Le piccole deformità craniche del lattante sono una problematica molto diffusa, con un elevato impatto emotivo sui genitori. Al di là dell’aspetto meramente estetico, si genera una grande ansia riguardo lo sviluppo del sistema nervoso del piccolo... ed in effetti, in alcuni casi tali timori trovano fondato motivo di esistere.
Consideriamo però le fasi della vita del nuovo arrivato.
Dalla nascita ai primi 15 giorni di vita: deformità craniche di vario livello sono rinvenibili in moltissimi neonati, specie in quelli nati per parto vaginale con un lungo travaglio (per effetto delle manovre ostetriche o delle compressioni in utero). Si tratta, per la maggior parte dei casi, di cefaloematoma (un banale “bernoccolo” con tendenza alla rapida risoluzione); in misura minore, si osservano anomalie da sovrapposizione delle squame craniche, ovvero delle ossa del cranio che, essendo nel neonato molto morbide e mobili, possono dare un aspetto deforme alla testolina del piccolo (plagiocefalia primitiva). Anche queste seconde forme tendono al rimaneggiamento e risoluzione spontanea, ma richiedono comunque valutazione pediatrica entro il 1°-2° mese di vita.
Cosa fare in questa fase? Limitatevi ad una attenta osservazione del cranio del piccolo, soprattutto nella sua evoluzione, e riferite ogni vostro dubbio al Pediatra: le forme di plagiocefalia primitive non sempre regrediscono da sole.
Dopo il 1° mese di vita: come i neogenitori ben sapranno, a causa dell’incessante e accorto metodo di informazione delle neonatologie ospedaliere, il lattante deve dormire supino, per ridurre il rischio di SIDS (sindrome della “morte in culla”). Tale posizione però, complice la sopracitata elasticità delle ossa craniche e la poca mobilità attiva della testa del piccolo, favorirà la tendenza del capo a posizionarsi sempre sullo stesso lato, determinandone uno schiacciamento: tenderà ad instaurarsi quindi la “plagiocefalia posizionale”, la forma più frequente ma ancora innocua per il bambino, purchè trattata per tempo. Si può osservare anche torcicollo, talvolta complicato da rigurgito dopo il pasto (sempre per effetto della rotazione anomala del capo). Qualora invece, sul cranio così configurato, si verifichi una precoce saldatura delle suture (ovvero dei punti di contatto fra le varie ossa craniche), si potrebbe andare incontro ad una complicanza chiamata craniostenosi, che richiede un trattamento chirurgico particolare.
Cosa fare in questa fase? Osservate il cranio del vostro bambino, secondo due modalità: frontalmente e dall’alto. Se frontalmente notate asimmetria delle due orecchie o degli occhi, con o senza torcicollo, e/o se dall’alto la testolina, anzichè essere rotonda appare quasi trapezoidale, probabilmente vostro figlio soffre di plagiocefalia posizionale, ed è indicata la valutazione presso il vostro Pediatra. Ricordate: tale problematica non tende a risolvere da sola, ma richiede un rapido intervento (entro il 3° mese di vita), che il più delle volte consiste puramente nelle stesse manovre che si utilizzano per la prevenzione.
Di che manovre si tratta? Mantenete sempre il bambino supino durante il sonno, come indicato dalle linee guida per la SIDS, ma provvedete a frequenti cambi di posizione della testa, o anche della posizione capo-piedi del bimbo (in modo che giri la testa verso la luce o i genitori spontaneamente); durante la veglia, favorite la posizione prona del bimbo; utilizzate cuscini per il riposo notturno specificamente studiati per evitarala caduta laterale del capo.
In altre parole... fate prevenzione attuando le manovre qui sopra indicate, ma se notate ugualmente anomalie non esitate a chiedere aiuto al Pediatra. Senza ansie: come già detto, nella stragrande maggioranza dei casi il tutto si riesce a risolvere con banali manovre a domicilio. In casi più avanzati, può essere indicato l'utilizzo di un caschetto, che senza effettuare una vera e propria compressione sul cranio, facilita il rimodellamento delle ossa in maniera atraumatica.