Sono la somma dei limiti che non so superare, della condivisione che fatico a vivere. Non so prendere e andare, non so prendere a piene mani nè il coraggio nè le valigie impolverate da pigrizia e paura. Ma ci sono delle eccezioni. Per la terza volta, @rockin1000 è stato la mia eccezione. Perchè il mio posto dietro al microfono con le in-ear nelle orecchie, è dove la mia anima trova pace. La pace che meritavamo dopo ciò che ci è passato attorno: noi, e il (incredibile dirlo) pubblico che ha urlato come dannati, assetati di rock and roll. Ringrazierò sempre chi ha creato e mi affida di volta in volta il posto in cui incastrarmi perfettamente, ringrazio le persone che mi hanno dato una pacca sulla spalla, un abbraccio quando ero prigioniero delle mie paure, chi mi ha fatto sorridere quando ho sbagliato una nota, chi mi ha appoggiato la mano sul cuore da lontano 🎈, chi mi ha sorriso e teso la mano quando i miei occhi decorati dallo smokey eye venuto male sono esplosi in un pianto incredulo. Perchè come dice qualcuno nel film della band, «Continuiamo a fare i nostri lavori di merda per pagarci i nostri sogni», e io, che l’entusiasmo non so manco cosa sia e odio anche la parola stessa, non parlo d’altro se non dell’ennesima volta in cui qualche giorno della mia vita è stato indistinguibile da un sogno. Grazie.
Marco, Mm, #OneOfTheThousand.
Fly along with me, I can’t quite make it alone…tryin’ to make this life my own.
📷 Simone Maria Fiorani (main)










