Perché se dai ad una pianta, sempre, tropp' acqua, essa, crescerà con l'idea che riceverà per sempre tant' acqua. Il che la ucciderebbe.
Jesse Hearty
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Perché se dai ad una pianta, sempre, tropp' acqua, essa, crescerà con l'idea che riceverà per sempre tant' acqua. Il che la ucciderebbe.
Jesse Hearty
A volte, devi inventare te stesso, altre, solo, trovarlo.
Jesse Hearty
Il suo bagliore era così tanto accecante, tanto penetrante, che pareva, quasi, ch'era divenuta il nuovo sole, in un'Estate di piena notte. Capace d'ipnotizzare persino, anche, gli esseri delle grotte.
Jesse Hearty (Per Amore)
Mirava le stelle, mirava e colpiva.
Jesse Hearty
Il nomade, in qualche modo, è un pretendente alla, ricchezza, saggezza.
Jesse Hearty (Il Nomade)
Ti stavo aspettando
Per Amore
Ed allor quando, egli, la vide tornar in vita.
La vita, riniziò ad acquisire sapore, linfa,
seppe, di tutto e d'ogni cosa, tranne che di sconfitta.
Come se la storia non fosse mai finita o svanita.
Scritta; archiviata;
ma non cancellata, radiata, debellata e/o terminata,
ma, bensì, pronta ad essere continuata e narrata.
Pagina per pagina,
riga dopo riga.
Un tipo d'amore platonico,
sotto ogni tipo di forma, aspetto, misura ed inventiva.
Ohhh
L'amore, il calore, le gesta!
La vita.
Lei.
Era tutto lì,
racchiuso, in una molecola, in una scintilla.
Frammenti, rammenti e momenti,
d'amore e d'ira.
L'intera vita, tra le dita,
a portata di mano,
a suon di 'ti amo'-'non ti amo' e grida,
tra le fauci di uno spazio-tempo di puro caos e pura magia.
Manifestatasi per mezzo del fuoco
e pronunciatasi attraverso la danza.
Nel nome dell'amore
in una dimensione,
a se, d'ignota fragranza.
Il vento era la sua musica,
lei, la mia musa,
l'ossigeno, la sua ancora
ed io la sua arma ed armatura.
Prelibata e preferita.
E con essa, accanto, la vita,
era in discesa e non più in salita.
Il folle, ch'era, se n'era nuovamente innamorato,
un amore devastante, a primo impatto, a prima vista.
Capace di lasciarti perire,
se infranto, alla fine.
Il suo bagliore era così tanto accecante, tanto penetrante,
che pareva, quasi, ch'era divenuta il nuovo sole,
in un'Estate di piena notte.
Capace d'ipnotizzare persino, anche, gli esseri delle grotte.
La sua presenza, la sua movenza, la sua essenza.
Era droga, vitamina, medicina,
per mente, cuore, anima e vita (in malinconia).
Ed allor quando, questo, avveniva,
esso, si perdeva, nel bagliore, nel calore, nella magia,
ch'essa emanava e destreggiava nella strada, nel cammino, nella via.
Egli sarebbe potuto restar,
persino per giorni, mesi ed anni a mirarla, osannarla ed amarla,
sebbene o malgrado, egli stesso, sapesse
che quella fiamma allo spegnimento era, presto o tardi, già destinata.
Ciononostante, decise di continuare, procedere sino alla fine,
senza rimpianti, senz'altri amanti e con rose, per essa, con una miriade di spine.
Poiché l'amor, il dolor per essa,
era così tanto profondo che quasi più pareva non toccare,
ma solo immaginare.
M'allor quando,
vento non non ve ne fu più,
l'ultima danza venne eseguita e
l'ultimo atomo d'ossigeno, venne esalato.
Egli, si sentì lasciare,
sprofondare, abbandonare, dalla vita,
barcollando con essa, in mano e mano nella mano ad ella,
poiché non v'era rimasta più aria, vita.
Poiché, i due, s'erano consumati, del tutto, a vicenda
come se quella notte fosse stata la prima ed ultima, volta, della loro vita.
Come se non ci fosse mai stata altra notte passata o non ci fosse stato altro ed alcun dì seguente.
E mano nella mano, negli ultimi istanti, nell'ultimo frangente,
essi si sentirono chiamare dalle cenere,
si sentirono, per una volta, esseri degni,
d'aver vissuto, d'aver amato e d'esser chiamati tali.
Esseri viventi, esseri umani.
Di lì a poco,
incombette il pesto buio, tutto, divenne scuro,
ciononostante li vi sarebbe, per sempre, giaciuto e vissuto,
l'amore esalato e consumato, dei due, sin all'ultimo.
Poiché, laddove non vi batte sole,
non è detto, anche, che non vi batta o non vi sia battuto cuore.
Amore.
- Jesse Hearty