It’s all messy: the hair, the bed, the words, the heart. Life.
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@theboysdarkmind
It’s all messy: the hair, the bed, the words, the heart. Life.
Johann Wolfgang von Goethe (via thoughtkick)
23:38 - 08/02/21
Ti capita mai di guardare qualcosa e non dare la particolare importanza che forse meriterebbe? Ecco, mi è accaduto proprio oggi, ma subito dopo mi si è catapultato in testa un segnale difficile da ignorare, che mi ha invitato senza possibilità di scelta a guardare oltre alla semplice apparenza. Vorrei non averlo fatto, ma è stato inevitabile. L’ho fatto. Dietro a ogni gesto si nasconde sempre un soffio di verità, anche se spesso quel soffio diventa un ciclone incontrollabile che può travolgere chi attento e dubbioso si sporge a osservare. Oggi proprio quel ciclone mi ha travolto e mi sono fatto trasportare dalle sue spirali, che ti innalzano per poi violento scaraventarti lontano. Ne sono uscito ferito. Non riesco a spiegarmi come si possa essere incerti su una certezza, come possa essere così difficile lasciare andare qualcosa che ha lasciato l’amaro in bocca.
Dovermi sempre lamentare con me stesso, per come sono, mi sfinisce. Ma devo farlo, non riesco a trattenermi e non posso nemmeno farne a meno, specialmente ora che non riesco a dormire a causa di tutti questi pensieri che mi martellano la testa senza sosta. Forse è un modo per scaricare tutto quello che accumulo. Così creo una nuova nota e scrivo. Non è da me. Tante volte tengo dentro e vado avanti: mi sembra stupido mettersi a scrivere pensieri del genere, ma in realtà è più stupido pensare che lo sia.
Perché sono così debole davanti a tutto e a tutti? Perché sono così fragile di fronte alla vita? Mi pongo spesso domande simili alle quali non so darmi una risposta: perché la gente si approfitta degli altri senza alcun timore? Non riesco ad accettarlo, specialmente perché fa male e ne sento oramai il peso sulle spalle. Trascinandomi in questo modo dove potrò arrivare? Troppe domande senza alcuna risposta. Nessuno che ti aiuti anche se ne hai bisogno.
Niente.
~theboysdarkmind
28/09 1:40
Gli altri mi rovinano, perché non faccio altro che sentire la mancanza di qualcuno che tenga a me e quanto più cerco tanto meno trovo. Arriva il momento in cui qualcuno di importante lo trovi, o almeno lo credi, ti fa credere che lo sia.
Ma perché legarsi a qualcuno se poi ti farà del male? Vale la pena rischiare ancora? Me lo chiedo spesso nei miei incubi ricorrenti.
Vivo nell’inquietudine che da tempo mi appartiene, aggravata dal male che mi è stato fatto. Perciò a volte quell’inquietudine diviene terrore e non posso far altro che aspettare che passi, come sempre. Ciò non toglie quell’irrazionale velo di paura che mi accompagna in ogni momento. La soluzione sta forse nel trovare la giusta distrazione nel quotidiano? E se così fosse, sarebbe giusto vivere di distrazioni?
Vale davvero la pena continuare a rischiare quando si è già al limite?
~theboysdarkmind
Domani tutto inizia, o finisce. Dipende dalla prospettiva.
Sottile
“Soprattutto imparammo a conoscere la morte, a un'età in cui di solito ci si considera immortali.”
— La voce del Vietnam - Philip Caputo
"E sono stanco di cercare di migliorare tutto, tanto alla fine è sempre la stessa merda."
Stai bene?
Fra ma ti sembro una che sta bene?
"Tutti questi ricordi, mancanze, ansie, paure, la nostalgia di cose, storie, persone ormai passate, il legame ancor forte a ciò che ormai non più mi appartiene, quei desideri troppo tardi per essere realizzati... tutto questo mi uccide."
sai come ci si sente a non essere capiti da nessuno
"E continuo a farlo."
Come un uragano
"E con te avrei voluto non fare i miei soliti errori, ma ..."
"Non si può scappare da tutto per sempre..."