In questi giorni pandemici, d’insicurezza economica e sociale spunta una ricerca che spiega come l’isolamento (lockdown ndr) degli over 60 ridurebbe il numero di vittime del 90%. (fonte ISPI)
Da 300 decessi giornalieri a 3.
Dopo un primo lockdown, che ci ha straziato economicamente e socialmente. Dopo che una seconda e prevedibile ondata ha già messo in ginocchio la sanità a metà ottobre, potrebbe essere una soluzione interessante da integrare.
Il concetto di proteggere chi è più a rischio (io includerei anche immuno depressi o persone con patologie, anche solo temporanee, che mettono a persona a rischio... ma in genere queste persone sono già isolate da mesi).
Lo stesso concetto che ha animato il primo lockdown: protoggere i genitori e nonni.
Ma no, mettere in lockdown gli over 60 è un tabù anche solo da pronunciare.
La politica ci è andata piano e ha parlato solo di over 70, ottenendo critiche feroci:
- sono i giovani che fanno aperitivo;
- gli anziani sono più responsabili
- è anticostituzionale
- oltre a una serie nonsense di accuse tipo: siete invidiosi, egoisti, i campi di sterminio, ecc ecc.
Vorrei rispondere a una società italiana che appena scoppiata la pandemia ha fatto uno spot con Bebe Vio e altri grandi atleti che diceva testualmente:
“è ora di rispettare le regole, e ora, anche se sei giovane, è il momento di rispettarle”
non credo ci sia bisogno di spiegare quello che sottintende questa frase e il contesto sociale in cui ci troviamo. Questa guerra generazionale:
“giovani”= irrispettosi delle regole,
“adulti” = maturi,
“vecchi”= responsabili e saggi.
Meriti anagrafici.
Che poi nella realtà, senza cancellare le situazioni di crescita personale, i coglioni da giovani restano coglioni anche da vecchi. ma questo non è funzionale allo storytelling. i nonni son pezzi di core responsabili e saggi.
Come quelli che dopo mesi di pandemia ancora non mettono la mascherina al supermercato o ti si appiccicano nelle code.
Ma parliamo dell’anticostituzionalità. Costringere persone che sono più a rischio di morte a stare in casa diventa incostituzionale.
E invece prevedere la DAD (didattica a distanza) per tutte le scuole superiori in che modo favorirebbe il diritto costituzionale all’istruzione?
Soprattutto per famiglie nel disagio economico, con più figli in età di scuole superiori, con una connessione internet pessima, un solo computer, lezioni contemporanee, necessità dei laboratori nelle scuole professionali... questo è costituzionale o viene semplicemente ignorato?
Il diritto al lavoro, sancito costituzionalmente, delle donne che hanno lasciato il lavoro per guardare i figli minorenni a casa chi lo tutela?
Over che preriscono veder cadere la società piuttosto che essere gli unici a stare costretti a casa. Cancellare ogni visione del futuro per i figli e i nipoti piuttosto che perdere il controllo e il potere derivato dal reddito assicurato.
Pare che questo sia incostituzionale: teniamoci i 300 morti al giorno e poi diamo la colpa ai ragazzini che non hanno protetto a dovere i più deboli.