Nuovo Post pubblicato su Milano Post Quotidiano ONLINE di Informazione e Cultura #Israele, #MortediSharon, #MosheDayan, #Palestina, #PrimoMinistroisraeliano, #SharonAriel, #SharonGenerale, #Sinai
Milano, 11 Gennaio - L’ex Primo Ministro israeliano, Ariel Sharon è deceduto dopo un lungo coma, durato ben sette anni, causato da una grave emorragia cerebrale. Le sue condizioni erano state dichiarate critiche già da alcuni giorni. Sharon era nato il 27 febbraio 1928 in quello che allora era il Mandato britannico di Palestina. Sin da giovane aveva militato nell’organizzazione paramilitare ebraica dell’Haganah. Dopo la nascita dello Stato di Israele aveva abbracciato la carriera militare. Di lui si può dire che possa essere considerato come uno dei più brillanti e audaci comandanti militari della seconda metà del Novecento. Grazie alle sue doti infatti si guadagnò il grado di Generale a soli 28 anni. Tra i generali israeliani fu sempre considerato come il più “guascone”, per via soprattutto della sua insofferenza verso quei superiori che egli non reputava all’altezza del comando, cosa che lo portò, tra le altre cose, ad una inimicizia con un altro grande leader israeliano, Moshe Dayan. Forse anche per questo motivo nel 1973, scoppiata la guerra del Kippur, Dayan, allora ministro della Difesa, gli preferì come Capo di Stato Maggiore il Generale David Elazar lasciando a Sharon un comando “minore”. L’attacco di sorpresa di Egitto e Siria su due fronti aveva colto di sorpresa Israele le cui linee, soprattutto nella Penisola del Sinai, avevano ceduto in più punti determinando caos nelle fila dell’esercito e panico nelle retrovie. Il timore di un crollo totale non era del tutto infondato. Fu in quel momento che Sharon con un’azione militare audace frutto della sua iniziativa personale, benché teoricamente prevista dall’ampia libertà d’azione che il Comando gli aveva concesso, rovesciò, si può dire, le sorti del conflitto sul fronte del Sinai. Alla guida della sua divisione corazzata aggirò la terza armata egiziana che nel frattempo aveva messo piede in territorio israeliano. Sbarcato sul suolo egiziano con una contro-offensiva lampo colse alle spalle le forze nemiche, iniziando un’avanzata verso Il Cairo, che questa volta fu però causa di panico nelle fila dei comandanti egiziani e dei loro consulenti sovietici. Di quell’episodio rimane un aneddoto a testimonianza della spavalderia di Sharon. Si racconta infatti che nonostante fosse sbarcato in territorio egiziano con forze tutto sommato esigue, alla vista di un caccia egiziano che li stava sorvolando Sharon diede ordine ai suoi uomini di sventolare la bandiera israeliana per far comprendere al nemico che da quel momento le sue spalle non potevano più considerarsi al sicuro. L’avanzata di Sharon fu fermata solo dall’ordine proveniente dal Comando israeliano, preoccupato che una penetrazione in profondità avrebbe allarmato l’alleato del Cairo, l’Unione Sovietica. Dismesse le vesti di generale, ma non quelle di condottiero, venne eletto deputato alla Knesset per il Likud (la destra israeliana). Nel 1982, in qualità di ministro della Difesa gli venne contestato di non avere impedito la strage, ad opera delle milizie falangiste cristiano-maronite, nel campo palestinese di Sabra e Shatila in Libano durante la guerra civile che in quegli anni infuriava nel Paese dei Cedri e che aveva coinvolto anche lo Stato ebraico. Infine la consacrazione politica: il 7 marzo divenne l’undicesimo Primo Ministro di Israele, succedendo al laburista Ehud Barak . Il 21 novembre 2005, non senza polemiche con alcuni esponenti del Likud basate sul diverso approccio alla questione dei coloni e a quella palestinese, (Sharon aveva deciso il ritiro completo delle forze israeliane dalla Striscia di Gaza e da alcuni insediamenti della Cisgiordania come segno di buona volontà), fondò un nuovo partito di centro-destra, Kadima a cui aderirono alcuni colleghi di partito, tra cui il futuro Primo Ministro Ehud Olmert. Nell’aprile 2006 la grave malattia che lo colpì nel pieno del suo mandato lasciandolo praticamente sin da subito in stato vegetativo. Con lui se ne va uno dei più abili generali israeliani e un politico che, pur tra forti contrasti, ha segnato profondamente la storia dello Stato ebraico negli ultimi anni.