Ritorno al 2000 e spiccioli, quando internet comparve in casa mia...
Buongiorno a tutti voi, cari lettori!
Sfrutto questo blog post per fare insieme a voi un breve tuffo nel mio recente passato. Vi ricordate quale sia stata la vostra prima esperienza con internet? O meglio: vi siete mai fermati a pensarci? Siete mai tornati con la memoria a quel magico periodo di inizi duemila, in cui i “computer intelligenti” cominciarono a insediarsi nelle nostre case? Se la risposta è “no” io vi rispondo: “Nemmeno io”.
In effetti, oggigiorno l’essere iperconnessi è qualcosa di molto normale, non lo si vive più come una conquista o come una novità. Ma basta fermarsi un attimo e fare mente locale su cosa si intendeva per “tecnologia” dieci o quindici anni fa, che ci si accorge che è davvero cambiato tutto.
Per me, l’avvento di internet è coinciso con l’acquisto da parte di mio padre di un nuovo computer fisso: un bel Hp color argento che rispetto al precedente device, di forma pressoché cubica, pareva essere giunto direttamente dal futuro. Poco importava che per connetterlo alla rete si dovesse distendere un cavo che percorreva l’intero appartamento: era bello, era nuovo, ma soprattutto aveva il sapore della novità.
Ecco come poteva apparire il mio computer; fonte: Bing Images
Cosa facevo con questo computer? Praticamente nulla, in realtà. Avevo più o meno sei o sette anni e ricordo che i miei genitori stavano molto attenti affinché io lo usassi il meno possibile. Inoltre con la tecnologia, finché sono stato un bambino, non andavo molto d’accordo, o meglio: con essa avevo instaurato un rapporto di totale indifferenza.
C’era una cosa che però amavo fare. Sin da quando ero piccolo, infatti, mio padre aveva cercato di trasmettermi la sua passione per i funghi... E devo dire che ci era riuscito. Cosa centrano i funghi con il mio Hp? Ecco: il mio diletto preferito, da quando era arrivato internet a casa, consisteva nell’andare su “Google immagini”, digitare le parole “funghi porcini” o “funghi di Borgotaro”, e da lì incominciare a fantasticare. Succedeva sempre così: nei weekend, finito di pranzare e di sparecchiare tavola, correvo in camera per la mia mezz’ora di evasione “fungina”.
Ecco una foto di cui sarei andato matto; fonte: Flickr
Con il passare del tempo il mio rapporto con la tecnologia si è necessariamente modificato ed intensificato, ma di certo ha perso di poesia. Eh sì, perché é di poesia che si parlava. Guardare quelle foto, quei funghi, quei boschi, era un po’ come mettersi gli scarponi, prendere il cestino e andare a cercarli di persona.
A differenza di altri bambini più tecnologicamente intraprendenti, la mia prima esperienza con internet può quindi risultare povera. Tuttavia, credo che con essa venga presentata una delle grandi potenzialità (o uno dei grandi rischi) della rete, ovvero quella di rendere quasi reale ciò che in realtà è finzione, di riprodurre e di “avvicinare” la realtà a tal punto da rendere totale l’immedesimazione dell’utente.
Spero che questo nostalgico ritorno all’infanzia sia gradito. Arrivederci al prossimo post!!
Marco Monticone













