SIM e crowdfunding: opportunità e sfide. Intervista a Leonardo Frigiolini, Unicasim
Ciao Leonardo, può dirci qualcosa di più su Unicasim, in particolare cosa vi ha portato ad avvicinarvi a un fenomeno così innovativo come il crowdfunding, che sta rivoluzionando il mercato dei capitali tradizionale?
Nel guest blog post di pochi giorni fa abbiamo cercato di spiegare come è nata Unicasim, dunque tralascerò questo aspetto nell'affrontare questa domanda e mi concentrerò maggiormente sul "come siamo fatti" in Unicasim. Unicasim nasce per così dire "a contrariis", ovvero anziché avere un "proprio prodotto da vendere" (a monte) e dunque cercare i clienti cui "affibbiarlo" (pardon, venderlo...) (a valle), opera in modo indipendente, se devo dirla tutta con una leggera prevalenza degli interessi del cliente rispetto a quelli del mercato, cercando semplicemente di aiutare il cliente (che di norma è in severa "asimmetria informativa" rispetto al mondo finanziario) ad avvicinarsi ai mercati senza farsi troppo male. È evidente che qualunque humus nel quale nascono e si sviluppano potenziali clienti, rappresenta il bacino di naturale interesse per Unicasim. Il crowdfunding ci pare non si sottragga a questa regola. Crediamo altresì che più i neuroni di un imprenditore sono impegnati a creare delle good ideas, meno gliene restino liberi per difendersi dal "sistema finanziario in genere", dunque c'è oggi una forte domanda (a volte palese, molte volte latente) di consulenza in campo finanziario. Ed eccovi presentata Unicasim!
Perché avete deciso di sponsorizzare un evento come crowdfuture?
Cosa ne pensa della recente introduzione dei regolamenti del DL Crescita, con particolare riferimento alla raccolta di capitali di rischio per le start-up innovative?
Il decreto è sicuramente parziale, incompleto e per la verità insufficiente dal punto di vista "tecnico" e credo non sarà così facile standardizzare dei comportamenti virtuosi in un simile perimetro legislativo, ma come sempre l'aver tracciato un solco, una via, significa almeno consentire agli operatori ed agli utenti di "metterci sopra la testa", cosa che di per sé, in mancanza di meglio, è comunque molto positiva. Mi è piaciuta anche la genesi del progetto “Restart Italia”: un brainstorming molto utile al Ministro per capire cosa dice "l'uomo della strada"...Forse in altri momenti storici qualcuno avrebbe archiviato le innovazioni con un sorrisino e il classico motto "i soliti ragazzi, le solite università che sfornano della gran teoria, mentre noi lavoriamo!..." aumentando quella frattura generazionale che rischia di essere il male del nostro tempo. I giovani hanno in mano la forza fisica e le idee, le lobby degli “adulti” hanno il controllo dei soldi e del mercato. È importante farli conoscere e (possibilmente) farli stimare. Una banconota tagliata a metà non diventano due banconote di metà valore, diventano spazzatura!
Come intermediario di transazioni finanziarie rivestite sicuramente un ruolo interessante in un periodo, come dicevamo, denso di cambiamenti e innovazioni. Gli intermediari finanziari classici sono generalmente resistenti al cambiamento. Voi vi state distinguendo accogliendo sin da subito un'innovazione tanto innovativa quanto dirompente. Come prevede che cambierà il vostro ruolo nel mercato in questo senso? Come pensa che vi posizionerete accanto al mercato dei capitali tradizionale?
Gli intermediari classici sono di fatto due: le “banche” e le “imprese di investimento” (le SIM sono imprese di investimento). Le banche le conosciamo tutti molto bene. Le SIM un po' meno. Una SIM ha due macro differenze peculiari rispetto alla banca (in realtà ne ha molte di più ma qui dobbiamo sintetizzare): (1) non produce prodotti in casa (normalmente, salvo le SIM di gestione ma sono altra cosa rispetto ad Unicasim), (2) di mestiere non concede prestiti a clienti con denaro di altri clienti.
Questo significa che, come dicevo prima, il bene più prezioso per una SIM non è il prodotto costruito in casa, ma è il cliente in sé, bisognoso di essere guidato e aiutato a muoversi in un mondo difficile come quello finanziario. La banca ha bisogno del cliente sostanzialmente per collocare i propri prodotti o per fare prestiti (qui si aprirebbe un mondo che in questa sede non possiamo nemmeno toccare). Una SIM quando un prodotto di un terzo non va bene lo fa cambiare al cliente, una banca quando un proprio prodotto costruito in casa non va bene lo fa cambiare (oppure no?...).
Per quanto attiene al ruolo degli intermediari posso dire che non credo proprio che i ruoli cambieranno. Forse se le banche non avessero avuto un periodo difficile in questi ultimi tre anni avrebbero letteralmente divorato le imprese di investimento! Credo invece che pian piano i clienti capiranno la differenza tra i vari operatori del mondo finanziario e si rivolgeranno in modo mirato per ottenere ciò che ciascun operatore sa fare bene. Noi crediamo di poter essere tra i protagonisti dell'allargamento del mercato a questa nuova modalità di finanziamento delle idee (oltre a sforzarci di fare bene ogni giorno quello che già facciamo) e abbiamo deciso di avvicinarci velocemente a questo nuovo mondo per non perderci nessuna puntata di questo film che vedrà voi (organizzatori e utenti) come protagonisti al centro, e gli operatori di mercato (tra cui Unicasim) in religioso ascolto per capire quante più cose possibile...
Il crowdfunding, almeno in questa prima fase, avrà probabilmente più rilievo nei primi round di investimento, mentre i round successivi vedranno attori più tradizionali in campo. Persone che finora non hanno avuto la possibilità di accedere al mercato degli investimenti avranno sempre più possibilità di farlo a fianco degli attori tradizionali. Qual è la sua opinione a proposito? Come pensa che si svolgeranno queste relazioni? Ci sarà bisogno di gestirle e facilitarle?
Questa domanda è più complicata di ciò che a prima vista possa sembrare. Cercherò di essere sintetico. Oggi si traccia una via, domani si asfalterà la strada e dopodomani si inizieranno i primi viaggi. Tra una settimana si darà un’occhiata alle sospensioni e alle gomme delle macchine che hanno fatto il viaggio. Se le prime auto arriveranno sane e salve a destinazione la gente inizierà ad acquistare le auto e a fare dei viaggi. Teniamo tutti ben presente che ci sarà qualcuno, come in tutte le cose, che avrà interesse a remare contro. Sottovalutare questo farà versare lacrime amare! Meglio essere realisti e lavorare intensamente in laboratorio prima di fare stupidaggini sul mercato vero!
Se il primo viaggio dovesse andare male secondo me tutto verrà inevitabilmente archiviato. Se il viaggio aprirà al sogno americano in versione tricolore allora tutti diranno che è l’attività del futuro. Quindi, attenzione! Vanno gestite bene le prime sperimentazioni, senza fretta, senza premura, senza improvvisazione, senza forzature. Chi mette i soldi non vuole la “toccata e fuga”. Vuole chiarezza, trasparenza, insomma vuole dire la sua, che abbia messo 10, 100, o 1000 vorrà essere “coccolato” e “gratificato”. Ciascun investitore che dà 100 euro in cuor suo penserà che l’idea si è potuta realizzare grazie ai suoi 100 euro! Deludere l’investitore in fase iniziale (a parte il fatto che non lo si dovrebbe fare mai…) vorrebbe dire buttare al vento tutti gli sforzi fin qui fatti e quelli ancor da fare. Ricordiamoci che 100 operazioni fatte bene possono essere cancellate in un batter di ciglia dall’unica operazione poco trasparente, chiacchierata o finita male. Se Le chiedessi di elencare tutte le IPO (offerte pubbliche di acquisto) che hanno fatto guadagnare i risparmiatori Lei forse non saprebbe cosa rispondere, ma sono certo che se le chiedessi le ultime “sòle” affibbiate ai risparmiatori dal sistema, Lei le saprebbe recitare in ordine alfabetico a partire da quelle Italiane per poi arrivare a quelle internazionali (Cirio, Giacomelli,Parmalat, Argentina, LehmanBros e chi più ne ha più ne metta). L’effetto framing del risparmiatore e la sua finanza comportamentale, molti la insegnano nelle scuole, altri la vivono direttamente nella propria pancia senza saperlo ma derivandone dei comportamenti e dei pensieri…
In conclusione dico: per il bene dei first movers, è importante che un po’ di paletti l’autorità ce li metta. La libertà assoluta (apparentemente la cosa più bella del mondo, ma alla fine non è così…) potrebbe essere molto, ma molto più pericolosa per una craetura che non cammina ancora con le proprie gambe…
Quale expertise e servizi prevedete di offrire nell'area del crowdfunding? State pensando a prodotti finanziari specificamente basati su di esso? Prevedete di collegarvi direttamente a qualche piattaforma di crowdfunding?
Unicasim possiede una propria piattaforma con la quale con un click fa il giro del mondo e ritorna a casa del cliente con uno strumento finanziario espresso in qualunque divisa, proveniente da qualunque regione geografica, dunque dispone della tecnologia propria per avvicinare da un lato i clienti e dall’altro i mercati. Immagini che una piattaforma sia come l’oleodotto che porta il petrolio. A seconda di dove estrai, vai col tuo tubo a prenderlo. Dopo anni di estrazione possiedi i giacimenti ma anche il network, la ragnatela di tubazioni per portarlo. Con questa tecnologia Unicasim sta pensando di creare l’interfaccia utente per il crowdfunding, in modo da connettere il risparmiatore all’imprenditore. Nei fatti la SIM sta nel mezzo e da un lato spiega all’imprenditore come si “confeziona” un progetto credibile per il mercato, e dall’altro spiega al mercato come “leggerlo”. Credo che la capacità di predisporre un business plan con i fiocchi sia l’anticamera di una raccolta con i fiocchi. A volte anche la reputation dell’intermediario fa da “garanzia morale” per il proponente perché il cliente pensa: beh, se Unicasim (nel nostro caso) ha messo in vetrina questo progetto, vuol dire che ha capito che può funzionare. Quindi da questo punto di vista Unicasim potrebbe essere polo di aggregazione di qualche piattaforma già in vita che voglia (o debba) integrarsi in seno ad un operatore finanziario munito delle necessarie autorizzazioni per erogare i servizi di investimento, peraltro insisto nell’affermare che alla fine qualunque piattaforma, anche la più accattivante, non possa prescindere dalla trama del film e dall’interpretazione dei propri attori.
Quali sono a suo avviso i rischi più grandi per un investitore e un imprenditore legati all'introduzione del crowdfunding sui mercati finanziari, e come prevedete di mitigare questi rischi?
I rischi inutile negarlo sono elevati. Ci sono i rischi reputazionali, legati alla solita mela marcia che cercherà di fare soldi fregandosene degli investitori e degli altri imprenditori cercando di arraffare quello che si potrà arraffare (ecco il perché di maglie auspicabilmente non troppo lente da parte della Vigilanza), ci sono i rischi legati all’ingenuità dell’imprenditore che si avvicina al mercato in modo superficiale magari pensando che basti avere in tasca un’idea geniale, dimenticando che gli investitori sanno di poter anche perdere tutto (e spesso accettano questa idea, ma non quella di essere stati presi in giro), e pretendono di sapere “cosa, dove, quando, come e perché”, insomma “tutto” ciò che riguarda i promotori dell’iniziativa e l’iniziativa stessa. C’e’ insomma il rischio che da una parte (lato start up) si sottovaluti la necessità di trasparenza (che a volte può essere addirittura invasiva), l’organizzazione, la compliance, il rispetto delle regole, tutte cose che un progetto serio deve avere per essere tale, e dall’altra (lato investitori) si continui a pensare che “vabbé, sono ragazzi!”. Questa, credo di poter dire, sarebbe la morte del CF e quando una iniziativa viene bollata, tentare di riscaldare la minestra non serve a molto.
L'evoluzione dei mercati finanziari è solo agli inizi, ma sta progredendo a grande velocità. Basti pensare che il crowdfunding fino a 2 anni fa era ancora un fenomeno in gran parte sconosciuto, soprattutto nel nostro Paese. Quali sono le sue previsioni a riguardo, dove saremo tra 2 anni?
Nella domanda di prima mi ha parlato di rischi. In questa vorrei concludere col segno positivo e dunque le parlero’ di opportunità. Beh, il Governo in primis non ha alcun interesse che questa iniziativa naufraghi. Non c’era in passato e la gente viveva bene anche senza. Oggi è stata introdotta e tra le mille cose che non vanno nella nostra economia, il Ministro ha dedicato del tempo per fare questa innovazione: pensate che sia felice che la cosa diventi un boomerang? Credo di poter dire certamente di no! Quindi il progetto in sé nasce con una forte sponsorizzazione implicita di questo Governo e l’autorità di Vigilanza (che molto correttamente non lascia mai muovere foglia in campo regolamentare se non si è fatto prima un serio risk assessment sulla tutela del risparmiatore) si vedrà costretta ad adottare diciamo così una certa “flessibilità istituzionale” perché il progetto è stato fortemente voluto dall’alto. Aspettiamo di vedere i paletti che metterà l’Autorità: larghi? Stretti? Vedremo. Io credo che saranno non particolarmente larghi, pur con delle deroghe comunque mai viste prima. Mi auguro che il CF rientri sotto l’ala dei “servizi di investimento” ai sensi dell’Art. 1 comma 5 del TUF (testo unico della finanza altrimenti detto DlGs 57/98) perché in questo modo chi “tocca” i soldi dalle tasche dei risparmiatori possa garantire di avere tutta quella struttura organizzativa necessaria per farlo in modo compliant rispetto alla normativa di tutela. Se questo fiumiciattolo (oggi) di denaro (domani un fiume) dovesse arrivare nel posto giusto, nella giusta quantità e con le giuste modalità al sistema, il risparmiatore per primo capirà che un pezzo di quell’idea è nata anche grazie a lui, e tenderà a diffondere quel sano passaparola che di norma induce anche altri a fare le stesse cose non foss’altro che per emulazione. La somma di tanti piccoli gesti farà allora un grande gesto! Auspico che gli intermediari indipendenti, come lo è Unicasim, si attrezzino presto e bene per aiutare i giovani imprenditori a fare un serio business plan, a rinforzare la struttura finanziaria della loro start up, a non sottovalutare l’area finanza,ad adottare la trasparenza come regola di vita, in altre parole a tenere sempre ben presente che le aziende spesso saltano perché si è sottovalutata la “struttura organizzativa” nel suo complesso e non perché l’idea fosse di per sé brutta.
Detto questo tra due anni potremmo essere tutti insieme alla 3° convention Crowdfuture a fare la conta delle idee geniali sviluppate nel 2013 e nel 2014, alla presenza di nuovi imprenditori molto più amici sia delle imprese di investimento che dei risparmiatori e alla presenza dei risparmiatori, nel frattempo divenuti amici degli imprenditori seri, creativi, umili e capaci che hanno avuto il coraggio di inseguire un sogno e di condividerlo con loro!
Evviva il crowdfunding, evviva gli imprenditori seri, evviva le loro geniali idee! Unicasim vuole fare questo viaggio insieme a Voi.
Siamo contenti di annunciare che abbiamo un nuovo sponsor: Unicasim
Leonardo FRIGIOLINI (Presidente e Amministratore Delegato) ci racconta come è nata e cresciuta Unicasim:
Unicasim è un “intermediario finanziario” autorizzato dalla Consob alla prestazione dei servizi di investimento indicati all’Art. 1 comma 5 del Testo Unico della Finanza (DLgs 58/98) e Vigilato da Banca d’Italia.
Se come “papà” dell’iniziativa dovessi definire in una parola Unicasim, la definirei una “start up di successo” in quanto pur se la Sim è stata costituita nel 2001 da un agente di cambio, l’attuale realtà nasce da un “sogno” che è stato pensato, progettato e realizzato da un gruppo di Professionisti che da oltre vent’anni lavorava nel mondo delle reti di Promotori Finanziari e che nel 2008 ha deciso di rinunciare a qualunque compromesso dando un taglio al “vecchio modo di lavorare”, intraprendendo (ed assumendosene i rischi imprenditoriali) una nuova via.
Attraverso un’operazione di raccolta di capitali interna, la C&A è stata generosamente capitalizzata e da quel momento ha potuto mettersi in moto per cercare, nel mercato dell’ ”usato” delle licenze (eh sì, anche nel mondo bancario e finanziario si trovano licenze “usate” come negli autosaloni si trovano le vetture usate…, basta sapere “dove” cercare e soprattutto “cosa” cercare…), e ha trovato un interessante “veicolo” genovese che all’epoca si chiamava “Sivori & Partners SIM SpA” di proprietà di un ex agente di cambio, persona di grande successo professionale in passato che però col passare del tempo si era troppo concentrato sul “trading on line” e gradualmente aveva visto erodere le proprie quote di mercato, il fatturato e giocoforza i profitti.
La nuova proprietà qui oggi da me rappresentata ha acquisito la SIM il 1 aprile 2009, le ha imposto un nuovo nome (Unicasim - Società di intermediazione mobiliare SpA dal luglio 2009) nome foriero di una “Unicità” all’epoca presunta ma che a distanza di oltre tre anni da quella data sembra ancora persistere nel mondo dei Promotori Finanziari, l’ha rivoltata come un calzino creando ben quattro divisioni (dall’unica che di fatto aveva), operanti su quattro diversi core business: mercati all’ingrosso internazionali, mercati al dettaglio nazionali con e senza piattaforma di trading on line, collocamento e consulenza alle famiglie a mezzo Promotori Finanziari, supporto alle imprese (questa divisione incorpora in sé la sezione “start up innovative” anche a seguito del DL 179/2012).
Dal 2009, nonostante i cospicui investimenti realizzati, Unicasim ha centrato l’obiettivo di tre bilanci consecutivi in utile e l’utile esposto sulla “semestrale” del 2012 è stato superiore all’intero utile realizzato nel 2011. L’Azienda ha assunto (e sta assumendo) circa una decina di dipendenti oltre a quelli che già c’erano prima, ed è molto orgogliosa di questo dato, alla luce della crisi del mondo del lavoro e del momento storico che certamente non è dei migliori.
Oggi Unicasim si colloca sul mercato come un player serio ed affidabile con un’eccellente reputazione, guadagnata ogni giorno con l’impegno e la fatica di tutti, dall’Amministratore Delegato all’ultimo stagista, insomma come è giusto che sia, Unicasim è una “azienda per bene” gestita da “persone per bene”, che hanno a cuore prima di tutto l’interesse dei loro clienti, nonché quello, come si dice nel mondo anglosassone, degli stakeholders e dei propri shareholders.
Probabilmente se chiedeste a Londra o a Wall Street chi è Unicasim, è molto probabile che le grandi banche internazionali vi possano rispondere, perché ci lavorano quotidianamente sui mercati all’ingrosso internazionali. Lo scorso anno Unicasim ha movimentato per conto dei propri clienti una quantità impressionante di titoli obbligazionari (circa 13 miliardi di Euro!) senza mai una contestazione o un ritardo nel settlement!
Oggi inizia una nuova sfida: non mi risulta che le giovani imprese innovative e in generale le PMI abbiano mai attirato il vero interesse del sistema bancario e finanziario domestico, contrariamente a quanto accade all’estero.
La presenza di Unicasim qui oggi vuole essere una testimonianza ed al tempo stesso uno sprone ai partecipanti.
Osate, pensate con la vostra testa, sperimentate, cercate di rispettare le regole ma non fatevi soffocare o ottenebrare dalle stesse, fate in modo che anche un garage o una cantina Italiani passino finalmente alla storia come l’incubatore di un sogno, in questo caso di un sogno tutto Italiano.
A tutti i partecipanti al Crowdfuture in bocca al lupo!
Per quanto vi possiamo anche noi essere utili, e nel limite dei nostri mezzi patrimoniali e materiali, siamo con Voi!