Ho preso due giorni di stacco dopo 60 giorni davvero intensi. Un lasso di tempo che mi ha portato a smettere di ragionare. Quest’anno non sono mai andato in ferie, a parte le domeniche, e sinceramente non mi manca andare in ferie. Quando voglio fare qualcosa la faccio bene, e tanto mi basta.
Ho pensato al fatto che molte persone pensano di “meritarsi” una vacanza, di “meritarsi” di amarsi un pò. Il merito è visto come un premio. Se credi di meritare qualcosa perché lavori allora ti chiedo “ Cosa dovresti fare nella tua vita?” . Ogni giorno una gazzella si alza e sa che dovrà correre più veloce del leone. E né la gazzella né il leone sentono il bisogno di andare in ferie dalle loro vite.
Se stabilisci che sia un grande risultato quello di fare bene il tuo lavoro, stabilisci come tua massima aspirazione una cosa facilmente raggiungibile. Facilmente frustrante, perché non ha nulla di nuovo. Tutto quello che è novità diventa doloroso, frustrate e brutto. Ma contiene anche molto meno stress.
La gazzella in cattività vive più a lungo ma è molto più isterica di una che un secondo prima di essere mangiata dal leone, viveva piena di zecche, felice in mezzo alla Savana.
Quindi, questa è la vita? Lavorare, soffrire, lenire il dolore o tollerarlo?
Mi viene in mente un discorso molto bello, quello di David Foster Wallace.
“ Due pesci incontrano un altro pesce che gli chiede come sia l’ acqua e i due si chiedono - Che cos’è l’ acqua?”
Per quelli che si sono persi, spiego subito acqua : cosa invisibile che ci circonda, aka la vita, argomento del paragrafo precedente.
Wallace diceva che una cosa che non ci dicono a scuola è che finiremo un giorno della nostra vita a vivere una vita ripetitiva.
E un giorno ti accorgerai di aver finito tutto in casa da mangiare, un sabato sera e prenderai la macchina per andare al più vicino supermercato dove troverà migliaia di persone come te che si sono cordate di fare la spesa che saranno in fila e rallenteranno il processo che ti porterà a mangiare una cena solo a casa.
Se sei arrivato a questo punto fermati. Questo è il punto di maggior miseria per una vita. Perché attorno a noi esistono decine e decine di persone che stanno soffrendo come noi e dimenticarlo significa vivere miseramente.
Si il cambiamento che vuoi vedere nel mondo. Nessuno vuole tollerare un testadicavolo che sbatte con il carrello alla cassa o che vuole saltare la fila. Nessuno vuole sentire infinite lamentele sul tuo capo o i tuoi clienti dimmerda. Ci sto parlarne ma il pensiero IO se vi monopolizza vi porta alla solitudine, questo mi riferivo a quando prima mi riferivo alla miseria
Una volta capito questo è possibile creare delle relazioni, magari dei ponti e viverci su. Io non sono bravo a vivere né nelle relazioni, vedi quel cimitero di mezze relazioni di cui questo profilo porta traccia. Ma due cose ho imparato.
La prima: i soldi servono per resistere. Come diceva Calvino “prendere ciò che non è inferno e farlo durare”. Lavorare per la lambo non serve a niente, fare per qualcosa si significativo ti cambia la vita.
La seconda è dignità: dignità dei tempi del lavoro, dignità del lavoro, dignità in tutto. Io non ne ho, e anche per questo vivo una vita alquanto miserevole.
Foto: Foce di Montemonaco, 11 Oct 2020













