Collaborazione/Competizione tra uomo e macchina
Come ormai stiamo notando, già oggi, nonostante la realizzazione di un'intelligenza artificiale sia ben lontana dal suo compimento, l'impiego di sistemi automatici in numerosi ambiti risulta di fatto fondamentale; non solo nei canonici ambienti per il quale il computer è stato progettato ovvero negli uffici e per la contabilità aziendale ma ci troviamo in una realtà in cui ogni piattaforma dalla stazione spaziale in orbita attorno alla terra al frigo di casa,ma soprattutto nei veicoli e addosso ad ogni persona , l'utilizzo di sistemi automatici è diventato essenziale fornendoci servizi di cui ormai non siamo più in grado di fare a meno. Potenziare così una rete già ben consolidata fornendola della capacità di pensare ma in particolare del libero arbitrio comporterebbe non pochi vantaggi eguagliabili soltanto dai potenziali rischi o “effetti collaterali”.
Interazione tra uomo e macchina
I vantaggi che ne trarremmo scaturiscono anzitutto dall'opportunità di impiego in ambienti particolarmente pericolosi e ostili per la sicurezza dell'uomo, con la possibilità di impiegare quindi un robot con una maggiore resistenza fisica ma soprattutto in grado di eseguire operazioni e scelte rischiose, analoghe a quelle di un uomo nella medesima situazione, in totale autonomia e senza la necessità continua di dover ricevere istruzioni dall'esterno, basti pensare al crescente impiego di robot artificieri.
Robot artificiere mentre disinnesca un ordigno
Un altro esempio di applicazione della robotica già oggi realizzabile sta nell'impiego giornalistico, come già accaduto in California nel caso del LA Times, dove in occasione di un terremoto il 17 marzo, l'articolo riguardante il cataclisma era già stato scritto in tempo reale proprio da un algoritmo ribattezzato Quakebot (robot del terremoto) che in solo tre minuti per mezzo della rete, collegandosi alle varie stazioni geologiche della costa occidentale statunitense è riuscito a estrarre le informazioni utili e a comporre un articolo, pronto per essere letto e in attesa di essere ovviamente analizzato e pubblicato poi dal giornalista, tutto ciò in netto anticipo rispetto agli altri quotidiani.
C'è da dire che naturalmente l'articolo conteneva solo i dati riguardanti l'aspetto tecnico, riuscendo tuttavia a far passare le informazioni in modo che apparissero effettivamente scritte da un essere umano, senza essere in grado però di effettuare un'analisi non solo quantitativa ma anche qualitativa sull'entità dei danni a livello infrastrutturale ma anche sociale; nonostante ciò il risultato è comunque apprezzabile infatti se davvero riuscisse a fare quanto appena descritto allora un simile algoritmo sarebbe davvero in grado di rimpiazzare l'uomo mentre in questo caso fornisce solo un valido aiuto addizionale all'attività del giornalista fornendogli già dei dati senza il bisogno di effettuare personalmente la ricerca.
Quakebot, il robot giornalista
In tal senso i benefici sono senz'altro rassicuranti ma da qui a oltrepassare il limite il passo è veramente breve, senza andare a spaziare in possibili futuri fantascientifici, basti solo pensare nella nostra realtà allo spionaggio e riflettere sui potenziali rischi nell'introdurre all'interno di una rete così estesa come internet una possibile forma di intelligenza che rappresenterebbe un rischio non solo in termini di controllo, ma anche e soprattutto di sicurezza dei dati con il rischio che vengano eliminati o addirittura manipolati .
Robot come partner di lavoro
Fonti:
http://www.2duerighe.com/esteri/26609-los-angeles-il-robot-che-scrive-larticolo-in-tempo-reale.html
http://www.focus.it/tecnologia/se-la-news-te-la-scrive-il-robot_19032014_7844_C12.aspx
http://it.wikipedia.org/wiki/Robotica









