And if I said I don’t give a fuck about the Puritans in relation to Nyo + Canon America…..?

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And if I said I don’t give a fuck about the Puritans in relation to Nyo + Canon America…..?
Duke of York
I have read a very old grand piece of news back in our England. It seems that King Charles ll handed to his brother in blood, James the Duke of York, right to all the Dutch lands in North America to gain our lands. As soon as James brought his warships here, the Dutch surrendered. This reminds me, I shall be journeying to Delware and New Jersey colonies in a a few odd days. I am very content with excitement to see how our colonies are flourishing. I do not now what to personally expect, yet I cannot wait to journey on.
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Took a nice stroll by the water front the other day! Trade is booming here in New York City. Commerce is thriving and we’re as busy as ever!
Introduzione storica parte III
Certamente più composito fu il caso delle cosiddette middle colonies: Pennsylvania, Delaware, New Jersey, New York. Su parte di questi territori si erano inizialmente insediati coloni olandesi e svedesi. Nel 1664 Carlo II, concedeva al duca di York la Nuova Olanda e questi la conquistava di fatto nel corso della seconda guerra anglo-olandese per poi venderne larga parte a due tra i proprietari a cui già erano state concesse le Caroline. Da questi, le terre - che avrebbero costituito la colonia del New Jersey - furono ben presto cedute ai quaccheri; il territorio circostante la città di Nuova Amsterdam, subito ribattezzata New York, rimase invece nelle mani dei grandi proprietari olandesi senza che ne venisse alterata la struttura economica non dissimile da quella degli stati del Sud.
Nel 1681 Carlo II concedeva al quacchero William Penn un vasto tratto di terra al di là del Delaware che questi avrebbe colonizzato e battezzato con il suo stesso nome. L'anno successivo Penn acquistava dal duca di York gli ex stanziamenti svedesi lungo il Delaware che sarebbero divenuti colonia separata nel 1703. La filantropia di Penn, concretatasi nella simbolica fondazione di Philadelphia (o città dell'amor fraterno) comportò nelle nuove colonie un alto grado di tolleranza religiosa e l'iniziale stabilirsi di rapporti commerciali corretti con i nativi; ponendo condizioni particolarmente favorevoli all'acquisto di terre, egli attrasse coloni protestanti dall'Olanda, dai vari stati Germanici, dalla Svizzera, dalla Scozia.Venendosi ad aggiungere agli olandesi e agli svedesi che da tempo vi risiedevano essi trasformarono le colonie centrali in un mosaico di lingue e tradizioni. Questo crogiolo di diverse nazionalità non esclude che i quaccheri mantenessero saldamente il potere centrale e le principali leve del commercio.
A partire dai primi decenni del Settecento, il flusso migratorio verso le colonie inglesi del Nord America subì un'ulteriore spinta: dal Massacchussets al South Carolina si stava affermando un modello con alcuni fondamentali punti in comune: un'economia fiorente che fosse basata sul commercio ( come nel Nord e in parte del Centro ) o sulle grandi piantagioni ( come nel Sud e nel New York ); un'ideologia sempre più incentrata sull'individualismo, ma anche sul senso, tutto protestante, di un'elezione che riguardava non solo il singolo, ma anche la terra; una divisione sociale sempre più forte i cui potenziali conflitti erano risolti sul nascere dall'allargarsi infinito della frontiera ad Ovest. La presenza di tali elementi comuni non esclude che anche sostanziali differenze venissero ad aumentare e a sclerotizzarsi: la crescente dipendenza dell'economia del Sud dal sistema schiavistico e l'opposizione ad esso di cui i quaccheri avevano fatto un principio avrebbero avuto conseguenze incalcolabili e durature.
Anche i rapporti con la madrepatria erano relativamente omogenei: tutti i coloni si dichiaravano fedeli cittadini inglesi. La stessa struttura di governo, comune a quasi tutte le colonie, riproduceva questa sostanziale doppiezza: il governatore infatti , nominato direttamente dal re o comunque da un proprietario vicino alla corte, deteneva un potere formalmente illimitato, esercitato con il sostegno di un consiglio che fungeva anche da camera alta per il parlamento. Di fatto, tuttavia, i suoi poteri erano fortemente limitati dalla sua dipendenza - per l'assegnazione di tutti i fondi - di un'assemblea legislativa eletta da tutti i proprietari maschi adulti. Lo stesso controllo della madrepatria sulle colonie era tanto formalmente rigido quanto sostanzialmente disatteso. Fino alla metà del XVIII secolo le colonie americane usufruirono di tutti i vantaggi derivati dall'avere in Inghilterra un mercato protetto, senza sostanzialmente sentire gli svantaggi di un controllo sul commercio e sulla produzione di lavorati che risultava debole quando non nullo. L e leggi britanniche sul monopolio si basavanoo sul tipico ideale mercantilistico dell'autosufficienza economica per cui le colonie esistevano al solo sopo di rifornire la madrepatria di materie prime e assorbirne la produzione manifatturiera: la loro mancata applicazione fece si che fossero i futuri tredici stati a trasformarsi gradualmente in un sistema potenzialmente autonomo, basato sulla già citata dicotomia tra un Nord sempre più industriale e commerciale e un Sud agricolo, costruito sull'istituzione della schiavitù.
Al tempo stesso, il proseguimento e l'estensione dell'ondata migratoria e il suo spostamento verso la frontiera, accentuò l'urto non solo con le tribù native, ma anche con i francesi, che avevano costruito un saldo sistema di fortificazioni e stazioni commerciali dalle foci del Mississippi all'Ohio, al Canada. Se fino alla metà del Settecento i coloni avevano guardato agli scontri fra truppe inglesi e francesi come ad appendici irrilevanti di guerre europee lontane dai loro interessi furono anche la loro aggressività e il loro espansionismo a far sì che il conflitto passato alla storia come guerra dei sette anni avesse i suoi prodromi e uno dei suoi principali scenari proprio in America. La conclusione favorevole del conflitto e la cessione del Canada e di tutti i possedimenti francesi a est del Mississippi all'Inghilterra, scatenò l'entusiasmo dei coloni che avevano partecipato attivamente ai combattimenti derivandone un parziale spirito unitario: la loro fame di terre, la loro aggressività economica si sarebbero ben presto scontrate con gli interessi della madrepatria sfinita da una lunga serie di guerre, ansiosa di riscuotere il tributo per il suo impegno oltremare e di dare un giro di vite al sistema mercantilistico. Entro poco più di un decennio questo conflitto potenziale si sarebbe tradotto nella nascita di una nazione.
Luca Briasco