«Una volta c'erano più corridori forti, ma direi che una volta c'erano anche più poveri o ex poveri. Per cui il ciclismo era un'alternativa, come il pugilato, e questo dura dal primo Dopoguerra a metà degli anni Settanta. È chiaro che oggi perché dovrei dire ad un ragazzo di fare ciclismo? Infatti non glielo dico». / #GianniMura è stato un Gigante del giornalismo italiano, scadendo nell'ovvio. È stato un modello per una professione che non può far altro che rimpiangere personalità di quella statura, dotate anche di una sottilissima ironia. Non c'è altro modo in cui possa esser ricordato. / Una delle soddisfazioni più grandi da quando ho dato libero sfogo alla scrittura, soprattutto sportiva, è quando nel 2016 ottenni il terzo posto ad un premio nazionale di giornalismo dedicato a redattori U35 istituito istituito dal Circolo Culturale "Il Grandevetro" in collaborazione con il Comune di Santa Croce sull'Arno. L'articolo consisteva in un parallelismo tra il pittore Kandinskij e il calciatore Cruijff. / Non ho mai avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere in libertà con Mura. Ma nella giuria di quel premio c'era anche lui e quindi mi inorgoglisce oggi più che mai pensare che, seppur magari in minima parte, la scelta del mio pezzo sia stata anche sua. / Che la terra gli sia lieve. https://www.instagram.com/p/B-AW9cmoTWL/?igshid=4kz8h60k3wnc













