“Il tempo è molto lento per coloro che aspettano,
molto veloce per coloro che hanno paura,
molto lungo per chi si lamenta,
molto breve per quelli che festeggiano,
ma, per tutti quelli che amano,
il tempo è eternità.”
— William Shakespeare
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“Il tempo è molto lento per coloro che aspettano,
molto veloce per coloro che hanno paura,
molto lungo per chi si lamenta,
molto breve per quelli che festeggiano,
ma, per tutti quelli che amano,
il tempo è eternità.”
— William Shakespeare
“... eccola la parola assassina: ormai. Lei non passa mai di moda, e ora come allora serve a non partire, non fare, non provare mai a cambiare le cose intorno a noi. E’ una parola corta, ma basta a riempire una vita di scontento, giorno dopo giorno fino all’ultimo, raccontandoci che per essere felici è troppo tardi, ormai. Quante volte ci lamentiamo del lavoro, delle scelte, di mariti e mogli, fidanzati o compagni e insomma della vita tutta intorno e addosso a noi. E diciamo scemenze tipo che l’infanzia era l’età più bella, la più libera e spensierata. Ma non è mica vero: come può essere libera, un’età in cui per fare qualsiasi cosa devi chiedere il permesso a genitori, familiari, maestri, catechisti e adulti in generale? E’ quando diventi grande che sei libero davvero, non devi obbedire a nessuno, e disegnare la tua vita spetta a te. Solo che ce la disegniamo da schifo. Da bambini abbiamo un sacco di sogni, ma ce li teniamo dentro perchè è troppo presto, in attesa di diventare adulti e realizzarli. Poi però cresciamo, e decidiamo che i sogni sono roba da bambini, e al posto di quelli ci riempiamo i giorni di obblighi e doveri e altra roba che non ci piace e non ci fa felici, e vorremmo cambiare ma non cambiamo nulla di nulla, perchè è troppo tardi, ormai. La fregatura è proprio questa, che tra il troppo presto e il troppo tardi dovrebbe esserci un lungo tempo giusto, libero e luminoso per fare quello che vogliamo, però nessuno lo trova mai. Troviamo invece un sacco di scuse: siamo troppo giovani, o troppo vecchi, oppure siamo sfortunati, diversi, siamo nati nel posto sbagliato. O magari sono gli altri che sono cattivi, sono invidiosi, sono raccomandati, sono... sono tutte scuse, che ci raccontiamo per non fare nulla. E io non ho niente contro le scuse, anzi le amo. Sono preziose quando le usi con gli altri, per evitare cene noiose, ritrovi di parenti, riunioni di condominio e altri inaccettabili furti di vita. Ma che senso hanno le scuse, se le raccontiamo a noi stessi per non essere felici?”
— Fabio Genovesi, “Il calamaro gigante”.
C’è chi si lamenta tanto per una scheggia nel dito, e chi tace con una lancia conficcata nell'addome.
— kiri_law_ (Wattpad)
"Sono fermamente convinto che la paura di agire e il "comfort" dell’abitudine, insieme ad uno scarso livello di autostima, siano in realtà le vere ragioni per cui non agiamo, non facciamo, non prendiamo iniziative costruttive, non ci muoviamo ma restiamo impantanati, ovviamente lamentandoci perché siamo dove non vorremmo essere, facciamo cose che non vorremmo fare, e ci accompagniamo a persone con cui non vogliamo più stare."
Per essere felici ci vogliono le palle!
Credo che non ti amerei tanto se in te non ci fosse nulla da lamentare, nulla da rimpiangere. Io non amo la gente perfetta, quelli che non sono mai caduti, non hanno inciampato.
- Boris Pasternak
Mi è stato insegnato, ad esempio, che prima di potersi lamentare, bisognerebbe almeno tentare di trovare una soluzione.
Mi ero ripromessa di essere più coraggiosa in questo nuovo anno, evidentemente non lo sono abbastanza, ancora.
Si lamentano perchè son diventata fredda,acida,indifferente. Ma si sono mai chiesti il perchè? Se sono diventata così è solo grazie a loro.
(via ognunohailsuodestino)