Baby Misty was just too cute!

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@alohomelmora
Baby Misty was just too cute!
1x76 All Fired Up / 5x07 Dueling Heroes
“He’s making a big mistake.”
“Maybe he is but Ash has got to fight these battles his way.” 1x77 Round One Begin
“You know the way Misty turned it all around in the end kinda reminds me of your battling style don’t you think?”
“I don’t know about that.” 5x07 Dueling Heroes
animations-daily’s 100k celebration week: Day 4: Favorite Relationship » Ash and Misty/Satoshi and Kasumi (Pokemon)
And Ash is never really alone cause he’s got…me.
My Heart 💕💕💕💕💕💜💜❤❤💛💛💙💙💚💚💗💗💖💖💖💓💓💞💞❣❣💘💘
*same energy*
( Brock, Ash and ) Misty in “The Water Flowers of Cerulean City” (Pokemon Indigo League) and Ash and Misty in Pokemon Sun and Moon.
Well, at least she get her sunset. ♥
Aw pokeshipping
Ash and Misty
Dotati - L'accademia - "Liberi" (on Wattpad) https://my.w.tt/NKhg1h6SIK La città sembrava mostrare il suo lato migliore a quell'ora della notte. Tutto dormiva e taceva, e quasi era impossibile pensare che qualcosa di brutto era accaduto poche ore prima. Un urlo, non udibile da coloro che non possedevano il dono, sembrava aver frantumato quell'invisibile velo tra la comunità dei dotati e quella degli umani. [Copertina foto © pinterest ]
Nella vita di tutti i giorni un personaggio con la caratterizzazione di Hannah Baker verrebbe più che semplicemente criticato. E’ così. Io lo so. Perché è qualcosa che ho provato sulla mia pelle. Da persone che reputavo le mie migliori amiche.
Non voglio fare di quanto scriverò le mie “cassette”, non ho intenzione di fare alcune idiozia, semplicemente ho anche io le mie ragioni che mi hanno portato a pensare, a volte, se valesse davvero la pena continuare ad andare avanti. Se non fosse meglio sparire, iniziare da capo altrove.
Mi importa sin troppo di quello che le persone pensino di me, è vero. Lo so. Vivo seguendo il giudizio delle persone, spaventata addirittura da quello che potrebbe essere ciò che pensano nei miei confronti.
Annullo me stessa, a volte, al pensiero che quella persona potrebbe forse non accettarmi più.
Ho mille difetti, ma credo allo stesso tempo di avere altrettanti pregi. Non sono orgogliosa, e sono disposta a tutto pur di non perdere un’amicizia. Ma è un punto, questo, che toccheremo più avanti.
La prima ragione che mi fa pensare che ho sbagliato tutto nella mia vita, è il non aver mai avuto un ragazzo. Non ho mai fatto un’esperienza come quella che tutti raccontano, niente primo bacio. Già.
E non importa cosa pensiate, è fottutamente imbarazzante. Mi vergogno anche solo di dirlo in giro, probabilmente è per questo che nessuno lo sa. Credo di averlo raccontato a tre persone soltanto, e non sono neanche certa sia il numero esatto. Come questo mi fa sentire? Da schifo. Probabilmente sono semplicemente una sfigata, è così che mi sento. Magari sembra una cosa stupida, ma è qualcosa che ti fa completamente crollare il tuo pensiero di te stessa. Probabilmente è anche per questo che non ho autostima e mi sento brutta. A volte tendo a guardarmi allo specchio e pensare che forse ciò che vedo non è poi così male, ma poi mi rendo conto che non è così. Mi sto semplicemente sopravvalutando.
Tutti parlavano del loro primo ragazzo, dei loro ex, ed io che ogni volta che questo accadeva cercavo di cambiare discorso. Ma non sempre riuscivo a farlo perché ogni volta che aprivo bocca era come se da quest’ultima uscisse la cavolata del giorno. Ammesso e concesso che ci fosse qualcuno ad ascoltarmi. Ed eccoci qui alla seconda ragione: L’esclusione. Ti sei mai sentito importante per qualcuno? Io no. C’era sempre qualcuno che veniva scelto prima di me. E non era come essere scelti per ultimi alle partite di pallavolo a scuola, ma peggio, perché quelle persone che reputavi le tue migliori amiche non ci pensavano due volte a sostituirti con qualcuno che, a quanto pare, era mille volte migliore di te. Ho subito mille critiche da S. anche solo per le canzoni che ascoltavo, o ciò che mi piaceva, ma la cosa peggiore è stata quando, dal nulla, mi sono ritrovata al banco da sola senza uno straccio di spiegazione perché M. aveva deciso di prender posto vicino ad S. dopo che quest’ultima aveva litigato con MG. Ed io? Cosa ne era di me?
Sola. Esclusa. Quasi come se a nessuno importasse della mia presenza.
Probabilmente è per questo che con il tempo, ogni volta che qualcuno sceglieva qualcun altro a me, cavolata o meno, ne restavo ferita. E quando dall’altra parte ne venivo criticata ci stavo peggio. Non è colpa mia se tutti mi mettono da parte, prova anche solo ad immaginare come /tu/ ti sentiresti al mio posto, anziché farmene una colpa, prova per una misera volta ad immaginare come io possa sentirmi ad essere esclusa. Fa male. Molto male.
Che sia poi il fake, o quanto vivi tutti i giorni, è solo un remind di come tu sia passeggera nella vita di qualcun altro. Di come sostituirti sia facile. E più tendono a incolparti e farti capire quanto tu sia stupida, più stai da schifo, più non capiscono che la tua è solo paura di essere sostituita. Non voglio essere la prima scelta di nessuno, non voglio pretendere nessuno a far sì che io sia la loro prima scelta, ma per una volta vorrei che qualcuno capisse, i loro gesti, seppur piccoli e futili, possono creare mille graffi in qualcuno, e quei mille graffi non fanno che ingigantire una cicatrice già esistente. Non ero gelosa perché SK aveva a che fare con L., ero infastidita dal fatto che non capisse come potessi sentirmi messa da parte. Quante possibilità ci sono che una persona dimentichi casualmente sempre e solo ciò che deve commentare a me? Tutti quei “domani” che non si sono mai avverati e sono durati mesi. Perché bisognava farmene una colpa se ci restavo male? Io non ti ho fatto una colpa dicevi di non aver tempo, e non importa cosa tu possa anche solo pensare, non ho MAI messo i pg sulla nostra amicizia. Ed avrei mille e mille ragioni da elencare, ma non voglio farlo. Non ho intenzione di rinfacciarti nulla.
Ma se non ti sei resa conto del mio repentino cambiamento, di come i miei modi di pormi siano poi cambiati in quella che sarebbe poi stata l’ultima volta che ci siamo sentite, è perché, come tutti, è difficile capire quanto una persona soffra o stia male. Al punto magari da rinunciare a quella che reputi un’amicizia importante, un’amicizia che l’ha fatta star male perché vedeva dall’altro lato quelle che erano risposte fredde e distaccate. E quando ti fa star male smette di essere un’amicizia. Diventa passato. Quindi okay. Tu saresti stata meglio senza di te, io avrei aggiunto un altro nome alla lista di persone che perdevo. Perché a quanto pare sono brava in questo.
Si è mai chiesto qualcuno perché cambiavo atteggiamenti e non ero più me? No.
Così come nessuno si sarà accorto che questo è una terza ragione per cui sono la persona noiosa, sempre assente e triste e lamentosa che sono.
Ricordo ancora la volta in cui chiamavo insistentemente le mie amiche, quelle con cui uscivo ogni sabato e domenica, e loro non rispondevano. Avevano iniziato a frequentare D. ed io a D. non piacevo. Era dunque più facile eliminare quel peso “depresso” che ero, e forse sono ancora, anziché ribellarsi a D.
Ci tengo a specificare che non voglio la compassione di nessuno, voglio solo sfogare tutto ciò che ho dentro perché credo di essere arrivata ad un punto in cui mi è impossibile anche solo alzarmi dal letto con un sorriso.
Continuo a sentirmi dire di farmi delle nuove amiche, uscire, ma io faccio schifo a farmi delle nuove amiche.
La quarta ragione è questa: Non so farmi amici.
Ho spesso provato a legarmi tanto a qualcuno, ma il giorno dopo andavo nel dimenticatoio, ed ero troppo spaventata dal poter disturbare, per poter scrivere. Questo è perché amo i gruppi. Che siano gruppi di WhatsApp o su Facebook. Mi sento più a mio agio. Ma solo se non sono gruppi troppo numerosi.
Gruppi piccoli e ristretti, con persone fidate.
Credo che qualcuno, forse, leggerà queste righe.
Se Hannah Baker avesse fatto ascoltare le cassette a Tony o Clay prima, sarebbe stato diverso. So che Hannah Baker era uno stupido personaggio di una serie tv, ma credo che al contempo sia il simbolo di mille altre persone, reali, che come lei hanno fatto la sua scelta.
Una scelta che per quanto mi riguarda non mi ha mai direttamente toccata. Non ho mai pensato di arrivare a tanto. Credo.
Mi sono limitata a pensare “se dovessi sparire, cosa penserebbero gli altri di me?”, “Se dovessi star male, tanto male, chi si preoccuperebbe?”.
Anche dal punto di vista della famiglia non sono poi così fortunata. Il punto cinque è dedicato a loro.
Non ho più i nonni. Né i nonni materni, né i nonni paterni. Dal lato di mia madre erano nove figli, ed io sono cresciuta con soli tre zii. Tra cui una non si faceva scrupoli a sottolineare che tipo di schifezza avesse davanti ai suoi occhi. L’altro mio zio è morto quattro anni fa. Ero lì. Quando l’hanno tirato fuori dalla sua auto e messo sull’asfalto, io ero lì.
Col tempo, tuttavia, ho avuto modo di conoscere gli altri miei zii, vedendo spesso anche due di essi. Non abbastanza spesso da passare le feste come il Natale o la Pasqua tutti insieme.
Passiamo al lato di mio padre. Sei figli, uno andato via troppo presto. Ha una figlia, che non ha mai avuto la fortuna di godersi. Lei aveva un anno quando lui ci ha lasciati, ora ne ha 17. Ricordo poco di lui, ma mia madre dice che stravedeva per me e gli somigliavo, forse è per questo che io e mie cugina sembriamo quasi sorelle. Lei però è più carina di me.
Ho sempre immaginato di fare una grande tavolata tutti insieme ad una festa, ma temo che mai accadrà una cosa del genere. L’unica volta in cui abbiamo fatto una tavolata tutti insieme è stato il giorno del funerale di mia nonna.
Neanche ai matrimoni riusciamo a stare tutti allo stesso tavolo.
Ho una ventina di cugini, ma non sono ben legata a nessuno di loro. Non più almeno. Ma questo temo sia complicato anche solo da capire per me stessa.
Mancano solo nove giorni al mio compleanno, e se prima avevo voglia di festeggiare o fare qualcosa con le mie amiche, ora quella voglia è sfumata. Magari se butto fuori tutto ciò che ho dentro, o anche solo una minima parte, la mia voglia di far qualcosa torna.
Lo spero.
Perché tutti il giorno del proprio compleanno hanno stupende sorprese e belle giornate, ed io non voglio che il mio compleanno sia una giornata come tutte le altre. Almeno per un giorno, solo per uno, voglio sentirmi importante. Non mi importa se questo si chiama compassione. E’ il mio compleanno, il mio giorno. Solo per un giorno.