Camilla Pecchiari by Ilaria Boncompagni for Vanity Fair Italia, September 2020
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Camilla Pecchiari by Ilaria Boncompagni for Vanity Fair Italia, September 2020
Dall’alto, a sinistra e in senso orario. Giacca di velluto, Flannel Bay; pull rigato, Grifoni; cotton pants, Closed; basco Dolce & Gabbana; gilet blu, Dries Van Noten; pantaloni Aquascutum. Per Lei. Pink jacket & eyewear, Byblos; gilet Paul Smith; check shirt, Polo Ralph Lauren; camel pants, D&G; coppola Missoni; stivali Alberto Guardiani. Grey jacket, pants, pull e camicia, Seventy; occhiali Oliver People. Tobacco corduroy jacket & fancy shirt, Pringle; pants di fustagno, Roberto Cavalli;sciarpa rigata, Missoni. Per lei. Gilet di lana fantasia e tweed skirt, Anna Molinari; check shirt, Weekend Max Mara. Velvet jacket, Z Zegna; jacquard sweater, Polo Ralph Lauren; camicia a quadretti, Quicksilver Edition; pantaloni khaki, United Colors of Benetton; coppola Paul Smith; leather boots, Bally. Al centro. Charcoal grey jacket & tweed vest, Boss Hugo Boss; coppola Burberry Prorsum.
zipped bomber, jacket e pantaloni di tweed: tutto Armani Jeans. Camicia di flanella plaid, Grifoni. Berretto Energie; ski mask, Nike; papillon Prochownick; guanti Miu Miu; ghette Prada
Restare senza trattenere
Per molto tempo sono rimasta prigioniera di un malinteso profondo, confondendo l’amore con la paura. Era un’alleanza silenziosa, di cui non mi rendevo conto: ero convinta che amare qualcuno coincidesse con l’atto di trattenerlo, di proteggerlo da qualsiasi rischio esterno e, in un certo senso, di impedirgli di cambiare, come se congelare l’altro fosse l’unico modo per garantirmi che sarebbe…
Diario della Tenuta – Le more e i ricordi
Le more sono mature, e l’ho scoperto nel modo più tradizionale e autentico possibile: tornando a casa con le dita macchiate di viola e le mani segnate dai graffi dei rovi. Da bambina, crescendo in città, ero abituata a comprare le more già pulite e confezionate nelle vaschette di plastica del supermercato; non avevo mai riflettuto davvero sul fatto che esistesse un “prima”, un tempo della terra…
Diario della Tenuta – La pioggia gallese
Chiunque abbia vissuto in Galles abbastanza a lungo finisce per sviluppare un rapporto del tutto particolare, quasi intimo, con la pioggia. All’inizio, quando si arriva, la si combatte con ombrelli che il vento puntualmente distrugge; poi si impara a tollerarla con una rassegnata pazienza. Infine, inevitabilmente, la si accetta per quella che è: una parente eccentrica che compare in casa senza…
Le persone che chiedono troppo
Una delle lezioni più faticose da digerire, almeno nel mio percorso, è stata quella che mi ha portata a tracciare una linea di demarcazione netta tra la vera generosità e il principio dell’esaurimento personale. Per anni sono rimasta prigioniera della convinzione che amare gli altri, o dimostrare loro affetto e vicinanza, significasse abitare una condizione di perenne reperibilità. Pensavo di…