non mangio un'omlette da mesi. se penso alle omlette mi vengono in mente quelle sere di un febbraio non poi così lontano in cui ero sola, con me stessa. non mi dispiaceva, mi piace star da sola, ma era una solitudine amara, quella che ti fa sentire un magone nello stomaco e quel fastidioso blocco alla gola di chi trattiene delle stupide lacrime da tempo e vorrebbe solo una carezza lenta sul viso.. e un sorriso. sentirsi rassicurati alle volte fa bene, anche a chi dice di non averne bisogno. ed essere rassicuranti può fare ancor più bene. ma immagino non sia così semplice, eppure forse potrebbe esserlo. "che bello quando ti vedo, il tuo sorriso mi da sempre molta gioia, è luminoso": un giorno di tanti anni fa una mia compagna di scuola mi disse queste parole e mi son rimaste impresse. col tempo ho capito, nelle varie sfaccettature, quanto fosse importante un sorriso. così io, quella sera di febbraio, sbattevo le uova insieme agli spinaci senza sorriso, guardavo ondeggiare la fiamma dei fornelli con occhi persi e poi mangiavo insieme alla mestizia. e adesso pensare a quella me così tanto intrappolata mi arreca un senso di disagio, ma mi concede anche un modo per capire ancor di più quali siano le cose che importano nella vita..
..ma non fateci caso: si sa, pensare a stomaco vuoto contorce anche il cervello.e forse io ho solo fame ..e voglia di un'omlette felice.
















