{ Hunter & Ben | December 1980 }
Abbassò lo sguardo sul maglione, rendendosi conto solo in quel momento di esserselo messo al rovescio, e quando lo zio l’aiutò a sistemarlo non fece obiezioni , guardandolo con un sorriso divertito. < Io le so perfettamente certe cose, volevo metterti alla prova e vedere se tu le sapevi. > Annuì energicamente, per poi chiudere gli occhi quando lo zio allungo una mano per sistemargli i capelli, storcendo la bocca in una smorfia infastidita. Odiava quando la mamma o gli zii gli toccavano i capelli. < Il McDonald? —Andiamo ti prego, ti prego ti prego. >
< Oh, come no. Guarda che se dici le bugie ti cresce il naso lungo quanto quello di Pinocchio e poi sono guai. >, si ritrovò ad esclamare, passando una mano tra i capelli di Ben prima di alzarsi dal letto e raggiungere la porta.
< Allora, non hai ancora risposto alla mia domanda, Ben. La mamma ti ha mai portato a pattinare? > Hunter lanciò un veloce sguardo al bambino, prima di porgergli giacca, guanti e cappello una volta raggiunto l’ingresso.
< Ma quella non era una bugia. Sei tu quello che dice bugie perchè non è vero che cresce il naso > Esclamo con forza, storcendo la bocca una seconda volta quando l’uomo allungò nuovamente una mano verso i suoi capelli, questa volta per scompigliarglieli. < No, non mi ha mai portato. > Spalancò gli occhi, capendo solo in quel momento il motivo di tanta insistenza su quella specifica domanda. < Andiamo a pattinare zio Hunt? YUUUHUU. > Rise felice il bambino, correndo a gran fretta verso il portone d’ingresso e aspettando che lo zio lo raggiungesse. < Andiamo, muoviti. Non possiamo arrivare tardi. >
< Oh, no no. Ti crescerà il naso fino a quando sarà più pesante di te, terribile. > Disse a sua volta, mentre aiutava Ben a mettere la giacca e poi il cappello, prima di porgergli i guanti. < Sono qui, sta’ calmo che la pista di pattinaggio non scappa! E devi ancora dirmi come sta andando a scuola, gli altri bambini si stanno comportando bene con te? >, chiese poi, curioso, prima di chiudere le luci e sfilare dalla tasca dei pantaloni le chiavi dell’auto.
< Va bene, va bene. Però sbrighiamoci. > saltò sul posto, impaziente, per poi infilarsi velocemente giacca e cappello e afferrare i guanti che lo zio gli porgeva. < Va superbenissimo. Si comportano tutti bene, mhmh, tranne Chuck. --Lui mi prende in giro perchè non sono bravo come gli altri bambini a giocare a calcio, io gli ho detto che non è colpa mia se nessuno non mi ha mai insegnato giocare a calcio, ma lui continua comunque.. Però la mamma mi ha detto che non devo preoccuparmi, e che non fa niente che non sono bravo-- però mi piacerebbe essere bravo come gli altri bambini a giocare a calcio... > Annuì lievemente, alzando lo sguardo verso la figura imponente dello zio prima di afferrargli una mano per cercare di trascinarlo fuori.















