Ho avuto il coraggio di aprire Tumblr nel mezzo della folla di un mercato settimanale e ora stanno per arrestarmi per oltraggio al pudore e atti osceni, vi ho voluto strabene.
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Ho avuto il coraggio di aprire Tumblr nel mezzo della folla di un mercato settimanale e ora stanno per arrestarmi per oltraggio al pudore e atti osceni, vi ho voluto strabene.
“Quando mi dicono…
…non sei normale!
Mi guardo attorno.
Ci penso.
Tiro un sospiro di sollievo
e rispondo:
- Meno male!…”
web
“Tu pazza che pazzo mi rendi, io t'odio come t'amo.”
Charles Baudelaire, I Fiori del Male.
Vorrei perdere la ragione a un unico patto: essere sicuro di diventare un pazzo allegro, brioso ed eternamente di buon umore, senza problemi né ossessioni, che ride senza motivo dalla mattina alla sera.
- E. M. Cioran
"When are you going to realize that being normal is not necessarily a virtue? It rather denotes a lack of courage."
Alice Hoffman
Bisogna essere dei pazzi a fare figli, in un mondo del genere poi. Dove dei bambini vengono portati via ad una famiglia che vive nel bosco e non ha il bagno dentro casa, ma che vengo lasciati nelle case dove c'è violenza e i genitori si ammazzano di botte e insulti. Bisogna essere pazzi a creare una vita e legarvi così per sempre a qualcuno visto che la fuori se ce né uno, anche mezzo normale, è tanto. Bisogna essere dei pazzi a fare figli con le coppie che scoppiano, anche le più salde. Bisogna essere dei pazzi a creare la vita di qualcuno che dipenderà da voi in tutto e per tutto per i prossimi 18 anni (ma molti di più con i tempi che corrono). Bisogna proprio essere pazzi per volersi stressare e complicarsi la vita così. Sicuramente innamorati pazzi, ma pur sempre pazzi.
-laragazzadagliocchitristi
“ Saltella tra le pietre della creusa scendendo dalle colline, sbocca in corso Firenze e degrada come fiume in spianata Castelletto, qui si quieta in lago, per poco. Viene risucchiata nella ripida discesa per la Meridiana, tumultuosa, trascinando ogni oggetto rotolante, zampilla in centro storico, rimbalza sui gradini di marmo della piazzetta, gira su se stessa in vortice, indecisa, poi rapida precipita in via Quattro Canti tra le saracinesche chiuse e i cani dallo sguardo perso, a lei si aggiunge l’acqua che scende da altre creuse e rivi e la rigurgitante dai tombini e la scrosciante dai pluviali e dalle grondaie, percorre inarrestabile via Posta Vecchia, si incanala per la Loggia di Banchi, specchia la chiesa di San Pietro e finalmente sfocia nella vastità di piazza Caricamento, qui si allarga e si distende, lenta come il destino, fino al bordo del piazzale di pietra e, in tenue cascatella, cade nell’immenso bacino portuale, ove si placa, si scioglie e si confonde con quelle di milioni di anni prima. Il mare tutte le raccoglie le lacrime del mondo. “
Paolo Milone, L’arte di legare le persone, Einaudi (collana Super ET), 2021¹; pp. 102-103.