Usmaradio – Centro di Ricerca per la Radiofonia
presenta
BIOMA Festival musiche radicali
6 novembre – 4 dicembre 2024
Usmaradio, Repubblica di San Marino
Come posso entrare nella foresta se la foresta non entra in me?
Molte storie iniziano col perdersi nella foresta
– Laurie Anderson
Un festival che celebra la scena internazionale, portando a San Marino alcuni tra gli artisti più innovativi che sperimentano con strumenti acustici, voce ed elettronica.
BIOMA si svolge all'Antico Monastero di Santa Chiara (1609), sede di Usmaradio – il Centro di Ricerca per la Radiofonia e del corso di laurea in Design dell'Università degli Studi della Repubblica di San Marino. Gli ospiti non solo si esibiranno in concerti, ma terranno anche masterclass aperte a tutti. Durante queste sessioni, gli artisti condivideranno il proprio approccio creativo, offrendo una panoramica sulla loro metodologia e i processi di progettazione artistica.
Un bioma è un'ampia porzione di biosfera, individuata e classificata in base al tipo di vegetazione dominante, se terrestre, o alla fauna prevalente, se acquatica. Poiché tutti gli esseri viventi vivono influenzandosi reciprocamente, un bioma è costituito da popolazioni e comunità di esseri viventi, sia pluricellulari sia unicellulari, che interagiscono fra loro in un determinato territorio che si estende su vaste aree della superficie terrestre.
6 novembre – Robert Lippok
21 novembre – Paolo Bragaglia / Giacomo Piermatti / Francesco Poggianti
4 dicembre – Fabrizio Modonese Palumbo / Giulia Barba / Sidera Saxophone Quartet
Inizio concerti alle ore 17:00
Dato il numero ridotto di posti è consigliata la prenotazione [email protected]
In collaborazione con Unirsm Design
Direzione artistica: Roberto Paci Dalò
Direzione organizzativa: Alessandro Renzi
Scrive Emanuele Coccia: «Se le cose simpatizzano, “cospirano” fino a formare un medesimo mondo, se esse intrattengono una fitta rete di relazioni non solamente fisiche né spirituali, è perché attraverso le immagini ciascuna esercita influenza sulle altre».
«Il manoscritto medievale poteva essere un’avventura percettiva, un miele da assaporare, un’esperienza per viandanti sonori o per cacciatori dello sguardo, stavamo affermando che esso animava un intreccio sensoriale, e allo stesso ne era animato; abbiamo chiamato questo intreccio “foresta” proprio perché la foresta è un modello saldamente annodato in noi, l’immagine di un “originato” senza origine specifica, di un pensiero che emerge da un intrico vivente, da una molteplicità danzante di esseri che interagiscono fra loro, costituendosi in maniera reciproca.» (Giorgiomaria Cornelio, Fossili di rivolta)