L'incapacità di riconoscere le boiate o puttanate o stupidaggini, che dir si voglia. L'incapacità di leggerle, riconoscerle e scartarle, passarci oltre, dopo aver dato loro il giusto peso.
La ipertrofia dell'Ego come simbolo del crollo della società e cultura occidentale. Non so, perché non sono abbastanza colta e non voglio addentrarmi in tecnicismi, se effettivamente Ego sia la parola corretta quindi la uso con le precauzioni del caso. Quello che mi pare è che l'Ego stia diventando l'unica misura di ogni cosa: la realtà non è più determinata dall'osservazione e accettazione condivisa dei fatti ma da ciò che ogni singolo Ego decide per sé. È come se improvvisamente qualcuno decidesse che, per lui/lei, il giallo è verde. In effetti la definizione di giallo o verde è arbitraria, radicata in un passato storico di cui molte cose sono negative e non condivisibili attualmente. Quale élite si è arrogata, in un certo momento storico, di definire che la lunghezza d'onda del giallo va da 570nm a 590nm mentre quella del verde va da 495 a 570nm? Ci sono molti casi dubbi, molti casi in cui un Ego potrebbe stabilire che 569nm è a tutti gli effetti, per lui, ancora giallo, così come potrebbe esserlo 568. Mentre per un altro 580nm potrebbe, anzi dovrebbe essere valutato verde perché così sente lui con la sua sensibilità. Ne conseguirebbe che il fatto di indossare qualcosa di verde che però gli altri riconoscono come giallo, potrebbe essere vissuta come un'ingiusta imposizione che causa discriminazione e sofferenza. Perché la realtà non è definita da dati, per quanto chiusi in valori sfumati ma pur sempre non arbitrari, la realtà è definita dall'Ego e dalla sua sensibilità, enorme potere della nostra visione moderna: la sensibilità e il controllo. Ogni singolo Ego, e solo lui, può stabilire qual è la sua realtà, nessuno ha il diritto di confrontare la sua decisione con dei dati; ogni messa in discussione della sua decisione, del suo controllo, urta la sensibilità dell'Ego e ogni urto alla sensibilità è una lesione al diritto di controllo sulla realtà e una offesa che non può che suscitare la giusta reazione di idignazione, altro mostro, perché la sfera dell'Ego, quindi del controllo, non tollera diminuzioni di diritti e non accetta doveri, come potrebbe essere il dovere di adeguarsi ad una visione arbitraria ma condivisa della realtà. La bolla, o, meglio, l'abbraccio sempre più stretto, ma morbido e confortevole, della tecnologia, che persegue ogni più piccolo desiderio liberando l'Ego da ogni dovere, aiuta questo progressivo allontanamento, questa deriva dalla realtà oggettiva di ciò che è esterno alla sensibilità interiore, illudendo di vivere in un mondo in cui è reale solo ciò che ognuno decide, un mondo del quale abbiamo un perfetto controllo. Quando questo non succede, quando il controllo si rivela falso o limitato, il crollo genera ansia e poi, soprattutto rabbia e ricerca di un colpevole esterno, che, per suoi turpi fini, ci vuole far tornare ad un "medioevo" a scelta, nel quale sia necessario confrontarsi fuori dal proprio recinto di appartenenza e difesa.
Ego, controllo, sensibilità, tecnologia, diritti: la miscela della Nuova Realtà, priva di doveri, priva di responsabilità, priva di confronto con l'altro.