Resti con lo sguardo fisso nel vuoto.
Vedi la gente parlare, ma non capisci niente.
Sembra tu stia pensando, ma in relatá non pensi a niente.
L'unica cosa che senti è una profonda tristezza, che non ha fondamenta.
Potrebbe farti crollare da un momento all'altro, ma ti tiene ferma così, sospesa nell'aria, ti porta in un'altra dimensione.
Dove nessuno ti sente, nè tu senti nessuno, dove la felicitá non è semplicemente nascosta, non esiste proprio.
E mentre fluttui in questa dimensione, quando ad un tratto ti ci abitui e pensi d'essere riuscita a star bene persino lì, nella profonda solitudine, crolla tutto nuovamente.
Sei in equilibrio tra un'apparente felicitá e un'evidente malinconia.
Tocchi il cielo e il fondo contemporaneamente, ma non raggiungi nessuno dei due, resti fermo, aspettando che qualcuno ti salvi e ti tiri fuori da lì, ma poi capisci che la tua unica salvezza sei tu, solo tu.
Devi imparare ad amarti, ma a questo punto sarebbe più facile amare qualcun altro piuttosto che amare te, perchè probabilmente i nostri più grandi nemici siamo noi stessi.