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Vorrei piovesse per sempre, per chi il rumore della pioggia non lo sente abbracciato dalle stelle, col sole in tele. Bollino nero sulle strade per le ferie, per la serie: bagagli enormi ed auto piene. Bye, bye. Dicono tutto esaurito, dicono estate ed infradito, che sono sparito, e la leggenda del 31, tipo fine e fuochi d'artificio e sto pensando al mare dall'ufficio... Scrivo in Helvetica nei miei pensieri scrivo pochissimo e di ieri, dimmi dov'eri.. Ora che quasi mi piacevi. Sto traslocando da due mesi e sto benissimo se chiedi. Ombrelloni aperti, ombrelli chiusi, pavimenti, granite gelate gelano i denti, telefonate chilometriche con chi non senti, di solito i telefoni non suonano e restano spenti. Poi è presto e il cielo forse è terso, mangio lento una banale pasta al pesto. Avevo detto 'mai' e invece è adesso, rileggo ma poi mi rigiro, mi riaddormento. Solite cose, solite facce, le complicanze disegnate a mano dalle distanze. Solitamente sono io, oggi sembro un gigante, solitamente tu sembri distante. E quando parti? Poi dove vai? E quando torni? Quanto manchi? Quand'è che torni di preciso? Quanti giorni? Che hai deciso? Dove dormi? Quanto manchi? Quanto manchi?