"Se il duro lavoro portasse al successo.. L'asino sarebbe il padrone della fattoria."

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"Se il duro lavoro portasse al successo.. L'asino sarebbe il padrone della fattoria."
Se questa stomachevole notizia di un padre disumano figlio del peccato non finirà spiaccicata su ogni mezzo di comunicazione ufficiale e meno ufficiale (vari profili Instagram dei nostri politici influencer) alzando un polverone quantomeno simile a quello alzato per Pucci, trarrò la ferrea certezza che quest'uomo fatto di sterco è purtroppo italiano proprio come me, in caso contrario, sarebbe sicuramente un immigrato.
io non devo convincere proprio nessuno, se non sono la tua scelta allora non scegliermi. ciao.
_pf
Mi stupisco ancora di come le persone riescano a passare in un attimo dal "per te ci sono sempre" al "non esisto più".
Esiste un limite sottile oltre il quale la bontà smette di essere percepita come una virtù e diventa, agli occhi di chi non sa guardare, una colpa o una strategia. È in questo spazio d'ombra che fiorisce la delusione più amara. Come scriveva Oriana Fallaci: “Niente ferisce, avvelena, ammala, quanto la delusione. Perché la delusione è un dolore che deriva sempre da una speranza svanita, una sconfitta che nasce sempre da una fiducia tradita cioè dal voltafaccia di qualcuno o qualcosa in cui credevamo.”
Credevo di aver trovato, tra i banchi di questo corso di contabilità, un porto sicuro. Invece, mi sono ritrovata immersa in un oceano di giudizi gratuiti e meschini. È devastante scoprire, grazie a una mia amica che mi ha rivelato la verità al telefono, che la mia gentilezza, i piccoli pensieri per un compleanno o i gesti spontanei, siano stati sezionati e distorti da colleghe pronte a bollarli come tentativi di "comprare affetto" per colmare traumi personali. Hanno preteso di leggere nel mio passato senza conoscere una singola pagina della mia storia, trasformando la generosità in una patologia.
Ancor più doloroso è il fango gettato sul rapporto con la mia amica. Essere accusata di bullismo, io, che sul bullismo ho versato lacrime e costruito una tesi di laurea per quanto profondamente ne conosca l'orrore, è un insulto che non riesco a digerire. È un paradosso crudele: essere dipinta come l'aguzzino quando si è stati vittima, solo perché qualcuno ha deciso di giudicare dall'esterno un legame che non gli appartiene.
Questa stanchezza oggi si trasforma in una solitudine lucida e necessaria. Non c'è più spazio per la fiducia, solo per il silenzio. La giornata di ieri è stata l'emblema di questo schifo: mentre lottavo con l'emicrania lancinante causata dalla mia ciste al cervelletto, non ho trovato empatia, ma solo ulteriore pressione. Sentirsi dare colpe persino per il proprio dolore fisico, con il peso del giudizio del professore che si aggiunge a quello delle compagne, è stata l'ultima goccia. In quel momento avrei voluto solo scappare, piangere e sparire. È stata una sconfitta personale veder crollare l'illusione di un ambiente protetto.
Oggi resto sola, ma è una solitudine di difesa. Mi sento profondamente schifata da un mondo che preferisce inventare cattiverie piuttosto che comprendere la complessità di chi ha di fronte. La mia storia resta mia, e non permetterò più a nessuno di usarla per ferirmi ancora.
Alla fine il lupo è sempre il cattivo della storia se si sente solo la versione di cappuccetto rosso no?
Scusate lo sfogo, ma sono veramente schifata da questo comportamento e vedere che nemmeno si sono avute le palle di venirmi a dire le cose in faccia non so se mi faccia più ridere o rabbia.
-umi-no-onnanoko ( @umi-no-onnanoko )
In questo mondo, il monco ti scrive un messaggio, il muto ti manda un vocale e il cieco ti videochiama.
Chi vuole capire capisca.
In questi ultimi anni ho vissuto la mia vita in modalità “Sopravvivenza”.
"Se ti pagassi, mi guarderesti venire per te?"
Ecco, questo è il livello dei messaggi che mi arrivano, in anonimo e non. Non ho molte parole da spendere in questo caso, vorrei solo farvi pensare che un giorno (o anche adesso perché qui trovo anche 50enni) un messaggio del genere potrebbe arrivare alle vostre figlie.
Tumblr è un diario, un luogo di anime fragili, sensibili, un posto dove poter respirare. Non tinder, non OF, dove comunque vi invito a procedere con rispetto.
Solo questo, pensateci.
Per favore.