"È un brusio la vita, e questi persi | in essa, la perdono serenamente, | se il cuore ne hanno pieno: a godersi || eccoli, miseri, la sera: e potente | in essi, inermi, per essi, il mito | rinasce... Ma io, con il cuore cosciente || di chi soltanto nella storia ha vita, | potrò mai più con pura passione operare, | se so che la nostra storia è finita?" (Le ceneri di Gramsci, VI, vv. 299-307; 1997, p. 84)







