Ho comprato una camicia a fiori un po’ anni Ottanta. È blu, con i fiori viola e blu, i bottoni dorati. Mia sorella dice che sembra quella che indossava nostra madre al suo battesimo. Ovviamente lo dice perché ha guardato il filmino della cerimonia. In quel giorno mia sorella aveva un vestitino rosa di raso, invece c'erano mia madre, mio padre e il padrino di mia sorella che indossavano tutti e tre una camicia floreale anni Ottanta. Era il 1990 però. Gli anni Novanta erano iniziati da qualche mese, io non ero neanche nei pensieri dei miei genitori. Mia sorella mi dice sempre che, se sono nata, è grazie a lei. Dice così perché quando aveva quasi otto anni insistette sul volere un fratello o una sorella. Mia madre dice che il primo parto è stato complicato, rischiò la pelle per una profonda emorragia. Mia madre è una persona un po’ paurosa e impressionabile. Dopo mia sorella non voleva più figli. E quando mia sorella era appena nata, un giorno, successe una cosa che la segnò e che tutt'oggi la influenza a tal punto da spingerla ad angosciare anche me. Era nella vecchia casa. Mio padre era da poco uscito, lei appena uscita dalla doccia. Mia sorella probabilmente era nella sua culla o nella carrozzina. La porta d'entrata era rimasta aperta, al che un uomo sconosciuto ha solcato l'entrata. Mia madre se l'è trovato davanti e, per istinto, si è messa a urlare il nome di suo marito. L'uomo sconosciuto è scappato via. Da quel giorno mia madre ha sempre l'ossessione di assicurarsi che porte e finestre siano chiuse prima di andare a dormire o prima di uscire di casa e poco dopo essere rientrati. Non ha tutti i torti, certo, ma una persona decondizionata non si comporterebbe così. Mia madre fino a poco tempo fa non voleva mai che io restassi da sola a casa; a malapena mi fa uscire per andare in biblioteca, dietro casa. È anche per via di questo suo trauma che io sono così schiva; mi ha trasmesso la sua diffidenza e la sua angoscia nell'incontro con gli altri, con l'ignoto. Anche avere paura dell'ignoto è normale, certo, ma non al punto da reprimere quasi ogni occasione verso un nuovo incontro. Forse è anche per questo che sono da sola. I traumi segnano, ma anche i traumatizzati. Dai traumi bisogna cercare di guarire, prima che altri si ammalino dei tuoi. Non ce l'ho con mia madre; un po’ però ce l'ho con quello sconosciuto che si è intrufolato a casa. E un po’ con mio padre, che dopo essere uscito di casa non ha chiuso la porta, conscio di avere una moglie e una figlia neonata in casa. E ancora con il sistema, che costringe qualcuno a compiere del male probabilmente perché quello è la prima vittima. Forse non era malintenzionato, forse aveva solo bisogno di soldi. Probabilmente mancava di viveri. O no? Non si saprà mai. Non so neanche se mia madre possa ricordare il suo volto, ma so che anche un senza volto è in grado di segnare qualcun altro. Come i cyberbulli. Il male genera male. La sofferenza genera sofferenza. Il bene cosa genera? Il piacere cosa genera? Anche il bene genera bene. Pure il piacere genera piacere. Solo che a volte il male genera bene, il bene genera male. Ogni tanto il dolore genera piacere ed il piacere genera dolore. La natura davvero è regolata da leggi universali? La natura umana da cosa è regolata? È regolata da qualcosa la natura umana? Probabilmente qualcuno conosce risposta a queste domande. O forse no. Oppure la risposta non c'è. Però la camicia blu a fiori un po’ anni Ottanta mi piace.