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Esserci per davvero
Shhh… ascolta un momento.
Non ho bisogno che tu mi risolva.
Non sono un enigma da decifrare.
Non sono una battaglia da vincere.
Sono solo… una persona.
Che a volte vacilla.
Che a volte si perde.
Che a volte è fragile.
E in quei momenti…
non voglio le tue risposte.
Voglio la tua presenza.
Voglio sapere che posso appoggiarmi a te
senza dover spiegare tutto.
Che non scapperai se mi vedrai fragile.
Che non mi amerai solo quando sono luce.
Perché a volte… sono ombra.
E ho bisogno che resti anche lì.
Resta con me, ma davvero.
Non con il corpo soltanto.
Con l’anima. Con lo sguardo che non giudica.
Con il cuore che ha spazio,
che non si chiude di fronte al mio disordine.
Ascoltami… ma non solo con le orecchie.
Ascoltami con le mani, con il respiro,
con la pelle che riconosce la mia stanchezza
senza che io dica una parola.
Perché l’ascolto vero non ha fretta.
Non cerca di sistemare.
Non vuole cambiare nulla.
Accoglie. E basta.
E l’empatia…
oh, l’empatia è una carezza silenziosa.
È dire:
“Non capisco tutto di te,
ma resto lo stesso.
Anche qui.
Anche adesso.”
Sogno relazioni dove si dà… e si riceve.
Dove reciprocità non è una promessa vuota,
ma una danza.
Dove non mi sento sbilanciata,
dove non devo lottare per essere vista.
Perché sì…
io voglio essere vista.
Non guardata: vista.
Nelle pieghe. Nei tremori. Nelle parole che non so dire.
Nelle mie fragilità.
Ho bisogno di essere sentita.
Non vista per come appaio,
ma riconosciuta…
nelle mie pieghe più storte,
nelle parti che tengo nascoste anche a me stessa.
E se mi chiedi cosa desidero più di tutto…
non è la perfezione.
È la profondità.
È qualcuno che non scappa quando tocco il fondo,
ma che si siede accanto e dice:
“Se vuoi, ci restiamo insieme.
Finché torna la luce.
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