It’s finally the time of year where I can post the greatest tiktok of all time

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It’s finally the time of year where I can post the greatest tiktok of all time
Wednesday: Before you hear it from anyone else, I wanted you to know—Bruno has been whammed.
Enid: *confused* Oh. Last Christmas?
Wednesday: No, the incident transpired today.
Enid: What?
Wednesday: What?
Enid:
Enid: We’re talking about Whamageddon, right? The game that’s played from December 1st to Christmas Eve—
Enid: —where you lose if you hear Wham!’s “Last Christmas” during that time?
Wednesday:
Wednesday: *clears her throat* Yes, that is obviously what we are speaking of.
Enid: *squints* Uh huh. If that’s the case, then finish this line from the song.
Enid: 🎵 Last Christmas, I gave you my— 🎵
Wednesday:
Wednesday:
Wednesday: Sledgehammer?
Enid: WEDNESDAY!
As of the writing of this post, I have NOT fallen into Whamhalla! (And, honestly, I don't really care. It's a good song, it's just a FUN thing to make note of.) But once I REALIZED I hadn't come across the song and it was just a day to go, I had this idea and HAD to draw it.
As such, EVERYONE gets a special Holiday treat!!! Hope you enjoy! And, obviously, thanks to Walter Simonson and Dik Browne for the VISUAL inspiration!
COME AFFRONTO LA MALATTIA
Piccolo riassunto.
Sono Danilo, 51 anni.
Quasi un anno fa mi hanno diagnosticato un linfoma follicolare di grado 3A.
Ma poi il tumore si è trasformato.
Ora è un Linfoma Non Hodgkin molto più aggressivo e relativamente raro che ha un nome ben preciso.
Il nome non lo scrivo, perché voglio parlare di alcuni aspetti della mia malattia senza mettere ansia ad altre persone che stanno percorrendo la mia stessa strada.
Come affronto questo periodo?
Mi ha ispirato una massima di Fabrizio De André («L'Anarchia è darsi delle regole prima che te le diano gli altri») e ho definito una strategia per prepararmi alla burrasca.
Non voglio dare consigli. Non c'è un metodo universalmente valido. Ho un piano, ma è qualcosa che va bene per me. È il vestito che mi sono cucito addosso.
E io, per dirla tutta, sono un tipo davvero strano. Di sicuro non sono un maestro di vita. E non voglio esserlo.
1. Cerco di pensare ad altro
All'inizio sapevo tutto sui linfomi. Ero in grado di sostenere esami universitari su questo tema. Seguivo la ricerca scientifica, guardavo video di conferenze e ascoltavo testimonianze, con una notevole predilezione per quelle a lieto fine. Leggevo avidamente le notizie riguardanti personaggi famosi colpiti da linfomi di vario genere. Ho persino rivisto Caro Diario, il film autobiografico in cui Nanni Moretti racconta, fra le altre cose, l'odissea affrontata prima di scoprire che la vera causa dei suoi sintomi era un linfoma di Hodgkin. Il mio interesse per l'argomento era diventato morboso, ossessivo, totalizzante. Poi ho capito che quell'overdose di informazioni stava facendo danni. il mio cervello era sul punto di esplodere. E ho cominciato a distrarmi. Non evito l'argomento, ma non è più il centro della mia vita. Sto meglio così.
2. Non guardo le statistiche
C'è un aspetto da cui fuggo senza mai voltarmi: le statistiche. Anche questo è un traguardo che ho raggiunto sbattendo la faccia sui miei fallimenti. Ho affinato la mia condotta con l'esperienza.
C'è stato un tempo in cui cercavo dappertutto il nome della mia malattia per leggere le statistiche riguardanti la sopravvivenza dopo cinque anni. E non era una scelta molto saggia. Come ho già detto, sono stato colpito da un linfoma particolarmente aggressivo.
Ci sono numeri che ti rimboccano le coperte e ti dicono «Dormi tranquillo, andrà tutto bene, sei in una botte di ferro». Le statistiche della mia malattia non erano inappellabili sentenze di condanna, ma avevano una fastidiosa ruvidezza capace di togliere il sonno. Hanno spalancato le porte di abissi psichici.
Poi ho preso una decisione semplice, precisa, limpida.
Ho scelto di non pensarci.
Le statistiche sono riferite ad archi di tempo confinati nel passato. Nel frattempo la scienza ha fatto passi avanti. Persino oggi, in questo preciso istante, un elemento impensabile sta cambiando per sempre le mie prospettive. E poi ogni persona fa storia a sé. Le statistiche non sanno nulla di me. E il mio futuro, come quello di qualsiasi vita in corso, non è ancora stato scritto.
3. Gestisco la rabbia provocata dalle dichiarazioni di Matteo Salvini
In realtà ora dovrei evitarle, ma ci devo lavorare. Non ho un grande talento negli sport di questo tipo. Sono scarso anche nel gioco del Whamageddon (evitare "Last Christmas" nel periodo natalizio) e il coefficiente di difficoltà della sfida salviniana non è inferiore. Tra l'altro le dichiarazioni di Matteo Salvini mi fanno vomitare, mentre "Last Christmas" non mi dispiace. Gioco al Whamageddon per il gusto di mettermi alla prova, ma spesso va a finire che mi chiamo fuori e ascolto Last Christmas di proposito.
Ma non divaghiamo. Torniamo alle dichiarazioni di Matteo Savini. So per certo che sono subdole. Basta un attimo di distrazione. Consulti Facebook con intenzioni innocenti come «Vediamo cosa combinano i miei amici», e la dichiarazione di Matteo Salvini spunta all'improvviso. Tra l'altro non mi limito a leggerla, ma finisco per commentarla, magari proprio su Facebook. Lo faccio perché devo sfogare la rabbia accumulata e salvaguardare il mio fegato. Ho problemi di salute e non posso permettermi il deterioramento di organi interni. Mio malgrado, sono un agente del caos che rovina la giornata ad altre persone. Ve l'ho detto, ci devo lavorare.
4. Mi fido dello staff medico
Ho accettato di sottopormi a un protocollo sperimentale basato su un'innovativa combinazione di cure già esistenti.
Ho già affrontato la prima fase del piano, che prevedeva due cicli di immunochemioterapia in regime di ricovero. Sono pronto (si fa per dire) per la seconda fase, che rappresenta il cuore dell'esperimento e inizierà dopo un'ulteriore chemioterapia preparatoria. Si tratta della terapia CAR T. La novità del protocollo è la somministrazione di questa cura nella prima linea di trattamento.
L'ultima PET mostra che i primi cicli sono stati efficaci. Sono stati molto intensi, ma li ho sopportati bene e hanno fatto il loro dovere. Una massa di dimensioni ragguardevoli è praticamente sparita. Le localizzazioni alle ossa non sono più visibili.
Non canto vittoria per scaramanzia e perché il linfoma c'è ancora. Bisogna dargli il colpo di grazia. Ha dimostrato di essere un mostro da non sottovalutare. E manca la parte più delicata.
Perché ho accettato di essere una sorta di cavia? L'idea di contribuire al progresso della scienza non mi dispiace affatto, ma la verità è che ho deciso di fidarmi dello staff che mi segue. È tutto più difficile quando hai seri dubbi sulla competenza di chi ti sta curando e prendi tempo, magari per avere un secondo parere. E poi le mosse impreviste scombinano le carte del destino. Ho bisogno di decisioni istintive. Voglio creare le condizioni per immaginare svolte sorprendenti.
Ricordo ancora il momento in cui una dottoressa mi ha proposto l'adesione al protocollo. Ci ho pensato per circa un nanosecondo e ho detto sì. La dottoressa sembrava stupita per la rapidità del mio processo decisionale e scommetto che si era preparata un discorso per convincermi. Non mi serviva. Volevo fidarmi.
5. Evito la TV generalista
Questa è facile. Lo faccio da anni. Un piano deve contenere azioni di facile esecuzione, altrimenti uno si scoraggia.
Non è snobismo. È disgusto. Solo il televisore acceso all'interno di un bar può farmi deragliare ogni tanto. Ma si tratta di episodi molto rari.
Non chiedetemi di evitare i bar. Non sono pronto per questo. Al massimo cercherò di selezionare bar privi di televisore.
Il mio piano è tutto qui. E ora, come cantava Doris Day: «Que sera, sera».
[L'Ideota]
My mother did this to me a few years ago and I’m still mad about it
(For those unaware: Whamageddon is an annual game/challenge around Christmastime where the goal is to go as long as possible without hearing the song Last Christmas by Wham!. You lose the moment you recognize the song.)
Last Christmas (Wham! cover) by Das Mörtal [Free download on BandCamp]