Peace & Love
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“Could you be loved” – Bob Marley
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@321clic
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“Could you be loved” – Bob Marley
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52 e non sentirli (o almeno, non tanto)
Happy Birthday to me… (Appena capisco come si fa ad aggiungere un mp3 con la nuova versione di WordPress per iPhone lo metto!)
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Freak on a Leash
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4 is the new 7
4 is the new 7
Son due giorni che c’è nebbia. Poca e solo in certi orari, a dire il vero, e molto meno di quella che vorrei vedere. Sentire. Mi piace, è come un alito fresco sulla pelle. Come un filtro che smorza la bruttezza al di là dell’obiettivo. Come quando ti svegli con gli occhi appannati e le orecchie ovattate, e non hai ancora la percezione del troiaio in cui ti infilerai un attimo dopo aver poggiato…
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Dream On "Dream On" - Aerosmith (Woodstock '94)
Quando tutto questo sarà passato
Quando tutto questo sarà passato
Seguo questo blog da tanto tempo, e ogni post, non solo questo, meriterebbe di essere letto e diffuso il più possibile.
Lei è una che ti prende in mano gli occhi e il cuore, e li fa rimbalzare oltre le porte degli ambulatori, del Pronto Soccorso, della rianimazione, e quando tornano indietro non sono più gli stessi.
Grazie e lei e a tutti gli altri che ogni giorno restano nel SSN con tenacia e…
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Dopo il buio torna sempre il sole Sfocato, sgranato, tentato, fallibile, imperfetto. Ma vissuto. Buon anno. La musica, per una volta, mettete la vostra.
California Dreamin’
California Dreamin' #2
California Dreaming #2
Non so come gli sia venuto in mente di scrivere qualcosa sulla California, ma quando me lo ha proposto non ci ho pensato neanche un attimo. Qui sotto il mio pezzo, qua il suo. Merry Christmas, dear friend, ci si rivede tra qualche giorno.
Tu pensi che L’America sia grande, che gli Stati Uniti siano grandi, è inevitabile. E l’unico continente che conta due, e ogni fotografia pubblicata sulle…
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Finally.
“Stairway to Heaven Live” – Led Zeppelin
https://321clic.files.wordpress.com/2019/11/led-zeppelin-stairway-to-heaven-live.mp3 Skyway 3469 Finally. "Stairway to Heaven Live" - Led Zeppelin
Night-time #2
Di notte cerchi l’equilibrio che manca di giorno. A volte lo trovi.
“Everyday” – A$AP Rocky ft. Rod Stewart, Miguel, Mark Ronson
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When the future becomes the past
“Blade Runner (End Titles)” – Vangelis
https://321clic.files.wordpress.com/2019/11/blade-runner-end-titles-vangelis.mp3
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Poche cose mi toccano quanto la questione dell’acciaio. Ci ho messo un po’ a digerire il tuo ultimo post e avevo iniziato a commentare sotto, ma le righe s’allungavano e allora è finito qui, anche se non son certo capace di scrivere nello stesso modo.
Un post che è un flashback. Taranto e Terni, due città intrise di questa lega ferro-carbonio fino alle ossa. Di tutta la popolazione, perché non c’è nessuno che non abbia un padre, un figlio o un fratello nello stabilimento o in una delle controllate.
Quando nel ’94 il governo Prodi ha privatizzato le Acciaierie io ero già dentro, mio padre prima di me per trentacinque anni. C’ero quando l’accordo garantito da Schröder e Berlusconi finì nel cesso e l’intero reparto del magnetico fu chiuso. C’ero quando il getto d’olio bollente uccise sette colleghi a Torino, nello stabilimento già destinato alla chiusura. Del processo che seguì, parliamone. C’ero quando la fabbrica è stata acquistata dai finlandesi, obbligati poi un attimo dopo a rivenderla dalla commissione antitrust europea. Ci sono stata ogni volta che un accordo siglato per il mantenimento delle quote produttive è stato disatteso e trasformato in una riduzione del 50%. Con la logica riduzione del personale.
Nella foto qui sotto c’è il riflesso della torre del BA, l’impianto di finitura che produce quei meravigliosi rotoli a specchio universalmente conosciuti sotto forma di cestelli di lavatrici o posate Alessi. L’ho scattata nel piazzale interno, quello che di solito accoglie TIR e treni, quello in cui ci si ritrovava per gli scioperi e le brutte notizie. Era il 9 ottobre del 2014, il giorno in cui ho capito che il mio lavoro era andato a puttane, che la mia vita 1.0 si stava frantumando come l’asfalto che calpestavo.
Poco dopo mi sarei ritrovata a Roma a prender manganellate dalla polizia, a bloccare stazioni ferroviarie e caselli autostradali a piedi, poi ancora a Bruxelles per cercare di difendere l’indifendibile, era tutto già deciso. Nessuno ha ascoltato le nostre ragioni, o forse si, ma nel bilancio dell’economia europea e mondiale sono altre le forze che contano. Tre mesi di sciopero, quattrocento dimissioni “volontarie“. A costo zero le mie, che ho provato a resistere fino all’ultimo.
Leggo e continuo a trovare similitudini. Ci vuole un Nobel in economia per intuire che se vendi una fabbrica a un competitor straniero, al primo problema chi ci rimette è la tua terra? Che il sindacato tedesco è unitario e più forte, e un operaio di Bochum vale il sacrificio di 600 nostri? Che gli accordi scritti valgono quanto la carta straccia? Che le ragioni della concorrenza non hanno niente di umano ed è più conveniente sfruttare indiani senza protezione che investire sul risanamento ambientale di un sito italiano? Che ai più giovani non gli puoi offrire una casa e un futuro a rate di contratti interinali?
Abbiamo una galleria che qualcuno ha pensato di far passare esattamente sotto la discarica dell’acciaieria, e ora che le infiltrazioni fanno scendere acque contaminate sulle auto in transito, il problema è discutere sulla percentuale di pericolosità del cromo esavalente e sui danni economici della chiusura per lavori, invece che affrettarsi a rifare l’impermeabilizzazione.
L’incidenza dei tumori è ugualmente ben oltre la media, e colpisce sempre più presto. Mi ha toccata personalmente e profondamente. Mio padre non ha avuto il tempo di vedere la mia vita 2.0, per il suo tumore al fegato sono bastati sei mesi. La mia migliore amica è uscita bene da uno all’utero, ma grazie alle cure ricevute in un’altra regione. Terni non è famosa per la qualità della medicina pubblica e neanche per la rapidità dei servizi: devi avere qualche soldo da parte per poterti permettere cure private o in un’altra regione, altrimenti hai un problema. A volte non risolvibile.
Leggo e penso che il passato non ha insegnato niente. Una serie di flashback tutti uguali a se stessi. Chiunque ci sia in alto, qualunque sia la fabbrica, gli errori son sempre gli stessi. Come le vittime.
La mia fuga non è stata una resa, me ne sono andata con le armi in pugno per non lasciar vincere loro contro di me. Fuga per la vittoria ma anche fuga per la sopravvivenza. Qualcun altro si è adattato, io non ci sono riuscita. Non so quanto ci sia di onorevole in questo, però so che l’acciaio si tempra e ti tempra. E’ questo che contraddistingue chi d’acciaio ci vive.
“Una guerra fredda” – Le Luci della Centrale Elettrica
https://321clic.files.wordpress.com/2019/11/una-guerra-fredda-le-luci-della-centrale-elettrica.mp3 Flashback (Da Taranto a Terni, 9 ottobre 2014) Poche cose mi toccano quanto la questione dell'acciaio. Ci ho messo un po' a digerire il tuo ultimo post…
Ghost in the Shell
“Ci aggrappiamo ai ricordi come se ci definissero… ma non è così. È quello che facciamo a definirci.”
“Be yourself” – Audioslave”
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I go to sleep "I Go To Sleep" - Chrissie Hynde Live on KCRW
I go to sleep "I Go To Sleep" - Chrissie Hynde Live on KCRW
Where is my mind? "Where is my mind" - Placebo