Cari amici, dobbiamo ammettere che la Storia non ci insegna nulla. Stiamo ripetendo gli stessi errori dei romani nella fase della decadenza dell’Impero Romano d’Occidente, che rappresentava il mondo globalizzato dell’epoca. A fronte del calo demografico dovuto alle guerre, alle epidemie e alla denatalità, i Romani decisero di concedere la cittadinanza romana a tutti i sudditi dell’Impero e di spalancare le frontiere allo straniero. Fu l’Imperatore Antonino Caracalla, figlio di Lucio Settimio Severo di origini puniche e berbere, a emanare nel 212 la “Constitutio Antoniniana”, un editto che concesse la cittadinanza romana a tutti i sudditi dell’Impero. Insieme ad altre concause, il venir meno dei valori e delle regole e una crisi economica strutturale, nel 476 finì l’Impero Romano d’Occidente. Non per la forza dei barbari, il cui generale Odoacre depose l’ultimo Imperatore Romolo Augusto, ma per la fragilità dei romani. Non fu un omicidio, ma un suicidio. Ed è lo stesso suicidio che si sta verificando nella nostra Europa e nella nostra Italia.
Già Giacomo Leopardi (1798-1837) nello “Zibaldone” descrisse in modo magistrale la fine dell’Impero Romano d’Occidente a causa della concessione della cittadinanza a tutti i sudditi dell’Impero: “Quando tutto il mondo fu cittadino romano, Roma non ebbe più cittadini; e quando cittadino romano fu lo stesso che cosmopolita, non si amò né Roma né il mondo: l’amor patrio di Roma divenuto cosmopolita, divenne indifferente, inattivo e nullo: e quando Roma fu lo stesso che il mondo, non fu più Patria di nessuno, e i cittadini romani, avendo per Patria il mondo, non ebbero nessuna Patria, e lo mostrarono col fatto”.
Cari amici, chi ci governa oggi sta facendo ancora peggio dei Romani, perché siamo noi stessi che promuoviamo l’invasione andando a prendere gli stranieri dall’Africa e dall’Asia, così come concediamo la cittadinanza anche a chi non sa una sola parola della nostra lingua, non apprezza la nostra cultura, non ama la nostra Patria, vuole sovvertire la nostra civiltà per sottometterci e schiavizzarci. Dobbiamo al più presto insorgere, salvaguardare la nostra civiltà, riscattare il nostro legittimo diritto a essere pienamente noi stessi a casa nostra. Andiamo avanti forti di verità e con il coraggio della libertà. Insieme ce la faremo.