Questioni di cuore
La prima tornata di partite è ruotata attorno ai sentimenti. Dal cuore degli azzurri, di nuovo brillantissimi, e quello degli ungheresi che hanno esaurito lo stadio; fino a quello di Christian Eriksen, che si è addirittura fermato, prima di riprendere a battere, spinto dal lavoro dei medici e dal calore dei compagni.
Solo una partita a testa, eppure è già successo tutto. Tutto quanto è legato alle emozioni, tutto ciò che fa riferimento al cuore. A quello degli italiani, per cominciare. Che ha ricominciato a battere dentro uno stadio e in una grande competizione, visto che dall’ultimo mondiale eravamo stati clamorosamente e ignobilmente eliminati.
Cinque anni dopo, di nuovo a soffrire tutti insieme per un grande evento di calcio internazionale, e finalmente con la possibilità di vedere la partita dal vivo, di fare il tifo uno accanto all’altro. Di nuovo entusiasti, di nuovo vestiti di azzurro, di nuovo pronti a cantare, magari limitandosi a battersi col pugno in occasione dei tre gol dell’Italia. Una sorta di ritorno alla normalità, alla serenità, alla vita. L’Italia ha cominciato per prima, dimostrando una volta di più di esserci: nona vittoria consecutiva, 28 gol fatti, nessuno subito. Mica male! Con l’aggiunta che stavolta la partita, esordio dell’Europeo, contava di più. Noi intanto ci abbracciamo, anche se ancora possiamo entrare uno su quattro, e vediamo se riuscite a farlo anche voi.
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