Il riscatto del New Queer Cinema
Ancora oggi, nell’era dell’informazione globale, chiedere ad un ragazzo o ad un adulto cosa sia il Queer e, nello specifico, il Queer Cinema, equivale a farli cadere in attimi di profonda indecisione. Persino in un mondo in cui le informazioni circolano veloci quasi come la luce, ci sono degli argomenti ancora non del tutto esplorati e conosciuti.
Cos’è il Queer Cinema e quale è stato il suo sviluppo nel corso degli anni?
Al di là di ciò che si possa pensare, il Queer Cinema, o Cinema Gay, non si è diffuso negli ultimi anni, ma ha subito un lungo processo evolutivo. Innanzitutto, bisogna saper distinguere tra:
Film esplicitamente LGBT, in cui il personaggio principale è gay e la trama ruota attorno a questo;
Film in cui uno o più personaggi secondari sono gay, ma non ricoprono un ruolo predominante nella trama generale;
Film in cui ci sono delle sfumature omoerotiche, volute e non.
“Scene queer” si incontrano già nel cinema muto: il primo riferimento omoerotico in ambito cinematografico è datato 1895: si tratta del muto Dickson Experimental Sound Film, dove troviamo due uomini che ballano un valzer mentre lo stesso Dickson suona il violino.
Il Queer cinema ha subito un lungo processo evolutivo ed ha cambiato radicalmente volto negli anni. Nelle prime rappresentazioni l’omosessualità non era esplicita e il massimo che si poteva vedere erano uomini truccati con atteggiamenti effeminati o donne in atteggiamenti mascolini. Oltretutto, lo scopo era quello di ridicolizzare queste figure e non di dar loro una vera e propria affermazione sociale.
Come erano visti questi nuovi personaggi?
Anche stavolta, come in molti ambiti della storia umana, è determinante la differenza tra il ruolo dell’uomo e quello della donna: due uomini effeminati diventavano oggetto di derisione, due donne in atteggiamenti maschili assumevano un certo sex appeal.
Per la prima vera e propria manifestazione queer nel cinema dobbiamo aspettare al 1930, l’anno del primo bacio omosessuale della storia del cinema. È la sfrontata cantante di cabaret Amy Jolly (Marlene Dietrich) in Marocco a baciare una donna del suo pubblico.
Tutto ciò non poteva passare inosservato e subito si corse ai ripari con il Codice Hays, atto ad eliminare tutte le scene cinematografiche ritenute indecenti, comprese quelle omosessuali.
Nonostante ciò l’omosessualità non smise di essere rappresentata, ma i registi preferirono introdurre nei film tracce di omosessualità velata attraverso degli escamotage, come l'attaccamento alla madre o la sensibilità artistica.
A cambiare radicalmente sono i personaggi messi in scena. Non abbiamo più soggetti goffi e comici oggetto di derisione, ma abbiamo i cattivi, gli antagonisti delle pellicole che pagano con la morte la loro grande colpa: l’omosessualità.
È negli anni ’60 che la censura va affievolendosi lasciando spazio a film più espliciti.
La giornalista femminista B. Rudy Rich conia nel 1992 la definizione di New Queer Cinema. In questo periodo Festival come quello di Berlino e il Sundance Film Festival mostrano sempre più apertura nei confronti dei film a tematica gay. Tra i registi portatori di questo nuovo filone troviamo Pedro Almodóvar el’impensabile Alfred Hitchcock.
Cosa ha portato alla nascita del New Queer Cinema?
Ci troviamo in un periodo in cui la comunità LGBT ha bisogno di legittimare se stessa e trovare un posto nella società. Cosa c’è di meglio del grande o piccolo schermo per entrare nel quotidiano e affermare i propri diritti? Il tutto agevolato dal proliferarsi del cinema indipendente. Il New Queer Cinema non ha tematiche fisse, non segue un filone unico. Come afferma Todd Haynes parlando del suo film Safe : “Il cinema omosessuale è caratterizzato non tanto dalle sue storie - che riguardano personaggi gay - ma dallo stile, che si vorrebbe innovativo e capace di veicolare nuove visioni del mondo e punti di vista differenti. In questo senso credo che Safe sia gay: la sua prospettiva non è quella dominante; è una visione del mondo non desunta dalla cultura mainstream”. Il New Queer Cinema non abbraccia un solo genere : si passa dalla commedia ai documentari. Ciò a cui si mira non è la creazione di un genere cinematografico fisso con caratteristiche stabilite, piuttosto si tende alla creazione di un’identità sociale, in tutta la sua vastità, attraverso lo strumento che arriva a tutti: il cinema.
Nel 2006 hanno ricevuto nomination per il premio Oscar tre film con tematiche LGBT: I segreti di Brokeback Mountain, Transamerica e Truman Capote - A sangue freddo. Ciò ha segnato un importante step per la comunità LGBT e il Cinema Gay.
Introdotto come termine dispregiativo, Queer è ora pienamente legittimato e utilizzato all’interno della comunità LGBT. Così come il Queer Cinema, che è nato come raffigurazione sarcastica del mondo gay ed è approdato al New Queer Cinema: un grande traguardo per la comunità gay americana e mondiale.
Si pensi al Sicilia Queer Filmfest che dal 2013 si propone attraverso il cinema di combattere le discriminazioni. Non è una vittoria ancor più grande che questa iniziativa provenga dal Sud, da sempre considerato il luogo più arretrato d’Italia?
Ci troviamo di fronte ad una società che sta cambiando, una società che inizia ad accettare i diritti LGBT e a considerare la comunità LGBT non come un qualcosa di costruito a tavolino, ma come una realtà viva e palpitante. Il cinema è una grande mezzo di diffusione e comunicazione, è un grande strumento culturale per mostrare a tutti la realtà in tutti i suoi colori e tutte le sue magnifiche sfumature.
Bossy
Marika Ambrosio
















