Volevo solo essere la prima ed unica persona ad aver messo piede sulla luna. Mi andrà bene essere l'unica ad abitarla.

seen from United States

seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from Chile

seen from United States
seen from United States
seen from Uzbekistan

seen from Türkiye

seen from United States

seen from Jamaica

seen from United States
seen from Spain
seen from China

seen from Australia
seen from Jamaica
Volevo solo essere la prima ed unica persona ad aver messo piede sulla luna. Mi andrà bene essere l'unica ad abitarla.
Torno a scrivere qui, dove lo scudo dello pseudoanonimato regala carta bianca e inchiostro fluido.
Mi tocca prendermi il cuore e accarezzarlo, pieno di lividi e ferite, che neanche il tempo sembra riuscire a cicatrizzare.
A mio figlio dirò che la gente tenderà sempre a giudicarlo per l’aspetto fisico. Che per gli altri sarà sempre troppo alto, troppo basso, troppo strano, troppo normale, troppo magro, troppo grasso, troppo timido, troppo estroverso. Gli farò capire che ogni persona ha i suoi limiti e che a volte si commettono errori, anche imperdonabili, che però dobbiamo perdonare. Gli dirò che verrà scaraventato in un baratro di cattiverie, lo schiaffeggeranno con gli insulti, e forse anche con le mani. Gli dirò che faranno sempre di tutto per renderlo una nullità, mentre in realtà deve essere il protagonista della sua vita. Gli dirò che non dovrà mai badare a tutto quello che gli faranno subire, ma si dovrà concentrare sempre sulla sua rimonta. Che se lo spingono a terra, dovrà sempre trovare un appiglio che lo aiuti a risollevarsi, e se questo dovesse mancare, gli dirò che potrà fare forza sulle sue braccia. A mio figlio dirò che la vita è molto bella, anche se spesso ti fa piangere, anche se a volte ti scuoia vivo. A mio figlio dirò che prima di lamentarsi deve imparare a guardarsi intorno, perché chi si lamenta senza averne i giusti motivi, non merita di essere ascoltato. Gli insegnerò l’arte dell’arrangiarsi ma anche quella del non accontentarsi. Gli sussurrerò ogni sera una poesia che gli faccia credere all’amore e gli canticchierò ogni mattina una canzone che parli di amori finiti.
A mio figlio dirò tutto quello che già ripeto a me stessa, ma con più vigore. Gli dirò che sono indistruttibile, e ci crederò.
Sei così bella quando impieghi tutti quei minuti a sistemarti i capelli e poi esci e il vento te li scompiglia.
Sei così bella perché non ti arrabbi, anzi, fai quel broncio che non risulta mai cattivo. Solo un po’ scocciato. E a dirla tutta a me scocciata piaci, perché mi diverto a riaccendere nei tuoi occhi una luce divertita.
Sei così bella quando pensi di non esserlo. E non so mai che fare per dimostrartelo.
Sei così bella quando ti concentri e anche quando sei completamente distratta. Quando hai fame e sei intrattabile e anche quando sei finalmente sazia e serena.
Sei così bella, di una bellezza indescrivibile eppure ci provo ogni volta.
Sei così bella, non dimenticarlo perché io lo ricorderò per sempre.
Non piacersi è così semplice. Quanto impieghereste per elencare i vostri difetti? Sono sicura che in brevissimo tempo ne trovereste minimo cinque. E per i vostri pregi? Per nominarne ben cinque sono convinta che vi servirebbe minimo, minimo, il doppio del tempo. Sbaglio? È così, ne sono sicura. Quando capiremo che la vita è troppo breve per perdere tempo non piacendosi? Stamattina mi sono svegliata e ho deciso di impormi di piacermi sempre. Non solo quando sono truccata, ho i capelli col riccio definito, mi sento leggera e mi hanno appena fatto dei complimenti. Non solo quando supero un esame e mi sento invincibile. Non solo quando mi vengono a dire “che bel sorriso.” Ho deciso di piacermi anche come in questa foto, senza trucco, avvolta dal calore e con i capelli in disordine. Ho deciso di mettermi in posa lo stesso, non ho detto “vabbè dai, avrei potuto, ma meglio di no.” Non ho detto “se solo fossi truccata” né “a saperlo mi sarei vestita meglio.” Io non sono quella che appaio, o meglio, sono questa, ma molto di più. Sono le risate rumorose alle due di notte e le colazioni abbondanti alle sette di mattina. Sono il sarcasmo nei momenti più dolci e le lacrime proprio quando non ci dovrebbero essere. Sono gli occhi alzati al cielo quando mi dicono che sono bella e un po’ ci voglio credere. Sono i sorrisi timidi dei primi cinque minuti di un incontro e le risate a crepapelle del resto dell’incontro. Sono i “no” detti con convinzione e i “sì” tanto pensati e sussurrati. Sono così tante cose eppure ho ancora tanto da scoprire di me. La vita altro non è che un viaggio alla scoperta di sé. Scegliete con cura le persone che vi accompagneranno, saranno quelle a cui vi affiderete nei momenti di (ir)razionale timore.
“Fai così.”
“Non fare questo.”
“Vai lì.”
“Studia tanto.”
“Non studiare troppo.”
“Impegnati.”
“Sì, ma rilassati.”
“Parla.”
“Stai un po’ zitta.”
E la lista sarebbe molto più lunga, ma mi fermo qui. Chi di noi non si è mai sentito oppresso trovandosi in situazioni a dir poco scomode? In cui bisognava seguire delle direttive per “fare bella figura”, per arrivare ad un obiettivo, per piacere e/o per non creare dispiacere. Tendono sempre a credere di poterci dire come comportarci, come non comportarci, come fare qualcosa o come non farla. Credono di poterci dire cosa fare e cosa non immaginare nemmeno di fare. Credono di poterci dire cosa studiare, chi amare, chi seguire e da chi allontanarci. Credono di poterci obbligare a prendere delle decisioni perché pensano di indirizzarci al successo o, forse, perché vorrebbero allontanarci da esso. Nella vita non sai di chi ti puoi fidare, non sai se quello che ti viene imposto o che ti imponi da solo seguendo delle tacite regole sociali sia giusto o meno. Non lo sai, e allora che fare? E allora bisogna capire che serve solo fortuna. L’impegno, certo, non deve mancare. Ma con solo impegno non ci fai nulla.
E, quindi, buona fortuna a tutti.
Hai gli occhi tristi di chi ha dovuto accorciarsi le maniche e prendere a pugni la vita. Nonostante volesse solo la tranquillità. Perché va a finire sempre così, chi vorrebbe rimanere in pace viene trascinato in guerra.