“Tu sei una ragazza difficile, sei troppo per me” questa frase me la sono sentita ripetere diverse volte, senza però capirne mai totalmente il significato. Cosa vuol dire “difficile?” Cosa vuol dire che sono “troppo”? Che sono un’operazione algebrica complicata? Un rebus irrisolvibile? Che la mia logica è incomprensibile? Che semplicemente non ne valgo la pena?
Ho perso tanto tempo a scervellarmi dietro a queste domande, pensando sempre di essere io quella che aveva qualcosa che non andasse, che fossi inevitabilmente adatta solo alle cose e alle persone “difficili” proprio come me.
Ma la verità è che non siamo riconducibili ad un’operazione aritmetica, nessuno di noi lo è, siamo complessi, siamo sfaccettati e il nostro mistero mai sarà risolvibile una volta per tutte da qualcuno, ma è proprio questo il bello: il provarci. Il bearsi della complessità, della ricchezza e dell’unicità di ognuno, riconoscerla e farla propria. Questo significa costruire un legame.
E la verità è che chi non accetta la “difficoltà” di scoprirti, chi ti ritiene “troppo”, beh, semplicemente, non vuole te.
















