Ho appena finito di leggere "La Steppa" di Sergio Baratto e sono ancora stordito dall'affastellarsi di eventi, emozioni, sentimenti e frammenti di specchi sul presente che si susseguono nelle 344 pagine del romanzo. Ve lo consiglio. Ha un inizio struggente e tenero e una conclusione in impetuoso crescendo che raccoglie tutti i fili e i leitmotiv che si dipanano nella trama come in un finale di una sinfonia di Mahler. In mezzo, una storia dai risvolti da fumettone tarantiniano che si staglia su un mondo che é uno specchio poco deformato degli egoismi e della violenza banale del nostro presente. Ma ai confini di questo mondo, nella steppa, pulsa una realtà fatta di uomini indomabili e marginali che in qualche modo è il vero fulcro di questo interessante e denso esordio narrativo. E nel finale i diseredati della steppa invadono una città già decadente e deformata dalla crisi mostrando tutta la potenza della voce collettiva e corale degli emarginati. Lo ripeto, l'ho già detto altrove, "La Steppa" merita la vostra lettura e l'attenzione di una critica troppo distratta. Costa 20 euro e li vale tutti.