Il legno umido dell'insegna dondolava impregnato dal vento, nessuno per le strade, solo il fischio cieco della tempesta. L'oca verde, scrostata da anni d'intemperie, serrava il becco rassegnata, consapevole del fatto che, a ben guardare le nuvole, il momento sarebbe stato decisivo. Poco si curava del supplizio, impaziente aspettava il poi, se una folata l'avrebbe spazzata via nel niente, o se finalmente l'avrebbero degnata di una mano di vernice.










