amàhero
Da: Olympia Orlando [email protected] Date: 17 aprile 2013 21:40 Oggetto: amàhero A: jean-marie marsiglia [email protected] Mio pollicino sviatore*, l’altro giorno ho messo a posto la mia solita miriade di ritagli e mi è capitato sottomano un articolo sui banande, una popolazione che abita nel Nord del Kivu proprio dove sarai tu fra poco. Descrive le loro tradizioni e in particolare il rito funerario che ha lasciato segni sul territorio. La consuetudine di custodire i corpi dei sovrani in una tomba arborea chiamata amàhero ha modificato l’ambiente. L’albero è l’omukimba un grande ficus selvatico con importanti radici aeree che allargano la sua superficie. Racconta l’antropologo Remotti che gli amàhero, li studia dal 1976, “hanno progressivamente colonizzato la sommità delle colline. Una rete di tombe arboree che caratterizzano il paesaggio”. La mappatura satellitare rileva gli insediamenti degli antichi regni e gli spostamenti di questa popolazione. Gli amàhero sono candidati all’Unesco per divenire patrimonio dell’umanità, non ti senti fortunato a poter forse vedere queste magnificenze? So che non riuscirai a procurarti gli ingredienti ma ti mando lo stesso la ricetta del riso con il pompelmo e il salmone, quella di cui è goloso Jabier. Aksanti anche a te, per quello che sei, un bacio tua o. ps la prossima volta ti racconto la storia dei mattoni Nori *tu sai bene perché ... Solite dosi abbondanti per due persone, far cuocere 250 gr di riso misto thaibonnet e zizania palustris per circa 12/13 minuti, scolare e raffreddare sotto l’acqua corrente. Pelare al vivo due pompelmi rosa dividere gli spicchi e raccogliere il succo che rilasciano. Tagliare a striscioline 100 grammi di salmone affumicato (di solito è una confezione). Mescolare tutti gli ingredienti, aggiungere olio crudo a piacere e servire.










