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Aler, parte il piano di risanamento con recupero morosità
Milano 15 Febbraio - "Dopo l'approvazione del piano di risanamento, Aler sta dando straordinario impulso al progetto speciale per il recupero della morosità. Le dimensioni della morosità non sono mai state così considerevoli come allo stato attuale. Ad Aler, con la morosità di canoni e servizi, vengono sottratte risorse nell'ordine del 40-50%. Nel documento di risanamento aziendale sono illustrate le cause dell'aumento dei mancati pagamenti che derivano dalla crisi economica generale che ha interessato il Paese e dalle mancanza di assistenza da parte dei Comuni a favore delle fasce deboli e indigenti di cittadini. Si ricorda che, a fronte di nessuna erogazione da parte delle Amministrazioni comunali, Aler nel 2013 ha stanziato circa 10milioni di euro per sostenere gli inquilini più disagiati e pagato 25milioni di euro di tasse agli stessi Comuni". E' quanto si legge in una nota diramata dalla stessa Aler.
Considerata la situazione, il lavoro di Aler sarà sempre più indirizzato a "garantire la massima tutela alle famiglie povere ma, allo stesso tempo, a individuare i morosi colpevoli al fine di agire con fermezza e rapidità per il recupero di quanto dovuto all'Azienda. Per questo saranno utilizzati tutti gli strumenti a disposizione per fare emergere le situazioni più gravi che, per via dei mancati pagamenti producono un reale danno al patrimonio pubblico".
Il totale degli inquilini che attualmente risultano morosi è oltre 16mila per un importo totale di 150 milioni di euro. L'Azienda ha riorganizzato gli uffici per concentrare più risorse sulle attività di verifica e recupero, distinguendo i casi di vero bisogno dagli altri. Le 16mila famiglie morose verranno verificate mediante il confronto tra i redditi autocertificati e quanto invece risulta dalle banche dati disponibili; per i casi di incertezza è stata istituita la figura specializzata del Manager del credito che potrà anche effettuare sopralluoghi direttamente a casa dell'inquilino, per avere una visione concreta delle condizioni socio economiche abitative dello stesso.
"In questa prima fase sperimentale - spiega ancora la nota - i nostri Manager del credito hanno già realizzato 500 sopralluoghi e hanno rilevato 150 situazioni di morosità colpevole 200 situazioni di morosità incolpevole. L'autocertificazione falsa costituisce illecito penale, Aler – quando rileva differenze fra quanto dichiarato e quanto accertato - ha l'obbligo di inoltrare denuncia alla competente autorità giudiziaria. In questa prima fase gli ispettori hanno dovuto inviare 20 denunce nei confronti di inquilini che hanno dichiarato il falso".
Aler poi cita alcuni casi emersi dai primi controlli: è stato scoperto un assegnatario che ha dichiarato come unico reddito un sussidio riconosciuto dal Comune di Milano per euro 3.000. E' stato collocato in area di protezione. A seguito degli accertamenti è emerso che lo stesso aveva una proprietà di due appartamenti a Milano e un reddito immobiliare di 76.597 euro.
Un altro inquilino autocertifica reddito per 6.664 euro, è stato collocato in area di protezione. Dopo gli accertamenti è emerso che l'assegnatario ha un lavoro dipendente e percepisce un reddito annuo pari a 42.327 euro. Un ultimo utente autocertifica redditi immobiliari per 11.300 euro. A seguito dell'accertamento è emerso che dispone di redditi immobiliari pari a 142.000 euro.
In tali casi, oltre alle segnalazioni obbligatorie, verrà avviata la procedura di decadenza.
"Per tutti coloro che invece intendono rientrare dalla morosità accumulata, è stata attivata una task force per concordare individualmente piani di rientro studiati ad hoc, che siano sostenibili a seconda del soggetto coinvolto. Chi ha interesse potrà contattare per un colloquio anche il numero verde 800.019.567 - attivo da lunedì", conclude Aler Milano, che rivolge "un caloroso invito a tutti gli utenti morosi a rivolgersi all'Azienda per concordare le modalità di rientro dal loro debito. All'interno della morosità accumulata dagli utenti, oltre all'affitto c'è spesso anche il dovuto per l'erogazione dei servizi, ad esempio il riscaldamento. Tali casi potrebbero comportare per Aler la scelta dolorosa di non poter più anticipare le spese di riscaldamento e di affidare tale incombenza direttamente agli inquilini – benché disponibile ad aiutare le fasce più deboli. Aler non può essere chiamata impropriamente a sostenere quote di welfare, perché tale compito – in base alla Costituzione – è affidato con precisione al sistema delle autonomie e – in particolare – ai Comuni, come prevede il decreto legislativo 112/98".
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