Siamo la somma di così tante cose che alla fine perdiamo il conto e decidiamo di essere quello che ci pare.
Lunedì 3 ottobre 2022
Sade Olutola
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@venerdi17aprile
Siamo la somma di così tante cose che alla fine perdiamo il conto e decidiamo di essere quello che ci pare.
Lunedì 3 ottobre 2022
Patrizia Cavalli
25 maggio 2022
“Non confondere il tuo destino con i mali del passato che proietti nel futuro.”
— Alejandro Jodorowsky
Sempre 25 maggio 2022
Non c’è una seconda occasione per dare la prima impressione.
Oscar Wilde
25 maggio 2022
Riparti, reinventati un po’.
Riviviti, ricomincia da zero.
Non sei che una tela bianca ogni volta
Che ti dai l’opportunità di guarire.
E se senti la confusione nel cuore,
È giusto, si vive così.
Se ti dai l’occasione di vibrare
È perché vuoi sentire com’è
La brezza della novità su di te.
E se ora ti serve la calma,
Riposa, fermati, attendi.
Non si torna mai come prima
Ma si torna.
29 marzo 2022
23 anni e i resoconti di fine anno
Sono passati tanti anni dall’ultima volta che ti ho toccato, ci sono cose che non ricordo più. Poi mi fermo un attimo a pensare a qualcosa e mi torna in mente qualche scena vissuta con te. Nessuno mi ha mai fatto provare emozioni forti come hai fatto tu, giusto l’altro ieri ho sentito dire da un ragazzo che fa clinica che magari si torna a certe persone perchè si fa difficoltà a raggiungere l’intimità con gli altri e quando la trovi con qualcuno poi sai che con lui non hai bisogno di maschere e ti puoi lasciare andare, solo con quella persona ci riesci. E io come un fulmine a ciel sereno ho pensato a te, non c’entravi niente. Io mi dico che ormai basta, l’adolescenza è finita però quando ripenso a certe cose mi sorprendo di come ho fatto a dimenticarle, vorrei parlarne con qualcuno perchè forse ti sottovaluto. Mi dico che non sei stato così determinante ma forse il tuo effetto su di me è stato più forte di quanto io pensi. Da quando mi sei scivolato tra le dita non credo mai che qualcosa mi sia dovuto, penso sempre che se qualcuno se ne va o mi fa un torto alla fine non me la posso prendere, ci sta, va così, mica posso pretendere che qualcuno rimanga qui. Ma tu che fai ora, come vivi, ci pensi mai a me. Da un po’ di tempo penso che vorrei scriverti, avrei voglia di parlarti, ora che siamo cresciuti un po’ rispetto ad allora, cercherei di capire che ne pensavi di me e che ne pensi ora, se anch’io ti ho lasciato il segno oppure non ti sei mai posto il problema di cosa fossimo. Qualcosa mi dice che a me tu ci pensavi, non è una presunzione ma è il modo in cui mi facevi sentire. Io che non mi fido mai di nessuno, che non posso interessare a quella persona ti pare, ecco sì pensavo di piacerti un po’ a te, di averti scombussolato qualche equilibrio altrimenti perchè te ne saresti andato così tante volte. E comunque io mi ricordo tutte le volte in cui ti ho visto dopo allora, qualcosa si sfoca però ci sta, forse non ti amavo che ero piccola per sapere che volesse dire o forse era solo presto, altro tempo insieme e ti avrei amato. L’avrei saputo fare tanto ero concentrata a crescere. Credimi se ti andasse di parlare un giorno di questi vorrei tanto incontrarti di nuovo e sapere che fai, se vivi bene e sei contento. Io intanto sono qui che aspetto di sapere se ho il Covid ancora una volta, chissà quanto scazzo ho davanti, quest’anno ha fatto il suo, il prossimo anno si vedrà, vedremo. Forse dovrei scriverti io, prendere l’iniziativa, tanto sono io che combino la mia vita.
28 dicembre 2021
“C'è una parte di me completamente libera, priva di pregiudizi e regole, pure un po’ hippie. L'altra parte di me, invece, è rigorosa, attenta a tutto, troppo rigida. Una farfalla con un'ala di piombo: è un casino.”
— Susanna Casciani
14 luglio 2021, leggo nei miei post passati la cronaca dei miei cambiamenti, l’evoluzione nei miei pensieri e gli improvvisi ritorni al passato. Leggo che vorrei provare l’amore, che a volte mi sento fredda o che mi manca qualcuno. Oggi appartiene ad un periodo strano, fatto di nuove decisioni e vecchie memorie. Guardo le mie mani abbronzate e penso che senza smalto mi piacciono di più, mi guardo i lineamenti e mi accorgo di quanto tempo sia che non mi soffermo a guardarmi allo specchio, è tanto che non mi trucco un po’, sono come ferma al punto zero per quanto riguarda l’aspetto fisico. Forse perchè devo concentrarmi così tanto sul mondo interno che a volte la concentrazione nemmeno basta, serve un miracolo. Desidero provare il senso di connessione con qualcuno, quello ancora rimane, la voglia di perdermi nel bene dell’altro senza sforzi o indugi, il solo lasciarmi andare. Amo la diversità dei volti, delle persone e dei loro modi di fare; apprezzo la bellezza nelle sue varie forme e spero tra queste di trovare un giorno la mia.
24 aprile 2021, sono chiusa in casa da una settimana e mezzo e mi fa tutto schifo, vorrei vomitare tutto quello che non riesco ad esprimere, lo schifo che provo verso questa situazione assurda, che ci lega dentro queste quattro mura le quali dovrebbero dare sicurezza e invece ora mi fanno sentire costretta, soffocata. Mi viene la nausea al pensiero di tutto, sono sovrastata da rotture di coglioni come mascherine, lavaggi continui delle mani, fissità fisica e mentale. È un sabato pomeriggio di sole che non ha nulla a che fare col sabato, è orribile. Devo reggere fino alla fine ma come si fa.
È arrivato un altro autunno
e tu non sei qui con me
manchi da mesi ormai
e non torni più
a vedere l'amaro che hai lasciato.
Quella panchina sarà fredda questo inverno
sarà freddo il mio cuore,
ha bisogno di riparo, un intervento immediato, una scossa, magari una via d'uscita.
D'entrata sarebbe meglio, che qui nessuno si ferma mai.
Non parlo più di te
se non del tuo ricordo, dei tuoi capelli e del tuo viso e della tua moto e di te, a volte.
Ecco le parole che mi ritrovo tra le note del telefono, credo siano del 2016 o giù di lì e oggi è il 2021. Ricordo di averle scritte ma non ricordo più come si sta ad avere qualcuno a cui dedicare amore e come si fa a ricevere attenzioni. Condivido ancora alcuni stati d’animo, il fatto che nessuno si ferma mai, ma non sento più quel calore che avevo voglia di condividere al tempo. Nel mezzo c’è stata una pandemia tuttora in corso, forse sono più fredda anche per quello, ma a volte sento un calore e un bisogno fortissimo di legami, di esprimermi, di amare ed essere amata.Consivido con me stessa questi pensieri nella speranza di vedermeli crescere come mi è successo oggi imbattendomi nel passato.
24 marzo 2021
20 marzo 2021
e io sto nei posti che mi immagino non in quelli in cui mi trovo,
mi sento a casa nelle immagini e non al suolo
mi sento intensità dispersa nell’aria
libera di crederci e un giorno di diventarlo
28 febbraio 2021
3 febbraio 2021
Quanto vorrei scrivere per dare forma a come mi sento ma non so da dove cominciare, c’è qualcosa che scava e non lo capisco. Allora penso alle cose più forti ed espressive che mi vengono in mente e appena ci provo mi viene in mente di scriverti, dopo tutto questo tempo ancora mi viene in mente di scrivere a te. È assurdo che nessuno abbia mai più preso il tuo posto. E penso di scrivere a te perché credo che tu potresti capirmi, la sola persona con cui ho mai sentito di avere una connessione tanto forte, e spero di avere ragione, tu non sai quante ci rifletto e dico che forse mi sono inventata tutto, che la sentivo solo io quella connessione, che mi sono immaginata ogni cosa sulla base di come io mi sentivo, tu tranquillo nella tua testa strana e per me così affascinante. Non so davvero come tu possa mancarmi, come cavolo sia possibile. Alla fine ce c’è da mancare? Che c’è da pensare? Che la maggior parte delle cose me le sono anche dimenticate, mi ricordo solo il bene che sentivo e che come cazzo è possibile sento ancora. Ma cazzo dovrei uscire, conoscere qualcuno e non è il coronavirus che me lo impedisce, la realtà è che ogni volta che incontro qualcuno nessuno regge il confronto con te. Cazzo basta vattene, sono così stanca.
Sarà che il giorno della memoria mia
27 gennaio 2021
Cerco un film morbido e sentimentale, che sappia di calore e mi faccia immedesimare, avvolgente.
Se avete consigli scrivetemi please
Mercoledì 30 dicembre 2020
Mi sono svegliata col piede sbagliato. Niente di particolare, è uno di quei giorni in cui non sei piena di buoni propositi, anzi non ne hai nessuno, dovresti solo studiare e rispettare l’ordinario, la routine, perché gennaio è vicino e ci sono mille esami in vista. Eppure non ci sono con la testa su quel rigore, sarà la “non voglia” che mi fa credere di essere un po’ fuori dal contesto oppure è effettivamente così. E poi leggo questo, come un lampo è la verità. In un anno difficile, in cui abbiamo vissuto le esperienze che di solito avvengono in un secolo, ci sentiamo stanchi, forse anche insoddisfatti e difficilmente siamo riconoscenti di stare bene. A volte mi accorgo di non saper vedere, non mi aspetto più di trovare la bellezza nel quotidiano, sono sempre in cerca di altro, del dopo, di andare oltre per poi non godermi il momento. In quei momenti perdo la capacità di essere felice, di sentirmi nel posto giusto con le persone giuste, di vedere che sto bene e non ho bisogno di altro. Eppure ci sono degli attimi, piccoli e fulminei, in cui mi ritrovo nelle cose che faccio, mi guardo intorno e le mie aspettative vengono meno, semplicemente il mio stare bene coincide con quello che ho intorno e mi sento felice anche se per qualche istante. E così la pizza alla città della domenica diventa indimenticabile, i tramonti della Sicilia sono valsi l’attesa sui ciottoli più scomodi del mondo, la partita a carte con la nonna è la cosa migliore del Natale e le giocate a bestia con gli amici ti fanno stare bene anche se perdi tutto quello che hai nel portafoglio. Ecco mi auguro un nuovo anno ricchissimo di questi piccoli momenti di lucidità, di credere in qualcosa e non lasciare che tutto accada senza un senso, di dare un significato alle cose e di aspettarmi sempre qualcosa, di avere desideri e non disillusioni, di sapermi aspettare il meglio e non il “tanto non ci credo”, di avere fiducia e fede in qualcosa perchè una delle lezioni più importanti che ho imparato all’università è che “la vita non ha un senso perciò avere fede è una fortuna” .
Vorrei scrivere di me, di come mi sento ma non mi vengono le parole, le cerco tra le pieghe delle lenzuola, delle tende, tra le mie parole e l’intreccio dei miei pensieri. Penso a te a cui ho dedicato le mie frasi preferite fino a poco tempo fa e non mi rendevo conto che ormai non so più nemmeno chi sei, che vita fai e se mi piaceresti ancora. Penso alla mia voglia di cambiare e di cambiare il mondo, di fare e disfare per poi rifare di nuovo, alla mia voglia di imparare, alla curiosità di sapere, quella vera, che senti che ti appaga. Penso a quel che sarà di me, al fatto che mi dovrò trasferire prima o poi per seguire quel che mi piace e alla paura che ho. Penso a me che sono così indipendente eppure così insicura, csì convinta di niente e al tempo stesso autentica. A come mi piace non essere mediocre, a come odio la gente “priva di contenuti”, a come la mia solitudine abbia alzato così tanto l’asticella delle mie aspettative. Penso al nonno, alle preghiere che gli rivolgo ogni volta, alla forza che mi da, alla nonna, alla tenerezza che sprigiona e alla forza che ha. Penso ai miei, che mi hanno fatto tardi e forse non hanno più tanta voglia di stare al passo con me, o almeno così temo, ma anche alle cose che mi hanno trasmesso senza mai farmelo notare, impercettibilmente in ogni cosa che faccio c’è così tanto di loro. Penso a chi non vedo più da tempo e a chi ho ricominciato a frequentare. Penso che penso troppo, che sono le 21.23 e dovrei cercare un film da vedere che poi ci sto gli anni e non trovo niente che mi piace. Penso che cavolo quanto penso, penso che la chiudo qui, penso di sì.
16 dicembre 2020