Dentro di noi c'è una cosa che non ha nome, e quella cosa è ciò che siamo.
- José Saramago, dal libro Cecitá

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Dentro di noi c'è una cosa che non ha nome, e quella cosa è ciò che siamo.
- José Saramago, dal libro Cecitá
" L’etimologia è la psicologia del linguaggio, il modo di penetrare l’anima delle parole. Una mente etimologica trae infiniti godimenti dalle parole, i quali sono ignorati da coloro che non considerano le parole se non come suoni convenzionali; così come una mente psicologica trae infiniti godimenti dalla frequentazione degli uomini, i quali sono ignorati da coloro che non considerano l’uomo se non come una forma parlante e semovente. L’inerzia di tanti scrittori viene dalla mancanza di quella mente etimologica, che dà una così brulicante vivacità ‘ interiore ’ alla prosa di Giacomo Leopardi. Uomini che nascono, vivono, muoiono e non s’accorgono, per esempio, che olezzo, per effetto di un semplice o privativo, è la voce antitetica di lezzo; che innocente è il contrario di nocente; che tiranno era originariamente colui che custodiva i formaggi. Ignorano nonché l’amore alle parole (« filologia ») ma anche il ‘ gioco ’ delle parole (ignorano del resto anche gli altri ‘ giochi ’ della vita, e la loro vita è spenta e muta come la morte). La ricerca dell'ètimo è uno dei principali motivi dell'intelligenza (da motus e come contrapposto a « quietivo ») e però lo si trova allo stato grezzo nelle persone incolte, ossia in coloro nei quali l’apparenza, la finzione, il velo della coltura non hanno spento ancora curiosità e desiderio di ricerca. Così, per etimologica curiosità di scoprire il ‘ perché ’ delle parole, mia suocera chiama appetitivo l’aperitivo e mia cognata chiama Balneari le Baleari. Quanto più interessanti, quanto più commoventi questi errori, del continuare a dire aperitivo e Baleari e non domandarsi perché. "
Alberto Savinio, Nuova enciclopedia, Adelphi (collana Biblioteca, n° 70), 1ª edizione 1977.
[Libro elettronico]
C'è una me che vive non vista. Passeggia nei corridoi interni. E' fatta di sogni che fluiscono nel mezzo di queste mura nella mia mente. C'è una me che potrei essere se solo la lasciassi respirare all'esterno.
Lebogang Mashile
Fammi uguale, Signore, a quelle foglie moribonde che vedo oggi nel sole tremar dell’olmo sul più alto ramo. Tremano sì, ma non di pena: è tanto limpido il sole e dolce il distaccarsi dal ramo, per congiungersi sulla terra. S’accendono alla luce ultima, cuori pronti all’offerta; e l’angoscia, per esse, ha la clemenza d’una mite aurora. Fa’ ch’io mi stacchi dal più alto ramo di mia vita, così, senza lamento, penetrata di Te come del sole.
♠️_Ci sono momenti in cui tutto rallenta. Nessuna fretta. Nessun rumore. Solo calore, quiete e una bellezza silenziosa che vive dentro di te.🖤🌹
©️Licaonia Lupe
"La felicità e la sofferenza sono stati che non dipendono dalle condizioni esterne, sono influenzati dalle condizione esterne ma non dipendono da esse,
dipendono dal modo in cui noi interiormente viviamo il mondo e non dal mondo in se stesso.
Una stessa situazione può generare sofferenza in un momento e non generarne in un altro così come può generare felicità."
-M. Rinpoche
il più grande fallimento è quando non ascolti te stesso
«Dentro di te è la fonte del bene, una fonte che può sempre zampillare, se si scava sempre»
(Marco Aurelio)