Tradizione e modernità: Mousse di cioccolato bianco al matcha
Questa settimana voglio condurvi in terre lontane, esattamente come questo libro ha fatto con me sin dalle prime pagine. Proprio questo, secondo me, è il più grande regalo che un buon libro possa fare al suo lettore: trasportarlo, attraverso la storia, in un luogo reale o inventato, in un viaggio nel tempo e nello spazio, capace di trasmettere un’emozione che non si esaurisca l’attimo dopo la parola fine in fondo all’ultimo capitolo.
È straordinario il modo in cui Arthur Golden, autore statunitense, sia riuscito in questo intento, guidandoci tra gli sgargianti ed affollati vicoli del Gion Kobu della Kyoto degli anni ‘30, mediante una descrizione storicamente precisa, ma nutrita di colori, sensazioni e ricordi quasi poetici nella loro grande forza immaginifica. In Memorie di una Geisha la storia di Chiyo, la ragazza dagli “occhi pieni d’acqua” che diventerà la famosa entraineuse Saiury, è narrata così nelle vivide tinte delle memorie, delle tradizioni, di un “mondo che sta rapidamente scomparendo” ed attraverso le lenti della malinconia e sofferenza che sempre sembra essere compagna di vita di ognuna di queste donne, più di qualsiasi ammiratore o danna.
“… gli occhi di mia madre erano grigio trasparente e i miei pure. Quando ero molto piccola, avevo detto a mia madre di essere sicura che qualcuno le avesse forato gli occhi e che dal quel buco fosse uscito tutto il colore scuro…”
Questa storia è una bildungsroman: il racconto di come una ragazzina paesana viene venduta ad una grande Okiya e di come, superando le avversità della sorte e le angherie della bella e crudele Hazumomo, si eleva a migliore geisha della capitale
SPOILER ALLERT
(e, un po’ in stile occidentale, riesce infine guadagnarsi il tanto agoniato amore del Presidente).
Ma la vera forza di questo libro è la sua capacità di farci travolgere dal fascino di queste creature, dal portamento sfuggente e sofisticato, sempre avvolte nel mistero e - contemporaneamente- entrare nella vera prosaica vita di ragazze argute, colte, da tutti ammirate quali incarnazione e sublimazione del bello e della raffinatezza della cultura nipponica.
Ovviamente, la professione di geisha non è propriamente un esempio di emancipazione femminile, ma il libro vuole presentarci il fascino di questa cultura che, come l’acqua negli occhi di Sayuri, scivola e si perde nelle pieghe della storia crudele ed inarrestabile di un Giappone diviso fra vecchio e nuovo, tradizione e modernità.
In conclusione al racconto non si può che empatizzare con la protagonista, che, trapiantata negli USA, ripensa alla propria gioventù a Gion, chiuso dopo l’inizio della guerra, e ammirare la figura leggendaria della geisha che rappresenta il culmine di questo mondo perduto.
La mia ricetta di oggi quindi propone un ingrediente della secolare tradizione culinaria giapponese, che ha saputo adattarsi e sopravvivere alla modernità: il matcha. Leggero come la danza di una giesha e accattivante come i loro sguardi ammaliatori, il dessert che vi propongo è la mousse di cioccolato bianco al matcha.
Ingredienti per 6 persone:
2 cucchiaini di polvere di matcha
300ml di panna da montare
250g di cioccolato bianco tritato
125ml latte
Vaniglia: essenza qualche goccia o 1 baccello
3 albumi
Frutti rossi freschi q.b. per decorare
Preparazione:
Attenzione la preparazione richiede il bagnomaria.
Pendere il contenitore che immergerete nell’acqua calda e mescolate li dentro il matcha con 3 cucchiai di panna. Scaldare a bagno maria fino a fare sciogliere completamente la polvere. Aggiungere alla pentola il cioccolato bianco e far sciogliere completamente ( il composto potrebbe addensarsi a causa del matcha, ma è normale). Togliere dal fuoco ed unire il latte e la vaniglia in baccello poi mettere a raffreddare per almeno 30 min.
Montate la panna avanzata (se invece usate essenza di vaniglia unitela alla panna).
Montate gli albumi a neve ferma (aiutatevi aggiungendo delle gocce di succo di limone mentre montate).
Unite il cioccolato fuso freddo agli albumi delicatamente con una spatola di silicone. Sempre facendo attenzione a non smontare il composto unire la panna montata.
La vostra mousse è pronta, dividerla in terrine e mettetela in frigo per 2 o 3 ore.
Servitela alla fine di un buon pasto ma non sarà fuori posto neanche ai tea party più glamour, accompagnata dagli immancabili frutti rossi ed una leggera spolverata di matcha.
- Diana











