Oggi le mani sono la memoria.
L’anima non ricorda, è addolorata
da tanto ricordare. Ma nelle mani resta
il ricordo di quello che hanno stretto.
Pedro Salinas, da La memoria nelle mani
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Oggi le mani sono la memoria.
L’anima non ricorda, è addolorata
da tanto ricordare. Ma nelle mani resta
il ricordo di quello che hanno stretto.
Pedro Salinas, da La memoria nelle mani
Friedrich Nietzsche, Così parlò Zarathustra.
Solo le persone superficiali impiegano anni per liberarsi da un'emozione. Chi sia padrone di sé può porre termine a una sofferenza con la stessa facilità con cui inventa un piacere. Non voglio essere in balia delle mie emozioni. Voglio servirmene, goderle e dominarle.
- Il ritratto di Dorian Gray, Oscar Wilde
Vorrei dirti più spesso che ti penso, che ti sento con me e che pure manchi, mi manchi, un po’ come quelle frasi che a furia di stare attaccate ai cioccolatini ne assorbono tutto il dolce e anche un po’ di cioccolato sciolto, incastrato tra pieghe che non andranno mai via, nemmeno quando le metti per anni in un quaderno per lisciarle e poi finisci per dimenticarle, così non resta altro che un retrogusto dolce e qualche grinza oltre a un inchiostro un po’ slavato dal tempo e dai pensieri volati via. Vorrei e a volte lo faccio, ma non sempre, perché la dolcezza c’è bisogno di aspettarla sul palato per gustarla come io aspetto ogni sorriso, ogni parola, ogni carezza che non sai nemmeno di farmi e che pure mi scivola tra i capelli e a volte sulle labbra e altrove, anche altrove, ovunque ci sia un lembo di pelle con incastrato un po’ di cuore. Vorrei, vorrei tante cose, eppure non voglio più niente ché ormai ho il sole che scalda i giorni e la luna che mi culla i sogni, e ho sorrisi e brividi e pensieri sempre in tasca, da infilarci la mano e sorridere da sola in mezzo alla gente che non lo sa perché, ma lo so io e lo sai tu e tanto basta. Vorrei dire tante cose e restare in silenzio e lo so che tutto insieme non si può, ma non lo so se è vero perché so anche che a volte non lo sai dove finisce il possibile, chi lo dice, chi mette una linea laddove tu sei il senso della mancanza di ogni confine. Vorrei che fossi qui, adesso, ma pure questa cosa è strana perché ci sei oltre quanto il mondo intero potrebbe affannarsi a dimostrare che non è reale. Allora sai che c’è? Resto ferma e zitta e trattengo il respiro. Però ti guardo. Ti guardo e basta. Nei miei occhi, dove ho incastonato il tuo riflesso e tutto ciò che non si dice, ma che pure è, esiste, e vive. Fino all’ultimo battito di cuore.
Elisabetta Barbara De Sanctis 17/08/2019 L.633/41 Proprietà Intellettuale Riservata
“Aveva voglia di chiamare Sabina a Ginevra? Di farsi vivo con qualcuna delle donne di Zurigo che aveva conosciuto negli ultimi mesi? No, non aveva la minima voglia. Sentiva che, se avesse incontrato una qualsiasi donna, il ricordo di Tereza sarebbe diventato subito insopportabilmente doloroso.”
- Milan Kundera
“Si oscurassero le stelle e implodessero i pianeti, sparissero i deserti e sprofondassero le montagne. Che gli alberi piangessero fino a inondare le foreste, le pozzanghere tracimassero per confondersi con le lacrime e i fiumi straripassero per annegare gli argini. Che i popoli urlassero di disperazione e che i loro nervi si sfilacciassero e strappassero dalle ossa. Che gli animali si divorassero tra di loro e gli uccelli cadessero per sporcare le pietre di rosso. Che tu possa ardere di terrore perché saprai di non incontrarmi più. Che io possa bruciare di dolore per ogni metro che mi separerà da te”.
Tu ancora ti vedi fragile ma non hai visto quante brutture e delusioni hai superato?
Inciampata sociale