Non si può continuare a negare o rifiutare la realtà, cercando di imporre una visione diversa che non corrisponde ai fatti: ci si deve confrontare con la realtà così com'è, anziché cercare di cambiarla con la forza della negazione.
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Non si può continuare a negare o rifiutare la realtà, cercando di imporre una visione diversa che non corrisponde ai fatti: ci si deve confrontare con la realtà così com'è, anziché cercare di cambiarla con la forza della negazione.
“Il fiume della vita scorre tra le sponde del dolore e del piacere. Il problema sorge solo quando la mente rifiuta di fluire con la vita e si arena sulle sponde. Per fluire intendo l’accettazione: accogliere ciò che viene e lasciare andare ciò che va”.
— Sri Nisargadatta Maharaj
In certe occasioni, di fronte agli eventi, noi sappiamo di dover rifiutare. Il rifiuto è assoluto, categorico. Non si discute, né sente ragioni. Anche quando, se occorre, si palesa solitario e senza parole alla luce del sole. Gli uomini che rifiutano, legati dalla forza del rifiuto, sanno di non essere ancora insieme. Il tempo dell’affermazione comune, per l’appunto, gli è stato tolto. Ciò che gli resta è il rifiuto irriducibile, l’amicizia di questo No sicuro, irremovibile, rigoroso, che li rende uniti e solidali. Il movimento del rifiutare è raro e difficile, benché costante e uguale in ciascuno di noi dal momento in cui lo facciamo nostro. Perché difficile? Perché ci occorre rifiutare non solo il peggio, ma anche una parvenza di ragione, una soluzione che ci dicono felice e addirittura insperata.
(Maurice Blanchot)
"Accettare un rifiuto è segno di grande coraggio"
Michel Foucault, Le parole e le cose - Prefazione