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in memoriam
La bellezza
Peppino: Sai cosa penso? Che quest’aeroporto in fondo non è brutto, anzi.
Salvo: Ma che cosa dici?
Peppino: No ma, visto così dall’alto... Uno sale qua sopra e potrebbe anche pensare che la natura vince sempre, che è ancora più forte dell’uomo e invece non è così. In fondo tutte le cose, anche le peggiori, una volta fatte poi trovano una logica, una giustificazione per il solo fatto di esistere: fanno ‘ste case schifose con le finestre in alluminio e i muri di mattoni finti. Mi stai seguendo?
Salvo: Eh, ti sto seguendo!
Peppino: I balconcini, la gente ci va ad abitare e ci mette le tendine, i gerani, la televisione... E dopo un po’ tutto fa parte del paesaggio, c’è, esiste, nessuno si ricorda più di com’era prima. Non ci vuole niente a distruggere la bellezza.
Salvo: Ah beh, ho capito, ma allora?
Peppino: E allora, e allora invece della lotta politica, la coscienza di classe, tutte le manifestazioni e ‘ste fissarie, bisognerebbe ricordare alla gente cos’è la bellezza, aiutarla a riconoscerla, a difenderla.
Salvo: La bellezza?
Peppino: La bellezza, sì, è importante la bellezza. Da quella scende giù tutto il resto.
Salvo: Oh, ti sei innamorato anche tu, come tuo fratello?
Ma la tua vita adesso puoi cambiare solo se sei disposto a camminare, gridando forte senza aver paura, contando cento passi lungo la tua strada
I cento passi, Modena City Ramblers
Il 9 maggio del 1978, mentre l’Italia è sotto choc per il ritrovamento a Roma del cadavere di Aldo Moro, in un piccolo paesino della Sicilia affacciato sul mare, Cinisi, a 30 km da Palermo, muore dilaniato da una violenta esplosione Giuseppe Impastato. Ha 30 anni, è un militante della sinistra extraparlamentare e sin da ragazzo si è battuto contro la mafia, denunciandone i traffici illeciti e le collusioni con la politica. A far uccidere Impastato è il capo indiscusso di Cosa Nostra negli anni Settanta, Gaetano Badalamenti, bersaglio preferito delle trasmissioni della Radio libera che Peppino ha fondato a Cinisi, dove passa l'intera giornata e l'intera notte dell'8 maggio 1978. La sera successiva però, Peppino non si trova più. Gli amici si mettono a cercarlo. A casa non sanno niente di lui. E' successo, l’irreparabile: Peppino Impastato è stato ucciso, dilaniato da una bomba piazzata sulla ferrovia Palermo-Trapani I familiari e gli amici non hanno dubbi, ad uccidere Peppino è stato Gaetano Badalamenti, eppure le indagini prendono tutt’altra direzione; si ipotizza il suicidio oppure che il giovane sia morto saltando per aria mentre preparava un attentato dinamitardo. Impastato è un terrorista o un suicida; questo è l’ultimo oltraggio della mafia contro il giovane che ha osato sfidarla. Nessuna indagine viene fatta sull’esplosivo, mentre vengono portati in caserma e interrogati i suoi più cari amici. La scena del crimine viene alterata: le prove, gli occhiali, le chiavi di Peppino Impastato, due pietre insanguinate sul luogo della morte, scompaiono nel nulla. Al funerale di Peppino Impastato si presenta spontaneamente una folla di giovani, accorsi da tutta la Sicilia, ma la gente di Cinisi non si presenta, e lascia la famiglia sola.
Adesso fate una cosa: spegnetela questa radio, voltatevi pure dall'altra parte, tanto si sa come vanno a finire queste cose, si sa che niente può cambiare. Voi avete dalla vostra la forza del buonsenso, quello che non aveva Peppino. Domani ci saranno i funerali. Voi non andateci, lasciamolo solo. E diciamolo una volta per tutte che noi siciliani la mafia la vogliamo. Ma non perché ci fa paura, perché ci dà sicurezza, perché ci identifica, perché ci piace. Noi siamo la mafia. E tu Peppino non sei stato altro che un povero illuso, tu sei stato un ingenuo, sei stato un nuddu miscato cu niente.
I cento passi
I Cento Passi (2000)
Regia: Marco Tullio Giordana
Luigi Lo Cascio: Peppino Impastato
Lucia Sardo: Felicia Bartolotta
qualche film che potreste voler vedere
finché sono su raiplay magari uno ne approfitta:
i cento passi
divorzio all’italiana
magnifica presenza
christine cristina
dalida