"PdS" character analysis and "in defense" of: Delia Bianchetti
Pettegola. Sciocchina. Un po' vanesia, frivola e impicciona... Tutti aggettivi questi che normalmente mi farebbero storcere il naso, se non addirittura detestare un personaggio in qualunque romanzo, film o serietv.
E invece, descrivono in parte colei che è il mio secondo personaggio femminile preferito (divenuta poi il primo nel corso della stagione 10, o almeno finché non cambieranno la direzione dell'arco narrativo di Rosa. E lo spero proprio) della fiction rai "il Paradiso delle Signore", ovvero
Sì perché, dietro quella sua apparente semplicità e frivolezza, si nascondono in realtà una bellezza, una complessità e una profondità non visibili a una prima occhiata; per questa ragione, viene molto spesso fraintesa e criticata, finendo addirittura per venir etichettata come un' "oca giuliva".
...Ma lo sarà davvero? O c'è qualcosa di più in lei?
Be', scopriamolo un po' insieme, che ne dite?
[Disclaimer: cercherò di non dilungarmi troppo nella mia analisi, perché vorrei evitare di dividere il post in più parti come ho dovuto fare con quello antimarcelloxrosa. Spero di riuscire nel mio intento, dal momento che ce ne sono davvero tante di cose da dire (ma mi sa che fallirò miseramente anche stavolta xD!). E come ho fatto in quello, vi rinnovo il mio sincero invito a controbattere con educazione e rispetto, qualora non condivideste le mie opinioni; sono sempre molto aperta al dialogo, come ormai mi auguro ben sappiate, e adoro moltissimo dibattere su questa fiction^^]
Dunque, esaminiamo più attentamente il carattere di questo personaggio. Come ho sottolineato nell'incipit, quando compare per la prima volta agli inizi dell'8° stagione, Delia ci viene presentata come una ragazza sì un po' pettegola, civettuola, "apparentemente" disinteressata alla cultura (MA, come vedremo in modo più dettagliato in un altro paragrafo, la sua c.d. "ignoranza" - se è giusto usare questo termine, cosa che io non credo - è sempre stata un peso e un rimpianto per lei), frivola, un po' troppo sognatrice... ma quello di cui viene più accusata dalla maggior parte dei telespettatori è di essere particolarmente impicciona.
Bene, partiamo proprio da questo: Delia è sì impicciona, non lo nego, ma bisogna considerare bene il fine per cui s'intromette negli affari degli altri, in particolar modo delle altre Veneri; e il suo intento è forse maligno, ovvero fare dispetti alle sue altre colleghe (come Lucia, la ex venere passata alla GMM)? Assolutamente no. Tutto il contrario: se non fosse stato anche per lei, probabilmente Elvira avrebbe tardato ad aprire gli occhi sulla tossicità del suo rapporto con Tullio; inoltre, è grazie soprattutto a lei che Agata, una timida ragazza del Sud emigrata a Milano e proveniente da una famiglia di vedute inizialmente "ristrette e tradizionali" quali erano i Puglisi, è riuscita a inseguire la sua passione per il disegno e studiarlo seriamente. E come vedremo in seguito, il comportamento autoritario e tossico dell'ex di Elvira e la rinuncia di Agata al suo sogno di divenire un'artista sono questioni che toccano la Bianchetti sul personale; motivo per cui non è sì riuscita a farsi i fatti suoi… ma ha finito per migliorare notevolmente la vita di quelle due ragazze.
E come stiamo osservando in questa corrente stagione, Delia si sta rivelando una donna molto empatica, sensibile ma soprattutto generosa, in quanto lei e Botteri hanno ceduto i loro biglietti per la prima alla Scala a Fulvio e Caterina, il nuovo magazziniere e la nuova Venere sua figlia, una famiglia un tempo benestante che aveva questa tradizione, ma che dopo essere caduti in disgrazia non possono più permetterselo. E i problemi finanziari di una famiglia sono una realtà nient’affatto estranea a Delia, come osserveremo ben presto. O ancor più, come stiamo assistendo in questo periodo, mettendosi per così dire un attimo da parte per dare modo a Gianlorenzo di costruire un vero rapporto paterno con suo figlio Teo, e dandogli amorevoli consigli su come fare, dato che questo è un terreno nuovo e delicato per Botteri (e lo sarebbe per chiunque si trovasse in quel frangente), dimostrando così ancora una volta la sua empatia e la sua incredibile sensibilità nel comprendere la delicatezza della situazione. Voglio dire, trovatene un'altra giovane donna che sarebbe disposta ad accettare tutto questo e a stare con un uomo con un figlio fuori dal matrimonio a causa di circostanze fuori dall'ordinario... negli anni '60. E che dimostri una tale comprensione.
Infine, Delia è una giovane donna molto vivace, esuberante, che SEMBRA pensare solo alle feste ai bei ragazzi e agli uomini affascinanti, che fantastica un po’ troppo sulle star del cinema e sulle storie d’amore … insomma, una ragazza apparentemente tutta divertimento e sorrisi. E queste sue caratteristiche in particolare hanno portato buona maggioranza dei fan a tacciarla di superficialità. Tuttavia, ci terrei a far loro presente che – come spesso accade -, dietro un sorriso si possono nascondere anche segreti, insicurezze (Delia infatti è molto insicura di sé stessa e delle sue capacità, anche se così non sembra: questo lo vedremo meglio quando parlerò del suo rapporto con Botteri), ma soprattutto, rimpianti. E come esamineremo nei prossimi paragrafi, in realtà la Bianchetti nasconde in sé, dietro ai suoi sorrisi assai radiosi, molto più di quello che fa – o meglio, vuole far – trasparire.
Ora, per poter comprendere a fondo le ragioni dell’essere e dei comportamenti di una persona, bisogna tenere bene in considerazione il passato di quella persona. Pertanto, direi che sia arrivato il momento di parlare del suo passato, non trovate?
Nell’ep. 8x03, quando Delia arriva per la prima volta al Paradiso, alla domanda che le è stata rivolta sul motivo per il quale ha lasciato il suo lavoro da parrucchiera (un lavoro che le piaceva molto, oltretutto, e in cui lei era e rimane piuttosto brava), lei ha risposto evasiva che “aveva voglia di cambiare e di fare qualcosa di diverso”. Tipica risposta di chi vuole tenersi sul vago e non rivelare le sue vere motivazioni, non vi pare?
Ma in realtà, come scopriremo più avanti sempre durante quella stagione, lei se n’è dovuta andare per una ragione ben più grave e delicata: il marito della sua ex datrice di lavoro –la quale l’aveva presa sotto la sua ala protettiva e le aveva indicato un corso di specializzazione per parrucchiere- aveva tentato di farle delle avances non volute e di baciarla senza il suo consenso, approfittando quindi della sua posizione di potere e di superiorità rispetto a lei (fenomeno non raro allora e probabilmente ancora persistente tutt'oggi); una volta che la sig.ra Biagioli, la proprietaria del salone di bellezza, l’ha scoperto, non ha creduto ai suoi tentativi di difendersi dall’accusa di averlo sedotto lei e l’ha cacciata via. Tutto ciò a causa delle sua bellezza esteriore che, come osserveremo più avanti, è sia un dono che una maledizione per la Bianchetti.
Dunque Delia è stata accusata di essere una “ruba mariti”, una “rovina famiglie”. Negli anni Sessanta, questa nomea era una vera e propria onta sulla propria dignità personale assai ardua da cancellare e che, peggio, poteva irrimediabilmente compromettere sia la reputazione sia il futuro della donna in questione; a quel tempo, ben poche giovani sarebbero riuscite superare tutto questo. Eppure, lei ci è riuscita: ha avuto il coraggio di rialzarsi e di ricominciare daccapo, in un altro posto di lavoro… accettando perfino di occuparsi del reparto uomini del gran magazzino. E quando ha rincontrato la Biagioli che l’ha infamata e insultata davanti a tutti i clienti lì presenti e alle sue colleghe/quasi amiche, lei è sì scappata via, sconvolta… Ma è ritornata il giorno dopo, pronta ad affrontare le conseguenze dell'accaduto e a venire licenziata un’altra volta, se non poteva avvenire altrimenti. Ora, tutto questo vi sembra l’atteggiamento di una donna “superficiale”? A me sembra piuttosto il comportamento di una donna molto forte, coraggiosa e determinata. Perché avere coraggio non significa non aver paura, bensì affrontare le proprie paure e le difficoltà.
Una donna forte, coraggiosa e determinata … ma anche disposta a fare delle rinunce per amore. Tipo rinunciare al corso di specializzazione su richiesta del suo ex fidanzato geloso e possessivo (ecco spiegata la sua avversione per l'atteggiamento di Tullio nei confronti di Elvira), oppure - cosa ancora più delicata -, rinunciare agli studi (ed ecco spiegata la sua ostinazione a non far desistere Agata dalla sua passione per il disegno). E qui, devo andare sul personale, poiché questo è un argomento che mi tocca molto da vicino: perché anch’io come Delia ho dovuto rinunciare ai miei studi (universitari nel mio caso); ma se io l’ho fatto a causa di una lunga e profonda crisi personale, lei invece ha dovuto rinunciare al diploma per una causa ben più nobile della mia: l’ha fatto per aiutare la sua famiglia economicamente, andando a lavorare molto giovane. E questo per me non è affatto il comportamento tipico di una ragazza egoista e vanesia, bensì di una ragazza matura che ha compreso la situazione difficile in cui si versavano i suoi familiari e ha agito di conseguenza, mettendo da parte - per il momento, come vedremo in seguito- il suo sogno di diplomarsi e frequentare l’università. Una rinuncia che tuttavia le pesa molto: difatti, ogni volta che si toccava l'argomento "scuola" o "studio", lei si adombrava e/o si richiudeva in se stessa, rifiutando di partecipare alle interviste sull'argomento; il che fa presumere che lei rimpiangesse il non aver proseguito gli studi e che si vergognasse della sua conseguente cultura carente. Ma, come vedremo nel seguente paragrafo, grazie all'influenza di alcune persone in particolare riuscirà a ottemperare anche a quella sua mancanza.
3. una "Cenerentola" degli anni '60: la determinazione, la gentilezza e la "maturazione" di Delia.
Tuttavia, ciò che più mi colpisce e mi affascina di Delia è la sua incredibile determinazione: la determinazione a sorridere sempre alla vita e a non lasciarsi sopraffare dalle avversità. La determinazione a rimanere sempre gentile, generosa e aperta verso il prossimo, qualsiasi cosa accada e non importa quanto le altre persone possono ferirla, non lasciandosi quindi guidare dall’odio e dal rancore (come aveva fatto al contrario Tancredi fino alla 9° stagione), oppure non rifugiandosi nella carriera e tenendo le distanze dagli altri (come aveva fatto Gianlorenzo finché non è stato assunto al Paradiso). Una sorta di “Cenerentola” degli anni ’60, per così dire (“sii gentile e abbi coraggio”: questo era il mantra che guidava il cammino della “Cenerentola” di Kenneth Branagh, uno dei pochissimi live-action Disney che apprezzo. E direi che non esistano parole più azzeccate per descrivere il personaggio di Delia).
Ma soprattutto, la determinazione a trovare la propria strada e a realizzare i propri sogni; difatti, penso che un punto di svolta determinante nella vita di Delia sia rappresentato dall’arrivo di Rosa al Paradiso intorno alla metà dell’8° stagione. Al contrario di lei, la Camilli ha potuto studiare e laurearsi; ma malgrado questa differenza, le due ragazze legano molto (voi non sapete QUANTO io rimpianga la loro amicizia, con tutte quelle “”amicizie”” della Camilli con Elvira e Mirella nella 9° e 10° stagione 😒. Spero vivamente che gli sceneggiatori riprendano il loro rapporto che hanno per certi versi accantonato; il che è un vero peccato secondo me, poiché favoriva la crescita emotiva di entrambe le donne), Rosa pian piano la fa riappassionare alla cultura e alla poesia in particolare, regalandole il “Canzoniere” di Petrarca; e infine, grazie all’influenza e al sostegno della sua nuova amica, la Bianchetti trova il coraggio di iscriversi nuovamente a un corso di studi serale. Sì, ho scritto “nuovamente”, perché veniamo a sapere che in verità Delia si era già iscritta una volta a un corso serale di studi (il che appunto indica che aveva sempre avuto la volontà di riprenderli), ma era stata bocciata all’esame finale e, come se questo non bastasse, l’insegnante che l’aveva interrogata l’aveva fortemente criticata, facendole pertanto perdere fiducia in se stessa, nelle sue capacità e nel suo sogno di laurearsi. E si sa molto dolorosamente bene quanto le critiche e la disapprovazione di un insegnante possano essere deleterie per l’autostima di uno studente e la sua determinazione a persistere nello studio (ed è capitato anche a me, infatti).
Tuttavia, credo che sia soprattutto nel corso della 9° stagione che assistiamo alla vera e propria “maturazione” di Delia; per quale motivo, vi chiederete. Be’, per varie ragioni. Innanzitutto, osserviamo la Bianchetti prendere col tempo sempre più consapevolezza dei suoi talenti e delle sue scelte di vita, sia dal punto di vista professionale (difatti, trova il coraggio di proporre le sue idee creative ai direttori e, dopo un iniziale rifiuto, la seconda volta invece si rivela fruttuosa e la sua idea di diverse acconciature da abbinare all’abito di punta del Paradiso viene approvato e risulta vincente; dopodiché, prende sempre più parte ai progetti creativi dell’atelier e li supporta attivamente, come vedremo più avanti), che, specialmente, da quello sentimentale.
Parlando appunto del lato sentimentale: nel primo paragrafo di quest’analisi, avevo affermato che Delia era una ragazza che pensava ai “bei ragazzi e agli uomini affascinanti”; ciò che però ho volutamente omesso di dire lì e lo dirò adesso è che lei sognava “una storia d’amore da film da cinema, con un uomo che la sorprendesse ogni giorno”. E ricorderete che ho anche asserito che la sua bellezza esteriore è sia un dono che una maledizione per lei: Delia infatti è molto orgogliosa del suo aspetto e ci tiene a essere sempre elegante e ben curata, spronando le altre a fare altrettanto (un ulteriore motivo per cui molti la ritengono una ragazza vanitosa; beh, molte ragazze a quell’epoca ci tenevano al loro aspetto, ma non significa che fossero tutte delle “sciacquette”.); tuttavia, la sua bellezza ha anche attirato le attenzioni assai indesiderate del marito della sua ex datrice di lavoro e poi, nella seconda metà dell’8° stagione, quelle di Giorgio Corvara, un baldo giovane che sì la corteggiava alla maniera dei film romantici che lei tanto ammirava, tramite delle poesie … però, il ragazzo ha fatto il grosso errore di farle passare come proprie, rimarcando quindi di fatto – involontariamente, certo, ma l’ha pur sempre fatto – la sua scarsa conoscenza del campo culturale e letterario, e peggio ancora, l’ha fatto perché, testuali parole, “doveva conquistare la ragazza più bella di Milano”. Pertanto, molti uomini che lei ha incontrato la notavano e la desideravano soltanto per la sua bellezza, come se fosse un mero oggetto. Un premio da conquistare e di cui vantarsi. E tutto questo l’ha portata a credere che in lei di valore ci fosse solo la bellezza e nient’altro.
… Finché, non è appunto entrato nella sua vita Gianlorenzo Botteri, lo stilista della linea di capi maschili del “Paradiso delle Signore”. Un uomo che le ha fatto aprire gli occhi sulla “falsità” di Giorgio, ma che non l’ha denigrata per averci creduto, anzi: ha messo in luce la sua sensibilità verso l’arte e l’ha stimata per questo. E dopodiché, l’ha difesa dalle insistenti avances del ragazzo (mentre da quelle del sig. Biagioli non c’era stato nessuno a difenderla) e di nuovo l’ha rincuorata in quella maniera gentile ed elegante da gran signore qual è Botteri (mi riferisco alla famosa scena delle “rose arancioni”, stagione 8 ep.82: una scena a dir poco S-E-N-S-A-Z-I-O-N-A-L-E).
Ora, qui dovrò fare una piccola premessa: la relazione tra Delia e Gianlorenzo è troppo bella, complessa e profonda per essere trattata qui in maniera esaustiva come meriterebbe; pertanto, mi limiterò a parlarne per sommi capi, tentando di non tralasciare nulla e di mettere in evidenza quanto sia stata importante per quei due personaggi, soprattutto per Delia, riservandomi poi di parlarne in modo più approfondito in altri post come ho intenzione di fare riguardo Tancrosa.
Rimasta colpita da quel gesto e dalla sua galanteria, nel corso della 9° stagione, la ragazza cerca di conoscerlo meglio (teniamo bene in considerazione che, tempo prima, la maggior parte delle Veneri considerava Botteri una persona altera e inavvicinabile) e col tempo scopre che in realtà lui è un uomo molto sensibile, timido, umile (nei confronti degli altri e, in particolare, del "gentil sesso", per lo meno; al contrario di chi sappiamo noi … *ahem* Marcello Barbieri – scusami @lanistas -, *ahem* Matteo Portelli; anche se quest’ultimo ha subìto una bella dose di umiltà durante la 9° stagione, lo devo riconoscere), gentile e che è stato ferito anche lui dalla vita. Tutte queste qualità la colpiscono profondamente e tenta dunque di avvicinarsi a lui; vediamo così il loro rapporto evolversi e maturare a poco a poco nel corso degli ep. da una semplice stima sul piano lavorativo, dandosi l’un l’altro consigli, spronandosi reciprocamente a credere in sé stessi e nelle proprie capacità e a non rinunciare ai propri sogni, fino a divenire un'attrazione sia fisica che mentale e infine un amore puro, sincero e disinteressato.
Però, in questo percorso, la nostra “Cenerentola” del PdS incontra la sua antagonista, una sorta di matrigna/sorellastra cattiva se vogliamo definirla: Giulia Furlan, la stilista della concorrenza. Ora, quella donna è l’esatto opposto di lei: superba, veramente vanitosa, troppo sicura di sé … e soprattutto, ambiziosa. Ma è anche una donna ferita in amore: infatti è stata ferita proprio da Botteri, il quale l’aveva rifiutata perché ancora tormentato dal ricordo amaro di quanto accaduto con Ornella, il suo grande amore di gioventù, e quindi allora non si sentiva ancora pronto a vivere una nuova storia d’amore. E la Furlan, dopo un illusorio riavvicinamento con Botteri (il quale però non l’ha mai illusa volutamente), gelosa del legame che stava nascendo tra di loro spontaneamente, tenta di allontanarla da lui con false calunnie sul conto dell’uomo. Molti probabilmente sosterranno che Delia sia stata una sciocca a credere alle bugie della stilista, e che pertanto sia una ragazza ingenua e immatura, ma dobbiamo considerare due fattori: 1) l’insicurezza di Delia: ella credeva che Giulian Furlan sarebbe stata più all’altezza di Botteri che lei, in quanto entrambi fanno parte del mondo della moda e sono persone molto colte e raffinate … cosa che lei non è e non è mai potuta completamente diventare; 2) la reputazione stessa di Gianlorenzo come un uomo impenetrabile e inavvicinabile. A parte il suo trascorso con la sua ex fidanzata e il fatto che lui avesse già un figlio di cui ignorava l’esistenza, al “Paradiso” si sapeva ben poco del suo passato e in particolare, del suo periodo di studi a Parigi, periodo in cui aveva appunto incontrato la Furlan. Di conseguenza, la Bianchetti non aveva la facoltà di appurare la verità e confutare le affermazioni della rivale. Pertanto, ha deciso a malincuore di mettersi da parte e prendere le distanze dal lui.
Tuttavia, dopo aver riconosciuto di aver sbagliato a credere alle menzogne della Furlan (e, secondo il mio modesto parere, ammettere di aver commesso un errore è segno di grande umiltà e soprattutto maturità. E infatti, Botteri non l’ha affatto biasimata per questo), come fa sempre ogni volta in cui si accorge di aver sbagliato, Delia fa di tutto per rimediare restando vicino a Gianlorenzo, ridandogli fiducia in se stesso e nelle sue capacità durante la sua crisi causata dal plagio del suo abito ad opera del Sant'Erasmo e della Furlan, e supportandolo nel suo lavoro al meglio delle sue capacità, cercando di attirare l'attenzione della critica di moda sulla sua collezione giovani. E così alla fine, la sua determinazione, ma soprattutto la sua gentilezza, bontà, solarità e semplicità sono riuscite dove invece la superbia, la vanità e l’ambizione della Furlan hanno fallito, ovvero riaprire il cuore di Botteri all’amore, iniziando quindi con lui (come ho affermato nella 3° parte del mio post antimarcelloxrosa) una relazione amorosa veramente sana, equilibrata e di supporto nonostante la differenza d'età, come ogni storia d'amore dovrebbe essere, e non una vuota e superficiale (ogni possibile confronto con quella di Marcello e Rosa è puramente casuale xD!) come prima lei fantasticava e ci si aspetterebbe da un’ “oca giuliva”. Ma come ho scritto prima, esaminerò Giandelia e la dinamica Delia/Gianlorenzo/Furlan in maniera più approfondita in un altro post.
Dunque, per “tirare le somme”: abbiamo visto come Delia è sì una ragazza frivola, sognatrice, con la testa per aria all’inizio dell’8° stagione, ma con l’andare del tempo si è rivelata una giovane donna dalla profonda sensibilità ed empatia, che ha preso finalmente coscienza dei suoi talenti, che sta realizzando i suoi sogni, e che dal volere una relazione tipica da film romantici ha finito per avere invece un rapporto d’amore maturo e concreto, costituito da piccoli momenti condivisi di vita quotidiana ma fondato sulla fiducia, sul rispetto e sul sostegno con Gianlorenzo, un uomo certo più grande di lei, ma al contrario di quello che affermano in molti, la loro differenza d’età non costituisce un impedimento alla loro unione, anzi: si completano l’un l’altro. Lui, diciamo “ancorandola alla realtà” ma sostenendola concretamente nei suoi progetti di vita (al contrario del suo ex che le aveva impedito di frequentare il corso per parrucchiere, Gianlorenzo invece l’aiuta lui stesso a iscriversi al corso degli Ambrosini); lei, donandogli il sorriso, un po’ di entusiasmo e di leggerezza … la leggerezza che lui non ha avuto durante l’infanzia a causa dei suoi genitori all’antica che lo ostacolavano nelle sue scelte di vita sia professionali che, ancor peggio, sentimentali. Trovo infatti piuttosto singolare il fatto che proprio lei, la ragazza tacciata di “frivolezza”, “immaturità”, “superficialità” sia una delle poche Veneri (insieme ad Agata con Mimmo) a vivere una relazione sentimentale concreta e sincera, e non Rosa, la ragazza ritenuta “intelligente”, “intellettuale” e “colta”, come stiamo assistendo in questo periodo con Barbieri (ma di questo parlerò più approfonditamente in un post sulla 10° stagione).
Questo però non significa che la Bianchetti all’improvviso sia diventata tutta un’altra persona: infatti le è rimasta la mania del pettegolezzo e del fantasticare sulle storie d’amore … e sapete una cosa? Trovo che sia PERFETTO così.
Perché ho sempre più notato negli ultimi tempi la tendenza a scrivere e rappresentare la figura femminile nei mezzi letterari e filmici contemporanei come una donna “perfetta”, “senza difetti”, “potente”, “che non sbaglia mai” e che “deve sempre prevaricare sull’uomo, simbolo del patriarcato”. Peccato che però alla fin fine, questi personaggi femminili risultino essere inverosimili, in quanto tutti noi abbiamo dei difetti e andiamo incontro a dei cambiamenti, e pertanto, vuote. Per amare un personaggio, devi poter empatizzare con quel personaggio e con i suoi trascorsi. Quindi, non so sarà un mio problema, ma io trovo difficile amare ed empatizzare con le protagoniste femminili di oggi. E proprio in questo sta la bravura degli sceneggiatori di questa fiction: perché riescono a darci personaggi credibili, che trasmettono emozioni e che affrontano le difficoltà sia interiori che esteriori; pertanto, trovo che Delia, con i suoi pregi e difetti, ma soprattutto con il suo arco narrativo di cambiamento e maturazione e infine con il suo rapporto con Botteri di assoluta parità e rispetto da entrambe le parti, costituisca uno degli esempi più belli e significativi di come dovrebbero essere scritti i personaggi femminili e le relazioni sentimentali nei romanzi, nelle serie tv e nei film. Un esempio che io prenderei senza esitazioni, se decidessi di dedicarmi alla mia passione per la scrittura.
Infine, per concludere: ci sono molti che ritengono il sogno di Delia, quello di creare parrucche e acconciature alla moda, frivolo e banale. A parte il fatto che io trovo davvero meschino giudicare le passioni e le aspirazioni degli altri, ma sarà poi davvero così frivolo e banale? Riflettiamo un attimo anche su questo: perché una donna di solito indossa una parrucca (questo lo si fa purtroppo anche in casi gravi, come la caduta dei capelli causata da un tumore) o vuole cambiare acconciatura? Per sentirsi diversa e speciale. Bene: creando delle acconciature, Delia vuole far sentire uniche e speciali persone che si sentono nella vita di tutti i giorni banali e insignificanti. Come si è sentita lei per molto tempo.
E con questo, ho concluso la mia analisi su Delia. Questo post mi premeva assai, quasi ancor più di quello antirosaxmarcello, poiché sentivo di dover dire la mia su questo personaggio assai criticato, ma in realtà molto più complesso di quanto si creda. Spero di averle reso giustizia, di aver fatto trasparire la complessità della Bianchetti e di non avervi annoiato. Vi invito a dirmi la vostra opinione su di lei e ne approfitto per fare a tutti voi i miei più sinceri auguri di un Buon Natale “Paradisiaco”.