Non è Youtube Italia a fare schifo
ma chi dice che faccia schifo. Ieri mi sono per caso imbattuta in un video di kappalicious91, una youtuber che premetto non avere in simpatia, al contrario, detestare abbastanza. Il video in questione riguardava alcuni commenti ad opera di ragazze e ragazzi sotto una foto della youtuber insieme ad Albericoyes, altro canale non proprio nelle mie simpatie. Tali commenti la accusavano pesantemente di essere una troia e di avere una relazione con questo tale Alberico soltanto per una foto scattata assieme. Cristina (kappalicious) a difesa di se stessa ha giustamente specificato di essere libera di scattare fotografie insieme ad amici e colleghi, senza alcun altro fine. Ciò che mi ha irritata in questa situazione non è stato leggere i commenti incriminati da cui è scaturito il tutto, bensì quelli derivati dal video che sono stati scritti in seguito allo stesso, al 60% negativi. E per quale ragione tutto questo astio? unicamente per una questione di odio aprioristico nei confronti di Kappalicious. Un’ingente fetta di commentatori le imputava il fatto di fare video frivoli e di non credibili, altri le davano nuovamente della troia e affermavano che chi si fa strada mostrando il proprio corpo non può lamentarsi delle conseguenze.
Ora, partendo dal presupposto che anche le modelle e le attrici porno si fanno strada tramite il proprio corpo, e che nessuno dovrebbe permettersi di criticare il lavoro di qualcuno in base alla porzione di pelle mostrata, sono la prima a dire che non mi piace Cristina per la tipologia di video che pubblica e per il suo modo di attirare views. Ma questo non deve alcun modo andare a sminuire a sua persona o ad etichettarla come troia, non finché nell’infobox dei video non troveremo stilata la lista di tutti i ragazzi con cui è andata a letto (e ancora qui, troia perché vai a letto con molti uomini?). Per prima cosa, perché fare soldi e ricercare modi per monetizzare in modo rapido non è sbagliato, è marketing. Seconda cosa, perché il diritto di bollare come troia una ragazza poco inibita non lo possiede nessuno. Potrà essere poco nobile svendere il proprio corpo per alcuni, e va bene, ma ci sono tanti modi per esprimerlo.
Davvero riteniamo di avere le facoltà per dare della troia ad una ragazza nei commenti di una SUA foto con un SUO amico, solamente perché lei tende generalmente a mostrare il proprio corpo in video?
Unicamente rileggendo il periodo precedente, trovo le due cose (mostrarsi in video e fare foto con un amico) concetti estremamente scollegati e la conseguenzialità secondo cui da uno derivi l’altro priva di logica. Ma anche se volessi tralasciare questo aspetto della vicenda, il problema principale resta comunque il principio generale secondo cui se non si apprezza qualcuno non si possa in alcun modo ritenere valido un suo discorso a prescindere, o quest'ultimo non possa per una volta essere nel giusto esprimendo con sincerità la sua opinione circa una questione. Io stessa non apprezzo Cristina al punto che spesso non nego di averle lasciato quale dislike, e ciò mi porta ad un altro interrogativo: sono davvero l’unica persona che, trovandosi dinnanzi ad un discorso, un gesto o una situazione la giudica corretta o sbagliata in base alle circostanze di quest’ultima e non appigliandomi a miei radicati preconcetti? Sono l’unica in grado di ammettere le qualità e i meriti di una persona che detesta quando essa dimostra di possederli? Ricordo a tutti che i ragazzi che girano video su youtube non sono scudi umani ed è chiaro che gli insulti non gli rimbalzino addosso, ma che ad un certo punto essi vogliano dire la propria opinione e rispondervi. È già abbastanza grave che una ragazza debba difendersi dalle accuse di frequentare un amico con cui scatta foto (!!), aggiungiamoci pure che quando queste difese vengono fatte pubblicamente lei non viene presa sul serio soltanto perché in precedenza ha fatto video che a una gran parte di utenti online non sono piaciuti. Utenti che non si risparimiano di seguire i suoi tanto brutti video e criticarne continuamente i difetti. È davvero necessario provare tutto questo odio? È davvero possibile giustificare la cattiveria altrui verso qualcuno e incolparne l'accusato perché attraverso i suoi atteggiamenti può aver attirato su di sé quella cattiveria? E soprattutto: è così impossibile ammettere la veridicità di un discorso o di un'opinione al di là di chi possa averla pronunciata? Spesso sul web vagano individui egocentrici, convinti di essere piccole divinità sempre nel giusto e quindi di poter sputare veleno e sentenze sui poveri ragazzi che tentano la fortuna tramite il web, criticandone i contenuti. Questi esseri sono tanto limitati da non ammettere o forse comprendere che il commercio di youtube prevede target e tematiche specifiche esattamente come tutte le altre arti d'intrattenimento e che dunque possano esistere video di interesse più erudito, più colto e video di gusto più comico, leggero e infantile. Questo succede perché anche il giovane pubblico ha diritto a contenuti a sé rivolti, e per far sì anche chi rientra a casa di sera dopo 8/9 di lavoro o università possa guardare qualcosa senza pretese per farsi una risata e svuotare la mente. Non sempre e non tutti ricerchiamo i saggi fumettistici da un'ora di Dario Moccia o i timelapse mozzafiato di Human Safari. Alcune volte cerchiamo semplicemente un quarto d’ora di compagnia e ci basta aprire un "cosa fanno le ragazze in cucina", sorridere dinnanzi alle situazioni rappresentate e pensare "quello lo faccio anche io!". Alcune volte ci basta aprire un “10 cose che non sai di me” e impicciarci un po’ nelle vite altrui, invidiandole mentalmente o ammirandole. Altre volte ci basta un “Pizza challenge” per ridere delle smorfie e delle gag che vediamo. Cosa vuol dire tutto ciò? In primo luogo, vuol dire che nessuno dovrebbe criticare i contenuti di un canale di successo, se non forse qualcuno in possesso di un canale di altrettanto successo. Nessuno dovrebbe osar affermare che l'italia fa schifo perché kappalicious guadagna soldi con i suoi video, il massimo consentito dovrebbe essere aprirsi un canale di propria iniziativa e tentare la fortuna. Soprattutto, trovo ridicolo dar contro ad una ragazza mentre si difende da accuse come quelle ricevute da Cristina, per la pura e banale ragione che di critiche tanto becere e populiste si tratta da a parer mio dover essere vietate. Scrivere ad una persona che si mostra pubblicamente online che è “cessa” soltanto perché espone sé stessa al pubblico - e per alcuni ciò lo rende lecito - è crudele. Le meccaniche secondo cui "ti mostri online quindi devi aspettartelo" sono reali senz’altro, ma non per questo lecite. Ciò che è usuale non è necessariamente giusto e anche se il mondo prevede che chi ha i fari puntati addosso perda il proprio diritto a ricevere rispetto e premura, tutti possediamo un cervello per ragionare e renderci conto che tale prassi andrebbe accantonata. Esistono sul web, e in generale nel modo artistico-lavorativo, persone furbe che fondano la propria fama sull'odio e le chiacchiere altrui e spesso fomentano le dicerie; e anche questo è marketing. Ma ce ne sono altre che seriamente non riescono a passar sopra ad un “troia” o “cessa” poiché umanamente troppo sensibili e fragili e mi nausea che il mondo non permetta a queste ultime neanche di lamentarsi o mostrarsi seccate perché dovevano aspettarsi simili reazioni quando hanno cominciato il proprio percorso. La frequenza secondo la quale una situazione ricorre non la rende valida. Vi lascio con una provocazione: anche chi viene stuprato, ucciso o derubato doveva aspettarselo uscendo di casa. Quindi gli diamo la colpa?














