"Voglio scrivere un cielo di poesie, voglio scrivere un cielo di stelle, voglio scrivere un cielo di te."
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"Voglio scrivere un cielo di poesie, voglio scrivere un cielo di stelle, voglio scrivere un cielo di te."
E pensavo avremmo viaggiato insieme
che al mare saremmo andati insieme
e che sarei stata io l'ultima persona
della tua vita,
ma non sto viaggiando con te
al mare non vado con te
e non sono io l'ultima donna della tua vita,
e oltre ad essere schiava del doloroso pensiero
di non essere stata la prima
sarò schiava della dolente certezza
che non ero altro che una transizione,
una fermata che il treno della tua vita
ha compiuto accidentalmente,
e che non ha lasciato segni.
Wren.
Che brutto quando pensi ad una persona, e ti dici «niente di che», quando ti chiedono di una persona e rispondi «sì, ma non è niente di che», quando parlando di te e chiedono: «È carina?» e senti rispondere «no, non è niente di che»; quando domandano «è brava a fare questa cosa?» e rispondono «sì, ma non è niente di che». «Siete amici?» «Sì, però niente di che», «Le vuoi bene?» «Mah, niente di che». Il «niente di che» è la versione più lunga e più raggirante del «non abbastanza». E il «niente di che» fa male, un bel po’, ma tranquilli non è niente di che.
quelnovemarzo
Più ti guardo
e più mi convinco che
alla tua bellezza
io
non mi ci abituerò mai
ché ogni volta sembra
la prima
quando meravigliata
mi chiesi
come fosse possibile
esser così tanto belli:
già lo seppi allora
che i miei occhi
ti avrebbero osservato sempre.
Wren,2014.
dieci motivi per non farsi del male - UNO
Piano, fiatano tizzoni incupiti
e tiepide tenebre d’inverno,
tremolio sottile di pensieri
su ghisa impolverata di stufa
su salti silenziosi di memoria
da minuti a tempi, ad onde
rattenute dallo spazio, così
-oltre l’ottone che ossida
anche se non lo guarda nessuno-
discorsi senza abbecedari,
tre fogli al centro,
e noi in gonna e giacca
modelliamo con la cenere
piccoli bastoni da passeggio
con cui svanire appena appena.