ma si capisce lo stesso, per quei momenti in cui ci si riconosce. Certi giorni è proprio un privilegio essere qui con voi. un Grazie per quei giorni.
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